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Bce, Lagarde avverte l’Italia sui conti: "Ridurre gradualmente il debito"

La presidente Bce, Christine Lagarde (agf)

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La presidente ha anche risposto alle critiche arrivate dalla premier Meloni (ma anche dal presidente Emmanuel Macron) secondo cui bisognerebbe prestare più attenzione alla recessione in arrivo. "Noi dobbiamo combattere l’inflazione, che è quello che preoccupa di più la gente.
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Berlino - La Bce ha alzato per la seconda volta consecutiva i tassi di tre quarti di punto. Quello di riferimento sale così al 2%, il tasso sui depositi all’1,5%: è il livello più alto da oltre un decennio. E la presidente Christine Lagarde ha precisato che «non abbiamo ancora finito», insomma che bisogna aspettarsi altre strette monetarie nei prossimi mesi. Tuttavia Francoforte ha mitigato l’aggressività delle ultime riunioni, ha fatto capire che deciderà di volta in volta, in base all’andamento dell’economia e dell’inflazione: dal comunicato del Consiglio direttivo è sparito ogni riferimento ai “vari” rialzi, promessi di recente.

I guardiani dell’euro sono sembrati più attendisti, meno …

Berlino - La Bce ha alzato per la seconda volta consecutiva i tassi di tre quarti di punto. Quello di riferimento sale così al 2%, il tasso sui depositi all’1,5%: è il livello più alto da oltre un decennio. E la presidente Christine Lagarde ha precisato che «non abbiamo ancora finito», insomma che bisogna aspettarsi altre strette monetarie nei prossimi mesi. Tuttavia Francoforte ha mitigato l’aggressività delle ultime riunioni, ha fatto capire che deciderà di volta in volta, in base all’andamento dell’economia e dell’inflazione: dal comunicato del Consiglio direttivo è sparito ogni riferimento ai “vari” rialzi, promessi di recente.

I guardiani dell’euro sono sembrati più attendisti, meno falchi sulla traiettoria imminente: non hanno neanche parlato ancora del bilancio, ossia di quando cominceranno a rimborsare i titoli di Stato acquistati durante le colossali operazioni anti-crisi degli ultimi anni. Non a caso, la tensione sui titoli di Stato italiani è crollata: lo spread è calato a 205 punti, il rendimento sui bond italiani è sceso sotto al 4%.

Al momento, ciò che impensierisce maggiormente i banchieri centrali sono i prezzi. L’inflazione ha sfiorato a settembre il 10% e la presidente dei banchieri centrali dell’eurozona ha sottolineato ancora una volta che è l’indicatore a cui la Bce deve guardare, perché questo il suo mandato. Anche a rischio di incrementare il rischio di una recessione. Due volte Lagarde ha dovuto rispondere a una domanda sulle frasi di Giorgia Meloni dei giorni scorsi, sulle critiche della neo premier italiana alla stretta monetaria in corso. «Noi dobbiamo combattere l’inflazione, che è quello che preoccupa di più la gente. È questo il nostro lavoro. Una banca centrale ha il mandato della stabilità dei prezzi e deve perseguirlo usando tutti i mezzi», ha replicato Lagarde.

Non solo. La capa dei banchieri centrali ha anche voluto sottolineare che «nelle nostre decisioni non saremo condizionati dalle politiche fiscali o dai mercati finanziari: dobbiamo fare quel che va fatto». Ma in realtà, oltre a quelle di Meloni, sulla traiettoria attuale della Bce hanno espresso critiche sia la premier finlandese Sanna Marin sia il presidente francese Emmanuel Macron.

Tanto che, con una mossa piuttosto irrituale, il neo ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha voluto commentare a caldo le decisioni di ieri. «Il rialzo dei tassi della Bce era ampiamente previsto. Probabilmente non sarà l’ultimo in questa fase, ma confidiamo nella saggezza della Bce nell’interpretare le cause della recente impennata dell’inflazione e nel tener conto del rallentamento in corso nell’economia europea».

E Lagarde ha fatto capire ieri che la Bce non vuole e non può ignorare il quadro economico o il rischio che il ritmo di crescita sprofondi l’anno prossimo sotto allo zero. La numero uno di Francoforte ha dovuto ammettere che le prospettive di crescita sono già peggiorate, rispetto alla stima di un mese fa. La Bce non pensa ancora che l’eurozona stia scivolando verso una recessione, ma i rischi continuano ad essere “al ribasso”. Secondo Massimiliano Maxia, analista di Allianz Global Investors, «le dichiarazioni della Bce suggeriscono che potrebbe rallentare il ritmo della stretta attuale». E Marco Valli, responsabile globale della ricerca di Unicredit, è convinto che la Bce è parsa «più cauta» e si aspetta che i tassi raggiungano un picco al 2,25% a febbraio.