WASHINGTON - "Salvini sbaglia sull'Ucraina, e gliel'ho anche detto". Se c'è un difetto che nessuno ha mai rimproverato a Mike Pompeo è quello di non essere franco e diretto. E sulla guerra scatenata da Putin l'ex segretario di Stato e direttore della Cia con Trump non fa sconti a nessuno, compresi i compagni di partito repubblicani che mettono in discussione gli aiuti a Zelensky: "Sbagliano pure loro".
Orgoglioso figlio dell'Abruzzo, Pompeo è l'ospite d'onore americano al gala annuale della National Italian American Foundation, dove a sorpresa interviene anche la premier Meloni con un video messaggio, promettendo tra gli applausi degli invitati che il suo governo "farà del proprio meglio per rendere ancora più forti i rapporti con gli Stati Uniti". L'ex capo della diplomazia è premiato insieme al deputato democratico Bill Pascrell, al presidente del Milan Paolo Scaroni, la chief op…
WASHINGTON - "Salvini sbaglia sull'Ucraina, e gliel'ho anche detto". Se c'è un difetto che nessuno ha mai rimproverato a Mike Pompeo è quello di non essere franco e diretto. E sulla guerra scatenata da Putin l'ex segretario di Stato e direttore della Cia con Trump non fa sconti a nessuno, compresi i compagni di partito repubblicani che mettono in discussione gli aiuti a Zelensky: "Sbagliano pure loro".
Orgoglioso figlio dell'Abruzzo, Pompeo è l'ospite d'onore americano al gala annuale della National Italian American Foundation, dove a sorpresa interviene anche la premier Meloni con un video messaggio, promettendo tra gli applausi degli invitati che il suo governo "farà del proprio meglio per rendere ancora più forti i rapporti con gli Stati Uniti". L'ex capo della diplomazia è premiato insieme al deputato democratico Bill Pascrell, al presidente del Milan Paolo Scaroni, la chief operating officer di Walgreens Boots Alliance Ornella Barra, il designer automobilistico Jason Castriota che ha collaborato con Ferrari e Maserati, la chef Giada De Laurentiis.
Quando incontra i giornalisti sul tappeto rosso, Pompeo non fa mistero del giudizio favorevole su quanto sta accadendo a Roma: "Sono elettrizzato per gli italiani, penso che la Meloni farà un lavoro fantastico. Sarà un inverno duro per tutta l'Europa, ma confido che lei guiderà il popolo italiano rispettando gli impegni nella campagna elettorale e prendendosi cura delle famiglie comuni. È una persona molto speciale", che Mike ha già conosciuto personalmente. L'ex leader di Foggy Bottom però passa rapidamente ai temi che gli stanno più a cuore, confessando di essere "molto preoccupato" per la guerra e la minaccia nucleare russa: "Ma sono anche fiducioso che se Usa ed Europa forniranno all'Ucraina ciò di cui ha bisogno per proteggere la propria sovranità, Kiev avrà successo".
Da notare l'accento sulla sovranità, che per definizione dovrebbe essere essenziale per tutti i sovranisti. Poi Pompeo, dimagritissimo, scherza sul suo futuro personale, perché tutti a Washington sono convinti che sta già preparando la candidatura alla Casa Bianca nel 2024: "Un giorno ci sarà negli Stati Uniti un presidente italo-americano. Vi prometto che accadrà. Non so chi sarà, forse l'ex segretario alla Difesa Panetta". L'importante, per ora, è esaltare "l'eredità molto importante degli italiani in America e il loro contributo nel business, la politica, la cultura, e il senso della famiglia".
Al cocktail che precede il gala, dove accetta di aprirsi un po' di più. La conversazione comincia col ricordo di quando nel 1986, giovane ufficiale di Cavalleria appena diplomato all'Accademia di West Point, era stato schierato in Germania. E lì capisci che l'aggressione scatenata da Putin per lui ha un valore personale, oltre che geopolitico. Diventa ovvia una domanda: lei ha detto che bisogna garantire all'Ucraina i mezzi per fermare la Russia, ma alcuni suoi colleghi repubblicani, a partire dal probabile prossimo Speaker della Camera Kevin McCarthy, non sono più disposti a firmare assegni in bianco per Kiev. La risposta è netta: "Sbagliano, e gliel'ho detto molto chiaramente. Sono miei compagni di partito e li appoggio, ma su questo punto hanno torto e se insisteranno con lo scetticismo faranno del male all'interesse nazionale americano".
Le stesse differenze sono già emerse nel governo Meloni, dove la premier ha preso una posizione ferma a sostegno di Zelensky, mentre Salvini e Berlusconi continuano a criticare le sanzioni, rilanciare la propaganda di Putin e mettere in dubbio gli aiuti economici e militari: "Sbagliano pure loro - risponde secco l'ex capo della Cia - e a Salvini l'ho spiegato personalmente. A tutti gli italiani, cittadini e leader politici, vorrei dire una cosa: dovrebbero comprendere meglio che quanto sta accadendo non mette a rischio solo la libertà, la sicurezza e la sopravvivenza dell'Ucraina, ma anche dell'Europa e l'intero Occidente. Quindi aiutare Kiev è una priorità che viene prima degli interessi di politica interna". Per non parlare del sospetto di interessi personali.
Tra gli invitati c'è anche uno dei maggiori leader della Lega, il presidente del Friuli Venezia Giulia Fedriga, che avrà modo di riportare a Salvini l'apertura di credito degli italo-americani verso il governo, ma anche il rischio di serie divergenze sull'Ucraina. La scelta potrebbe essere puntare sulla vittoria dei repubblicani alle elezioni midterm dell'8 novembre, o magari sul ritorno di Trump alla Casa Bianca nel 2024. Sarebbe una scommessa rischiosa, però, per almeno tre motivi: primo, Biden resterà presidente almeno fino al 20 gennaio 2025; secondo, non è detto che Donald riesca a rivincere; terzo, nel Gop potrebbe prevalere la linea di Pompeo, o magari di un altro ex militare come DeSantis, lasciando isolata l'Italia putiniana.