Bonus extra ai redditi bassi per comprare auto elettriche
di Diego Longhin , di Diego LonghinTORINO - Sì al bonus extra per chi ha meno di 30 mila euro di Isee e vuole acquistare un’auto elettrica, stop al decreto che definisce i criteri dei bandi per assegnare i contributi a fondo perduto per realizzare le colonnine di ricarica su strade cittadine ed extraurbane. Prese che sono finanziate con i 740 milioni di fondi Pnrr. La prima è l’eredità del ministro allo Sviluppo Economico del governo Draghi, Giancarlo Giorgetti, che ora passerà all’Economia. Il secondo è il non lascito del ministro alla Transizione Ecologica, Roberto Cingolani. Ha più volte annunciato il provvedimento che, però, non ha mai visto la luce. Una questione che ora dovrà essere affrontata dai nuovi ministri.
TORINO - Sì al bonus extra per chi ha meno di 30 mila euro di Isee e vuole acquistare un’auto elettrica, stop al decreto che definisce i criteri dei bandi per assegnare i contributi a fondo perduto per realizzare le colonnine di ricarica su strade cittadine ed extraurbane. Prese che sono finanziate con i 740 milioni di fondi Pnrr. La prima è l’eredità del ministro allo Sviluppo Economico del governo Draghi, Giancarlo Giorgetti, che ora passerà all’Economia. Il secondo è il non lascito del ministro alla Transizione Ecologica, Roberto Cingolani. Ha più volte annunciato il provvedimento che, però, non ha mai visto la luce. Una questione che ora dovrà essere affrontata dai nuovi ministri.
Dal 2 novembre si apriranno sulla piattaforma del Mise le prenotazioni per l’incentivo extra, pari al 50% del contributo, che vale solo per l’acquisto di elettriche pure e ibride plug-in, portando il bonus da un minimo di 3 mila euro, senza rottamazione per un’ibrida con la spina, fino a un massimo di 7.500 euro, con rottamazione, per una full electric. Contributi, dai 1.000 fino ai 2.500 euro a seconda che sia con rottamazione o meno, anche per le flotte e per le società che fanno noleggio, a patto che si tratti di acquistare una vettura elettrica o plug-in.
Provvedimento atteso dal settore. «Si concretizza così - dice Giorgetti - il disegno industriale avviato all’inizio del mio mandato per accompagnare la filiera e i cittadini verso la transizione green, puntando su un approccio pragmatico che tenga conto non solo degli effetti economici e ambientali, ma anche di quelli sociali». Del pacchetto annunciato ad agosto e già pubblicato in gazzetta ufficiale manca ancora un pezzo: il finanziamento delle prese di ricarica negli spazi privati e nei condomini. L’aiuto sarà pari all’80% del prezzo di acquisto e posa in opera, massimo 1.500 euro per richiedente e 8.000 per gli stabili. Ora si attende il provvedimento tecnico e la piattaforma per aprire le prenotazioni.
Non si ha traccia invece del decreto per finanziare le colonnine che il ministro Cingolani avrebbe dovuto varare prima della fine del governo Draghi. Si tratta di un intervento importante: 740 milioni per 21.255 prese sparse tra città e strade extraurbane. Provvedimento che è stato bloccato per questioni di forma. Tanta la delusione per le società che speravano nelle gare: c’è il rischio di veder sfumare la prima tranche di fondi se non saranno usati entro il 30 giugno 2023. «Certi che sarebbe stato uno degli ultimi atti di Cingolani, abbiamo appreso che purtroppo non sarà così - dice Francesco Naso, segretario di Motus-E, associazione di categoria del comparto mobilità elettrica - tutti gli attori del settore sono estremamente amareggiati e preoccupati per questa grave mancanza che rischia di mandare deserti molti lotti se non l’intera prima gara, mettendo a rischio l’obiettivo dell’investimento. Speriamo in un intervento rapido del nuovo governo»