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Twitter, nel social "liberato" da Musk è subito tempesta di odio

Elon Musk è il nuovo proprietario di Twitter 
Nelle prime ore della nuova era boom di messaggi estremisti e razzisti. L'imprenditore promette che la sua gestione non sarà un liberi tutti, ma Trump e la destra Usa esultano in vista delle elezioni Midterm. L'allarme delle Nazioni Unite, mentre General Motors sospende le inserzioni pubblicitarie
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NEW YORK - «L’uccellino è libero»: è bastato il primo cinguettio postato dal nuovo patron di Twitter a spalancare le gabbie. Quelle dei propagatori di odio. Si sa, Elon Musk giovedì sera ha completato l’acquisto da 44 miliardi di dollari del social di microblogging fondato da Jack Dorsey nel 2006, giusto in tempo per evitare il processo intentato affinché non si tirasse indietro dalla sua stessa offerta (l’azione legale per mancato rispetto degli accordi era sospesa fino a venerdì). E il nuovo “cinguettatore in capo” ha sempre affermato di voler trasformare la piattaforma in una sorta di “tempio” del free speech. Certo, nelle prime ore di reggenza ha in realtà messo le mani avanti, sottolineando di non voler fare del social un “free for all hellscape”, un inferno senza regole. Poco importa: gli utenti più estremisti hanno voluto festeggiare il suo avvento con un tweetstor…

NEW YORK - «L’uccellino è libero»: è bastato il primo cinguettio postato dal nuovo patron di Twitter a spalancare le gabbie. Quelle dei propagatori di odio. Si sa, Elon Musk giovedì sera ha completato l’acquisto da 44 miliardi di dollari del social di microblogging fondato da Jack Dorsey nel 2006, giusto in tempo per evitare il processo intentato affinché non si tirasse indietro dalla sua stessa offerta (l’azione legale per mancato rispetto degli accordi era sospesa fino a venerdì). E il nuovo “cinguettatore in capo” ha sempre affermato di voler trasformare la piattaforma in una sorta di “tempio” del free speech. Certo, nelle prime ore di reggenza ha in realtà messo le mani avanti, sottolineando di non voler fare del social un “free for all hellscape”, un inferno senza regole. Poco importa: gli utenti più estremisti hanno voluto festeggiare il suo avvento con un tweetstorm, una tempesta di tweet inondando letteralmente la piattaforma di messaggi di odio.

La "tweetstorm" estremista

Una campagna coordinata, denuncia l’Anti-Defamation League (no profit che dal 1913 monitora gli episodi di odio antiebraico in America): con almeno 1200 account diversi, molti caratterizzati da svastiche e altri simboli eloquenti, a vomitare meme e slogan nazisti, antisemiti, razzisti, omofobi: in palese violazione delle regole della piattaforma. Una cordata organizzata attraverso i canali di 4chan, il social amato dagli estremisti dell’alt right americana, dove sono state pubblicate le istruzioni per dare il via a una sorta di “marcia su Twitter” che ha dato il liberi tutti ad altri. Lo conferma il Network Contagion Research Institute che analizza i messaggi social: l’uso di epiteti razzisti è aumentato del 500 per cento nelle 12 ore successive all’arrivo del nuovo padrone. Eccitati, pare, pure dallo spettacolare ingresso in azienda di Musk. Che mercoledì si è presentato con un lavandino in mano (allusione alla frase in slang Let that sink in, “fatevene una ragione”). E il giorno dopo ha licenziato i vertici: l’amministratore delegato Parag Agrawal, il direttore finanziario Ned Segal, il consigliere generale Sean Edgett e la responsabile di affari legali e sicurezza Vijaya Gadde, facendoli addirittura scortar fuori (umiliazione che sopporteranno grazie a buonuscite milionarie): atto subito esaltato dai cospirazionisti di QAnon.

Manager licenziati

Ciò detto, il primo vero giorno alla guida di Twitter dell’imprenditore d’origine sudafricana, già fondatore di PayPal, Tesla, SpaceX, è stato relativamente tranquillo. Consapevole che il social per ora deve alla pubblicità i suoi 5 miliardi di introiti, il Twit Chief, come Elon ora si definisce, ha cercato di non spaventare oltre gli investitori: tanto più dopo la decisione di General Motors di sospendere le inserzioni fino a quando il nuovo corso sarà più definito. Deludendo così chi sperava in svolte clamorose: come il ripristino dell’account di Donald Trump, pur fra i primi a elogiarlo: «Twitter è in mani sane», pur ribadendo «Sto bene su Truth».

Musk rassicura, ma la destra Usa esulta

Musk invece, venerdì ha twittato di non voler prendere “decisioni su contenuti o riattivazioni” fino alla convocazione del nuovo “consiglio di moderazione”: senza spiegare come intende riformulare uno strumento che esiste già. Di sicuro la possibilità di ridurre i limiti sui contenuti in prossimità delle elezioni di Midterm innervosisce la Casa Bianca: ed esalta l’ala repubblicana più estremista, cui Musk fa riferimento, sostenitore com’è della potenziale corsa alla Casa Bianca dell’attuale governatore della Florida Ron DeSantis nel 2024. Ma a dirsi preoccupata è pure l’Onu: «I social smettano di accelerare disinformazione e odio» ha detto ieri la portavoce Stephane Dujarric. In realtà a oggi le regole di Twitter sono ancora in vigore. Stew Peters, conduttore radiofonico cospirazionista che dal social era bandito, giovedì ha aperto un nuovo account: venendo subito espulso. bannato. Ma quando un amico complottista ha raccontato il fatto taggando il nuovo patron questo gli ha risposto «indagherò». L’uccellino è libero: e chissà dove vola