Gas, un giorno di prezzi "negativi". La discesa continua, ma non durerà a lungo
di
Andrea Greco
,
di Andrea Greco
(ansa)
L'autunno caldo, il crollo dei consumi industriali e gli stoccaggi pieni sbilanciano domanda e offerta: i prezzi per le consegne immediate sono arrivati sottozero, mentre i future su novembre continuano la discesa sotto quota 100 euro. Ma quando arriverà il freddo sarà diverso. Intanto le bollette italiane di novembre saranno più leggere delle attese
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MILANO - Se si potesse comprare il gas naturale come si fa con la casa o l’auto dei sogni, ieri gli europei avrebbero avuto l’occasione unica di ritirarlo gratis, anzi venendo pagati per farlo. Quando, nel pomeriggio, i prezzi sulle consegne “next hour” sono scesi sotto lo zero, addirittura a -15,78 euro per Mwh. Un fuori tutto (il 25 agosto segnò un massimo a 302 euro) di cui purtroppo non approfitteremo: perché il mercato del gas funziona in modo diverso, si basa sugli stoccaggi e le vendite coprono tutto l’anno termico, avviato il 1° ottobre fino al 30 settembre successivo. E i prezzi stagionali, che su tutto l’anno termico (Cal23) sono ancora a 138,5 euro, un multiplo rispetto ai 20 euro per Mhw a cui passava di mano il metano prima della guerra dei russi e dei tagli alle forniture all’Europa. Niente affari della vita in vista, insomma: anche se il forte ribasso dei prezzi in atto da settimane - che da fine agosto ha fatt…
MILANO - Se si potesse comprare il gas naturale come si fa con la casa o l’auto dei sogni, ieri gli europei avrebbero avuto l’occasione unica di ritirarlo gratis, anzi venendo pagati per farlo. Quando, nel pomeriggio, i prezzi sulle consegne “next hour” sono scesi sotto lo zero, addirittura a -15,78 euro per Mwh. Un fuori tutto (il 25 agosto segnò un massimo a 302 euro) di cui purtroppo non approfitteremo: perché il mercato del gas funziona in modo diverso, si basa sugli stoccaggi e le vendite coprono tutto l’anno termico, avviato il 1° ottobre fino al 30 settembre successivo. E i prezzi stagionali, che su tutto l’anno termico (Cal23) sono ancora a 138,5 euro, un multiplo rispetto ai 20 euro per Mhw a cui passava di mano il metano prima della guerra dei russi e dei tagli alle forniture all’Europa. Niente affari della vita in vista, insomma: anche se il forte ribasso dei prezzi in atto da settimane - che da fine agosto ha fatto scendere dal picco storico di 350 euro ai 95 euro dell'apertura di questa mattina la consegna a novembre sulla piattaforma Ttf di Amsterdam – avranno un riflesso benigno sulle prossime bollette. Anche quelle che gli italiani riceveranno entro la metà di novembre, per la prima volta col nuovo metodo basato sui consumi mensili e consuntivi che Arera ha appena introdotto. Già non vedere aumenti rispetto alle tariffazioni dei mesi scorsi sarebbe un sollievo, date le circostanze.
Perché il gas spot crolla: clima caldo, recessione, stoccaggi pieni
Il crollo dei prezzi attuali, specie sulle consegne a breve, è legato a un crollo della domanda, per almeno due ragioni. Una è meteorologica: i mesi di settembre e ottobre, in Italia e in tutti i Paesi europei, hanno visto un clima eccezionalmente caldo, per cui i termosifoni sono ancora spenti quasi ovunque. In più, nelle zone più calde ha funzionato bene l’energia solare, nel Nord Europa l’eolica. La seconda ragione è congiunturale: i consumi di gas dell’industria registrati da Snam a settembre sono in flessione del 22% sull’anno precedente: e anche a ottobre più segnali dicono che i consumi industriali restano molto bassi. A questi livelli di prezzo le industrie “energivore” come carta, vetro, ceramica, in parte siderurgia hanno spesso più convenienza a fermare la produzione, che sarebbe in perdita, piuttosto che consumare gas pagato il doppio, se non di più, rispetto al 2021. Poi c’è un ultimo aspetto, legato all’offerta. Gli operatori del gas si preparano riempiendo i serbatoi di stoccaggio fino all’estate, per poi venderlo più caro in inverno. E nei mesi scorsi, anche su input di tutti i governi che hanno pure sovvenzionato gli acquisti, gli stoccaggi sono stati riempiti a raso. Attualmente non c’è più posto per immagazzinare altro gas, quindi ogni volta che arrivano nuovi quantitativi, tipo le navi cariche di gas liquefatto, le alternative sono solo svendere il carico, oppure girare la nave per dirottarla verso lidi più promettenti (di solito in Asia, dove India e Cina sono “nazioni energivore” che comprano a prezzi strutturalmente più alti).
Grandi operatori spiazzati: Snam svende, i grossisti esportano
La situazione che si è creata nelle ultime settimane crea anomalie sul mercato. Anche in Italia, dove esiste un “mercato del bilanciamento”, e dove non si può vendere gas a prezzi inferiori a zero. Le regole sono cambiate un paio d’anni fa, e Snam, monopolista dei gasdotti quotato, ha un ruolo di arbitro, per cui cerca di avvicinare i prezzi tra venditori e compratori quando non sono ben bilanciati; e se non si incontrano interviene in proprio come controparte. Nelle ultime settimane, Snam ha dovuto vendere a prezzi irrisori, per bilanciare gli scompensi tra domanda e offerta: negli ultimi giorni Snam è stata vista vendere quantitativi a 4 euro per Mwh, mentre alcuni operatori hanno comprato sullo spot anche a pochi centesimi. Non certo un affare per la società guidata da Stefano Venier, che fino all’estate ha speso miliardi per riempire i bacini di stoccaggio a prezzi a tre cifre. Tuttavia il servizio svolto da Snam, che è pubblico, viene riconosciuto dallo Stato, e ribaltato nelle bollette degli italiani. L’altra anomalia riguarda i grandi grossisti come Eni, Enel, Edison, che importano gas straniero e lo rivendono in Italia. Solo che con questi consumi ai minimi, che arrivano dopo una campagna semestrale di rinforzo di tutti i possibili approvvigionamenti, i big del mercato stanno tornando a guardare all’esportazione del prezioso gas. Sembra un paradosso, ma è quel che fanno tutti, dopo avere soddisfatto le esigenze di autoconsumo (la sola Eni utilizza 7 miliardi di metri cubi di gas l’anno per i suoi impianti), e formulato ai loro clienti le proposte contrattuali per la nuova stagione. Anche se sono, ovviamente, proposte rincarate secondo quotazioni e circostanze, oltre al fatto che spesso si è passati – come prevede la legge 440 introdotta ad hoc dal governo Draghi – da una fornitura su base annuale a una su base mensile, soprattutto per contenere i margini di garanzia che stanno facendo esplodere le finanze delle aziende rivenditrici e forti consumatrici.
A novembre la bolletta italiana potrebbe non rincarare
L’ultimo aspetto da chiarire riguarda le ricadute di questo ritracciamento dei prezzi sulle bollette. Quel che si può dire già oggi è che ci saranno effetti positivi: ma è presto per dire quanto, date le nuove regole in arrivo. Mentre è un fatto certo che i prezzi rimarranno alti, specie quando arriverà il freddo e i prezzi del gas torneranno a salire. Ai primi di novembre l’authority Arera definirà le nuove tariffe, che per la prima volta si baseranno sui consumi (non sulle stime di consumo), e saranno su base mensile. Varranno, dunque, tutti i prezzi toccati in tutti i giorni di ottobre, che sono stati sì in ribasso ma non certo “bassi” rispetto agli anni scorsi. Il nuovo dato sarà di difficile confronto con quello dei trimestri precedenti, di consumi stimati; e solo a gennaio, avendo a disposizione tre mesi con le nuove bollette, si potranno fare paragoni più seri. Per quella data si capirà meglio anche l’evoluzione meteo, e la messa su strada del “tetto” al prezzo che l’Unione europea ha deliberato, trovando una faticosa sintesi politica che non sarà facile trasferire alla Commissione e poi ai Paesi membri.
Ma anche solo un confronto tra i grafici del prezzo del gas in Italia (Psv) lascia sperare che, almeno a novembre, le bollette non rincarino. Secondo l’ultima nota del Gestore del mercato elettrico il prezzo medio giornaliero in Italia nella settimana dal 17 al 23 ottobre, è stato 59,92 euro a Mwh, in calo del 36,8% rispetto alla settimana precedente. L’anno scorso, nella stessa settimana di ottobre, il prezzo medio fu 89,51 euro, quasi 30 euro in più. Il prezzo medio oggi è di 42,48 euro, e finora la media di questo mite ottobre è 94 euro. Non pare il caso di entusiasmarsi, comunque.