Economia

Eni, utili record a 10,8 miliardi in nove mesi. Ma le attività italiane sono in perdita

L'ad del gruppo Eni, Claudio Descalzi
L'ad del gruppo Eni, Claudio Descalzi 
Balzo dei profitti con la corsa dei prezzi del'energia. Ma la tassa sugli extra guadagni nel nostro Paese pesa sui conti
1 minuti di lettura

ROMA - Continua, anche nel terzo trimestre, la crescita record dei profitti del gruppo Eni. La società che ha nel ministero dell'Economia il suo socio di controllo, ha annunciato un utile netto adjusted nel periodo tra luglio e settembre pari a 3,73 miliardi di euro, che porta a 10,81 miliardi i profitti per i primi nove mesi del 2022, Un risultato nettamente superiore all'anno scorso per 8,2 miliardi rispetto alo stesso periodo dell'anno scorso.

A trainare i conti sono soprattutto i rialzi dei prezzi degli idrocarburi e del gas in particolare: le quotazioni hanno cominciato a salire in modo considerevole con la fine del 2021, per la ripresa delle economie a livello globale, ma hanno accelerato ulteriormente dopo l'invasione russa dell'Ucraina. La società guidata da Claudio Descalzi ha così beneficiato della sua attività di ricerca ed estrazione di gas e petrolio in più parti del mondo, ma concentrata soprattutto in Africa e Mediterraneo.

Nella nota con cui annuncia i conti del terzo trimestre, Eni ha cercato di spiegare come "rispetto all’utile netto consolidato di bilancio dei nove mesi 2022 pari a €13,26 miliardi, le attività italiane registrano una perdita netta di circa €1 miliardo che tiene conto principalmente dello stanziamento del contributo straordinario per il settore energia". In altre parole, la tassa sugli extraprofitti, che per Eni vale non a caso circa 1 miliardo di euro, ha eroso i profitti delle attività Interne. In pratica, la società ha voluto rispondere alle accuse di aver guadagnato sui contratti di importazione di gas, facendo ricadere il peso degli aumenti del gas sui clienti.

"In un contesto di elevata volatilità e incertezza nei mercati - ha dichiarato Descalzi commentando i risultati - Eni ha continuato ad assicurare gli approvvigionamenti energetici cruciali per le nostre economie, portando avanti al contempo il percorso di decarbonizzazione. "Già dal prossimo inverno - ha sottolineato - saremo in grado di rimpiazzare il 50% dei flussi di gas russo facendo leva sul nostro ampio e diversificato portafoglio riserve, sulle partnership di lungo termine con i Paesi produttori e sulla nostra crescente presenza nel business GNL. Nel trimestre abbiamo rafforzato ulteriormente la nostra posizione nella catena del valore del gas grazie all'esplorazione e alle operazioni di acquisizione degli asset gas di bp in Algeria e, nella fase midstream, della nave di liquefazione Tango FLNG per la valorizzazione del progetto gas in Congo".