Btp: perché gli investitori esteri hanno venduto titoli di Stato per 100 miliardi nell'ultimo anno
di Carlotta Scozzari , di Carlotta ScozzariMILANO - Nuove nuvole nere si addensano nel cielo sotto il quale il nascente governo di Giorgia Meloni sarà chiamato a gestire i conti pubblici. Dagli ultimi dati diffusi ieri dalla Banca d’Italia emerge infatti che, nell’ultimo anno, gli investitori esteri hanno scaricato titoli di Stato italiani per la bellezza di 100 miliardi di euro, cifra che sale in area 110 miliardi se si allarga l’orizzonte a 13 mesi. Il numero assume ancora più rilievo se si considera l’attuale contesto di tassi di interesse crescenti, che rende maggiormente oneroso il debito complessivo delle amministrazione pubbliche, ad agosto pari a 2.757,8 miliardi.
Nel dettaglio, sommando tutti i flussi netti mensili di acquisti e vendite passati per il sistema di pagamenti Target2, si scopre che da settembre del 2021 ad agosto del 2022 gli "investimenti di portafoglio esteri in titoli pubblici italiani" (così definiti nel documento appena diffuso dalla B…
MILANO - Nuove nuvole nere si addensano nel cielo sotto il quale il nascente governo di Giorgia Meloni sarà chiamato a gestire i conti pubblici. Dagli ultimi dati diffusi ieri dalla Banca d’Italia emerge infatti che, nell’ultimo anno, gli investitori esteri hanno scaricato titoli di Stato italiani per la bellezza di 100 miliardi di euro, cifra che sale in area 110 miliardi se si allarga l’orizzonte a 13 mesi. Il numero assume ancora più rilievo se si considera l’attuale contesto di tassi di interesse crescenti, che rende maggiormente oneroso il debito complessivo delle amministrazione pubbliche, ad agosto pari a 2.757,8 miliardi.
Nel dettaglio, sommando tutti i flussi netti mensili di acquisti e vendite passati per il sistema di pagamenti Target2, si scopre che da settembre del 2021 ad agosto del 2022 gli "investimenti di portafoglio esteri in titoli pubblici italiani" (così definiti nel documento appena diffuso dalla Banca d’Italia) sono stati di segno negativo, per 99,77 miliardi. I disinvestimenti salgono a 109,6 miliardi se si tiene conto anche di agosto dell'anno scorso.
A ben vedere, in tutti i mesi sono prevalse le vendite, particolarmente forti nel settembre del 2021 (22 miliardi) e nell’aprile del 2022 (16,6 miliardi), a eccezione di marzo, quando gli acquisti netti sono ammontati a quasi 8 miliardi. Se i flussi di vendita dei 12 mesi terminati ad agosto sono stati di un centinaio di miliardi, occorre tenere presente che lo stock di titoli pubblici in mano a investitori non residenti in Italia, lo scorso luglio (ultima fotografia disponibile), era pari a 653,78 miliardi, rispetto ai 427,44 nei forzieri delle banche e ai 335,4 di altri soggetti finanziari come le assicurazioni.
Le maxi vendite di Btp e di altri titoli italiani si spiegano negli ambienti finanziari con una concomitanza di fattori. In primo luogo, nel periodo considerato, il Tesoro ha effettuato meno emissioni di nuove obbligazioni, anche grazie alle risorse in arrivo dai vari programmi dell’Ue (si pensi ai prestiti e ai trasferimenti collegati al Pnrr e ai prestiti di Sure). L’offerta di titoli pubblici sul mercato è poi calata in virtù degli acquisti della Bce nell’ambito dei programmi di quantitative easing, che si stanno gradualmente esaurendo.
Ultimo elemento non meno importante: si sta registrando una generale tendenza degli investitori internazionali a preferire titoli statunitensi, cosa che aiuta a spiegare il recente rialzo dei rendimenti di un po’ tutto il debito sovrano dell’area dell’euro. Il fenomeno è legato anche allo sfasamento nella stretta monetaria tra Fed e Bce, che ha contribuito al forte apprezzamento del dollaro sull’euro.
È anche possibile che le tensioni che più volte nei mesi scorsi hanno minato l’unità del governo Draghi abbiano indotto qualche investitore straniero a guardare altrove. Così, il governo in via di formazione potrebbe doversi trovare a fronteggiare il doppio problema di una disaffezione ai titoli italiani in un contesto di tassi crescenti e quindi di debito più oneroso. Intanto, partendo il 14 novembre, dovrebbe cadere sotto le insegne del nuovo esecutivo la prossima emissione del Btp Italia, titolo a sei anni indicizzato al tasso di inflazione nazionale.