L'Europa conferma lo stop alle auto a benzina e diesel: dal 2035 solo elettriche
di Diego Longhin , di Diego LonghinTORINO - Nel 2035 in Europa non si potranno più vendere auto nuove con motore a benzina e diesel. Si potranno acquistare solo auto elettriche. Dopo quattro ore di discussione, i negoziatori del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione Ue hanno trovato un accordo sul taglio alle emissioni inquinanti per auto e van. Fissati anche i passi intermedi: una riduzione delle emissioni CO2 del 15% nel 2025 per auto e furgoni, mentre la sforbiciata al 2030 è del 55% per le vetture e 50% per i furgoni. Obiettivo finale? Riduzione del 100% al 2035 con il passaggio al motore elettrico. "L'accordo politico tra il Parlamento europeo e il Consiglio Ue sulla vendita di auto nuove a zero emissioni a partire dal 2035 è una pietra miliare cruciale per raggiungere il nostro obiettivo climatico per il 2030. Stimolerà l'innovazione e la nostra leadership industriale e tecnologica", scrive in un Tweet la presidente della Commissione europea, Ursula vo…
TORINO - Nel 2035 in Europa non si potranno più vendere auto nuove con motore a benzina e diesel. Si potranno acquistare solo auto elettriche. Dopo quattro ore di discussione, i negoziatori del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione Ue hanno trovato un accordo sul taglio alle emissioni inquinanti per auto e van. Fissati anche i passi intermedi: una riduzione delle emissioni CO2 del 15% nel 2025 per auto e furgoni, mentre la sforbiciata al 2030 è del 55% per le vetture e 50% per i furgoni. Obiettivo finale? Riduzione del 100% al 2035 con il passaggio al motore elettrico. "L'accordo politico tra il Parlamento europeo e il Consiglio Ue sulla vendita di auto nuove a zero emissioni a partire dal 2035 è una pietra miliare cruciale per raggiungere il nostro obiettivo climatico per il 2030. Stimolerà l'innovazione e la nostra leadership industriale e tecnologica", scrive in un Tweet la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Una risposta ai manager delle case automobilistiche che temono la concorrenza cinese e l'aumento dei prezzi delle vetture.
Non sono state introdotte deroghe per i carburanti sintetici. È rimasto un riferimento, ma solo per i veicoli fuori dal regolamento, i cosiddetti speciali, come le ambulanze o i mezzi di cantiere. Rimasta anche la deroga per i piccoli produttori, il cosiddetto emendamento Motor Valley. La verifica del dispositivo è fissata per il 2026. Anno in cui Bruxelles farà il punto sulla situazione economica ed industriale, anche da un punto di vista tecnologico, producendo un report periodico sul mercato elettrico. "L'accordo dà un segnale forte all'industria e ai consumatori: l'Europa ha abbracciato il passaggio alla mobilità a emissioni zero", dice il vicepresidente europeo Frans Timmermans.
Il testo, di fatto, è quello definitivo su uno dei pilastri del "Fit for 55". Il percorso è stato accidentato, mettendo in difficoltà anche la maggioranza Ursula. C'è chi avrebbe voluto, soprattutto nel Ppe, abbassare al 90% la riduzione di emissioni al 2035. Poi il compromesso ha retto anche la prova del "trilogo" chiuso ieri. Ora ci sarà un nuovo passaggio al Parlamento e al Consiglio Ue, ma la strada, visto i voti precedenti, è segnata. Le associazioni delle imprese dell'indotto ipotizzano che la transizione metterà a rischio mezzo milione di posti di lavoro in Europa e 70-75 mila in Italia. "La Ue ora metta risorse su infrastrutture e politica industriale", dice il segretario generale del Clepa, la sigla della componentistica, Benjamin Krieger. Pascal Canfin, presidente commissione Ambiente dell'Europarlamento, annuncia per il 2025 "un fondo di transizione dedicato ai dipendenti del settore e sostegni per le flotte aziendali". E il governo guidato da Giorgia Meloni? Il ministro Matteo Salvini agitava, in campagna elettorale, il referendum contro il provvedimento. Strada non percorribile.