Manovra e due decreti Aiuti: il novembre terribile di Meloni e Giorgetti
ROMA - Inizia una settimana calda sul fronte economico. I dati del Pil relativi al terzo trimestre, diffusi oggi da Istat, consentono al governo Meloni di chiudere la revisione della Nadef con l'aggiunta del quadro "programmatico", lasciato vuoto dall'esecutivo Draghi. Il documento, atteso per venerdì in Consiglio dei ministri, dovrebbe quantificare l'extra deficit che il governo Meloni intende fare per finanziare la manovra per il prossimo anno. Sempre venerdì le parti sociali - sindacati e imprese - incontrano la neo ministra del Lavoro Marina Calderone. Tanti i temi sul tavolo: salari bassi, taglio del cuneo fiscale, sicurezza sul lavoro, pensioni.
Solo un assaggio di quello che sarà il mese di novembre, cruciale per impostare la rotta del governo. Diversi gli appuntamenti. Il più immediato: un nuovo decreto Aiuti (il "quater") per sostenere famiglie e imprese contro il caro bollette. Poi, come detto, la revisione dei doc…
ROMA - Inizia una settimana calda sul fronte economico. I dati del Pil relativi al terzo trimestre, diffusi oggi da Istat, consentono al governo Meloni di chiudere la revisione della Nadef con l'aggiunta del quadro "programmatico", lasciato vuoto dall'esecutivo Draghi. Il documento, atteso per venerdì in Consiglio dei ministri, dovrebbe quantificare l'extra deficit che il governo Meloni intende fare per finanziare la manovra per il prossimo anno. Sempre venerdì le parti sociali - sindacati e imprese - incontrano la neo ministra del Lavoro Marina Calderone. Tanti i temi sul tavolo: salari bassi, taglio del cuneo fiscale, sicurezza sul lavoro, pensioni.
Solo un assaggio di quello che sarà il mese di novembre, cruciale per impostare la rotta del governo. Diversi gli appuntamenti. Il più immediato: un nuovo decreto Aiuti (il "quater") per sostenere famiglie e imprese contro il caro bollette. Poi, come detto, la revisione dei documenti macroeconomici - Nadef e Dpb, il Documento programmatico di bilancio - da aggiornare e spedire a Bruxelles. C'è anche il decreto Aiuti ter, ereditato dal governo Draghi e ancora all'esame del Parlamento, da convertire in legge entro il 22 novembre. E infine la prima manovra dell'era Meloni: la legge di bilancio per il 2023, da chiudere entro il 30 novembre, dopo la deroga della Commissione Ue (la scadenza naturale è il 15 ottobre). E approvare entro il 31 dicembre, pena l'ingresso dell'Italia in esercizio provvisorio.
Vediamo nel dettaglio il cronoprogramma.
La revisione di Dpb e Nadef
Il Documento programmatico di bilancio va aggiornato perché il governo Draghi ha spedito a Bruxelles un testo essenziale, con gli andamenti solo "tendenziali" delle variabili macroeconomiche (Pil, deficit, debito, etc) senza quelli "programmatici" che dipendono dall'azione dei singoli governi. In buona sostanza Draghi ha scattato una fotografia, ora Meloni dovrà migliorarla con le sue misure. Ci sta lavorando il neo ministro dell'Economia, il leghista Giancarlo Giorgetti. Di conseguenza anche la Nadef - la Nota di aggiornamento del Def, il Documento di economia e finanza, recepirà le nuove variabili e ci racconterà quanto spazio fiscale il governo Meloni intende prendere da nuovo deficit. Le indiscrezioni dicono che si salirà dal 3,4% al 4,5% nel 2023.
Il decreto Aiuti ter
È l'ultimo dell'era Draghi, il decreto da 14 miliardi per aiutare le imprese e le famiglie alle prese con i rincari energetici. Dentro c'è anche il bonus da 150 euro che scatta a novembre, dopo quello da 200 euro di luglio. Il decreto va convertito in legge entro il 22 novembre e si è già caricato il rinnovo del bonus sui carburanti - il taglio da 30 centesimi delle accise su benzina e gasolio prorogato al 18 novembre - e anche la norma sblocca mutui prima casa per gli under 35, voluta dal governo Meloni.
Il decreto Aiuti quater
Il primo atto dell'esecutivo guidato da Giorgia Meloni sarà un nuovo decreto Aiuti, il quater. Ci sono da spendere i 10 miliardi del "tesoretto" Draghi. A queste risorse si aggiungeranno le entrate tributarie degli ultimi mesi dell'anno, ancora molto buone perché trainate da un'alta inflazione che incide soprattutto sulle imposte indirette come l'Iva, pur fiaccando progressivamente la spese delle famiglie. "I costi delle bollette sono diventati insostenibili per milioni di famiglie e per molte imprese, giunte ormai a drammatiche decisioni come chiudere o licenziare i propri lavoratori", scrive la premier Meloni sui suoi social. "Non c'è più tempo da perdere. Gli italiani chiedono risposte immediate e noi gliele daremo".
La manovra di bilancio
L'esame più tosto da superare è il varo entro il 30 novembre e l'approvazione entro il 31 dicembre della prima legge di bilancio del governo Meloni. Anche qui si parte da un "tesoretto" lasciato da Draghi pari a 10 miliardi. Si sale a 21 miliardi, se verranno confermate le indiscrezioni sull'intenzione del nuovo esecutivo di alzare il deficit del 2023 e portarlo al 4,5% rispetto al Pil, senza però compromettere il sentiero di discesa del debito pubblico. Non basteranno per continuare a sostenere famiglie e imprese alle prese con la super inflazione nel 2023 e nello stesso tempo cominciare a realizzare le promesse elettorali: a partire da flat tax, Quota 41, taglio del cuneo fiscale, aumento dell'assegno unico per i figli. Per questo l'entità della manovra salirà verso i 30-40 miliardi.