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Pensioni, spunta Quota 103. Un bonus per chi resta al lavoro più a lungo

La premier Meloni e il ministro dell'Economia Giorgetti (ansa)
Il governo lavora a un nuovo anticipo tra 61 e 63 anni di età e 40-41 anni di contributi. Ecco come funzionerebbe: platea potenziale di 90 mila persone, chi proseguirà oltre avrà i contributi aggiunti allo stipendio. Salvini: “Sospendiamo il Reddito per avere le risorse”. In manovra deficit sale al 4,5%
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ROMA - Torna Quota 102, ma diversa da ora. E spunta anche Quota 103. Il cantiere pensioni è in piena attività, per impedire da gennaio lo "scalone" della legge Fornero, l'uscita solo a 67 anni. Con una novità: chi avrà i requisiti per la nuova Quota potrà anche scegliere di restare al lavoro con uno stipendio più alto, grazie a uno sgravio contributivo. L'importante misura è allo studio dei tecnici del Mef, guidati dal ministro Giancarlo Giorgetti. E potrebbe finire nella prossima legge di bilancio da almeno 30 miliardi. Manovra coperta per 21 miliardi con il "tesoretto" Draghi e con sei decimi di maggior deficit, tale però da non compromettere il sentiero di discesa del debito pubblico.

La nuova Nadef

Il nuovo quadro macroeconomico sarà chiaro entro venerdì 4 novembre, quando il ministero dell'Economia presenterà la Nadef (la Nota di aggiornamento del Def) rivista e completa…

ROMA - Torna Quota 102, ma diversa da ora. E spunta anche Quota 103. Il cantiere pensioni è in piena attività, per impedire da gennaio lo "scalone" della legge Fornero, l'uscita solo a 67 anni. Con una novità: chi avrà i requisiti per la nuova Quota potrà anche scegliere di restare al lavoro con uno stipendio più alto, grazie a uno sgravio contributivo. L'importante misura è allo studio dei tecnici del Mef, guidati dal ministro Giancarlo Giorgetti. E potrebbe finire nella prossima legge di bilancio da almeno 30 miliardi. Manovra coperta per 21 miliardi con il "tesoretto" Draghi e con sei decimi di maggior deficit, tale però da non compromettere il sentiero di discesa del debito pubblico.

La nuova Nadef

Il nuovo quadro macroeconomico sarà chiaro entro venerdì 4 novembre, quando il ministero dell'Economia presenterà la Nadef (la Nota di aggiornamento del Def) rivista e completata. Il livello di crescita dovrebbe rimanere invariato e positivo, nonostante i venti di recessione, con un Pil del 2023 al +0,6%. Il deficit, portato dall'ex ministro Franco dal 3,9% al 3,2%, sarà rialzato al 4,5% senza compromettere la sostenibilità del debito. Tre quarti della prossima manovra, che deve essere spedita a Bruxelles entro il 30 novembre, saranno dedicati a misure di contrasto del caro energia.

La manovra, tra flat tax e rottamazione

Il resto ad alcune delle promesse elettorali. A partire da una nuova rottamazione delle cartelle esattoriali e un nuovo tetto al contante a 5 mila euro. E poi la flat tax per le partite Iva (15% esteso fino a 85 o 100 mila euro di fatturato dai 65 mila attuali) e forse anche la flat tax incrementale. Una "web green tax" (tassa verde) per i giganti dell'e-commerce che non utilizzano mezzi ecologici per le consegne.

Il taglio del cuneo fiscale: per ora solo il rinnovo dei due punti di Draghi, per poi salire a 5 punti nei prossimi anni. Una "manutenzione" del Reddito di cittadinanza. La revisione del Superbonus al 110%. Una moratoria sulle bollette per chi non ce la fa. E una nuova tassa sugli extraprofitti delle imprese energetiche ripensata da zero visto il flop degli incassi.

Il pacchetto pensioni con Quota 102

Il pacchetto pensioni prevede il rinnovo per il 2023 di Opzione Donna e Ape sociale: per le donne a 58-59 anni con 35 di contributi e ricalcolo dell'assegno e per i lavoratori svantaggiati, a 63 anni con 30 o 36 di contributi. Accanto a queste due misure, la Lega vorrebbe schierare anche Quota 41, per "cancellare la Fornero": l'uscita con 41 anni di contributi a prescindere dall'età. Il problema sono i costi, fino a 5 miliardi all'anno secondo Inps. Il primo anno la platea sarebbe di 200 mila lavoratori.

Ma se fosse introdotto anche un paletto anagrafico - la nuova Quota 102, 41 anni di contributi e 61 di età - il bacino si restringerebbe a 90 mila lavoratori, con un costo attorno a 1,4 miliardi. Il vicepremier Matteo Salvini pensa che per coprire questa nuova Quota 102 (41+61) si potrebbe "sospendere per sei mesi il Reddito di cittadinanza a 900 mila beneficiari che possono lavorare e lo prendono da più di 18 mesi".

Il bonus per chi resta al lavoro

L'esistenza a questo punto di una nuova finestra - l'attuale Quota 102, mix tra 64 anni e 38 di contributi, è stata un flop con meno di 10 mila richieste - potrebbe innescare una doppia possibilità di scelta per alcune professioni da individuare, come i medici. O esci a 61 anni con 41 di contributi oppure rimani al lavoro prendendo uno stipendio più pesante, arricchito di tutti i contributi previdenziali o una parte di questi. E andando poi in pensione quando vuoi, visto che il requisito per la nuova Quota 102 sarebbe già stato maturato.

La possibilità di Quota 103

Ovviamente l'entità della pensione sarebbe congelata al momento del raggiungimento della Quota "41+61". Inps non erogherebbe nulla. E i successivi anni lavorati non farebbero salire l'assegno previdenziale, perché lo stipendio sarebbe al lordo dei contributi. Esiste anche un'alternativa a Quota 102, studiata dai tecnici del ministero dell'Economia. Ed è Quota 103: con 40 anni di contributi e 63 di età. Anche il qui il bonus scatterebbe per i lavoratori di alcune professioni che scelgono di restare, una volta raggiunti i requisiti della finestra. Se prevarrà Quota 102 o 103, dipende dai conti finali sull'entità della prossima manovra.