Economia

Subito dieci miliardi per bollette e consumi. Cingolani consulente

In primo piano, Gilberto Pichetto Fratin
In primo piano, Gilberto Pichetto Fratin (ansa)
Lavorerà (gratis) con il ministro Pichetto Fratin. Domani Consiglio europeo a Lussemburgo dove il titolare del Dicastero dell'Ambiente non andrà perché l'esecutivo non ha ancora la fiducia delle Camere
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ROMA — C’è almeno un filo a legare il governo Draghi a quello, appena nato, di Giorgia Meloni. Lo annoda Roberto Cingolani che sarà consulente — senza compenso — del nuovo esecutivo.

Cingolani, ormai ex ministro della Transizione Ecologica, lavorerà per Gilberto Pichetto Fratin, ora a capo dell’Ambiente e della Sovranità energetica. «Mi è stato chiesto di dare una mano per chiudere i dossier che sosteniamo in Europa. Sono il price cap sul gas e il disaccoppiamento dei prezzi della elettricità», due misure che possono regalare sollievo alle bollette degli italiani.

Proprio domani, peraltro, servirà aiutarsi. In Lussemburgo si riunisce il Consiglio europeo per l’Energia, cui Pichetto Fratin dovrebbe partecipare insieme ai colleghi ministri dell’Ue forti delle stesse competenze. Pichetto Fratin, però, non volerà in Lussemburgo perché il nuovo governo italiano otterrà la fiducia solo martedì alla Camera e mercoledì, anche al Senato.

È plausibile che proprio Cingolani sia chiamato ai tempi supplementari rappresentando l’Italia al Consiglio Ue. Alla fine Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, pronostica che Pichetto Fratin finirà sovrastato, quasi commissariato da Cingolani.

In attesa dei nuovi equilibri della politica, le famiglie italiane mettono già a punto una precisa strategia di risparmi. Un sondaggio della Swg, commissionato dalla Confesercenti, avverte che il 39% delle persone taglierà le spese superflue; il 29% addirittura tutte le uscite. Cinque miliardi di consumi rischiano di sparire così a fine anno. Il 49% degli intervistati punterà su regali meno costosi di quanto immaginava. Per una persona su 4, il taglio ai regali sarà netto, oltre il 30% dell’importo.

Il 69% ha già deciso che non partirà. In media, chi invece si concederà un viaggio stanzierà 492 euro (quasi 200 in meno del 2019, ultimo anno prima della pandemia). Pesano sulle famiglie l’incertezza, un peggioramento oggettivo delle condizioni di lavoro, una prima riduzione delle riserve e dei risparmi, l’inflazione e proprio il caro bollette.

Confesercenti apprezza gli antidoti che sono in campo e quelli che arriveranno. Il problema è che le prime riduzioni si vedranno solo nel primo trimestre 2023. Per questo, Confesercenti chiede al governo - misura straordinaria - di alleggerire la pressione fiscale sulle tredicesime.

Ottenuta la fiducia, il governo Meloni cercherà la strada per dare una prima risposta alle nuove emergenze. Serve una corsia preferenziale. È possibile, dunque, che il governo chieda al Parlamento l’autorizzazione a spendere subito i 10 miliardi, il tesoretto che Draghi lascia a Meloni. La somma servirà a prolungare sia lo sconto di 30 centesimi sulle accise della benzina (in scadenza il 18 novembre) e sia i crediti d’imposta per le imprese, energivore e non (in scadenza il 30 novembre).

L’autorizzazione prenderebbe poi la forma di un emendamento ad un decreto (l’Aiuti ter) che inizia il suo percorso parlamentare il 7 novembre, per essere convertito in legge.