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Le Borse di oggi, 2 novembre. Mercati Ue deboli. Wall Street scommette su un rallentamento delle strette Fed

Le Borse di oggi, 2 novembre. Mercati Ue deboli. Wall Street scommette su un rallentamento delle strette Fed
(ansa)
L'indice Pmi manifatturiero ai minimi da maggio 2020, male anche l'Italia. In Asia Tokyo chiude a -0,06%
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MILANO - Le Borse europee chiudono in negativo dopo gli indici Pmi e, soprattutto, in attesa delle decisioni della Fed che, nella serata italiana, lancia il suo nuovo maxi-aumento dei tassi da 75 punti base, come da attese. Una lettura positiva del comunicato della Banca centrale arriva comunque da Wall Street, dove gli indici accelerano scommettendo sul fatto che l'epoca delle maxi-strette sia giunta al termine.

Più debole il comparto asiatico, con Hong Kong e Shanghai in rialzo e Tokyo che chiude in calo frazionale a -0,06%.

Sul fronte energia, alla Borsa di Amsterdam le contrattazioni del future sul gas naturale si muovono in rialzo, a 117 euro (+0,69%).

 

Borse Ue chiudono deboli, Milano piatta

Le Borse europee chiudono deboli con Wall Street in negativo, prima del responso della Fed sui tassi e dopo che i dati Adp sul settore privato di ottobre hanno segnalato un mercato del lavoro migliore delle attese, armando nuove strette da parte della Banca centrale americana.

Chiusura poco mossa a Piazza Affari al termine di una seduta vissuta all'insegna della cautela: il Ftse Mib finale si è assestato a quota 22.802 punti (+0,03). Tra le blue chips, in evidenza Tim (+1,54%) in attesa dei conti e sulle aspettative che il nuovo governo Meloni possa sbloccare al più presto il dossier rete unica.

Chiusura di seduta negativa per le altre Borse europee: il Ftse 100 di Londra cede lo 0,50% a 7.150,05 punti, il Cac 40 di Parigi lo 0,81% a 6.276,88 punti e il Dax 30 di Francoforte lo 0,62% a 13.255,41 punti. In flessione anche l'Ibex 35 di Madrid, che arretra dello 0,35% a 7.970,84 punti e l'Aex di Amsterdam che cede lo 0,9% a 667,24 punti.

Grano, prezzo in calo con l'apertura di Mosca sui corridoi

Sul mercato delle materie prime spicca il crollo del prezzo del grano, dopo che il turco Erdogan ha detto che le spedizioni attraverso il corridoio dell'Ucraina riprenderanno. Il futures scivola del 6% a 848 euro. In rialzo invece il cotone (+3,4%). Tra i metalli si mette in evidenza il NIchel (+8,2%) e il rame (+2,7%). Prosegue il rimbalzo del gas naturale (+14%) a 123,15 euro) mentre frena il greggio, sia l'Ice (-0,17%) che il Wti (-0,2%).

Energia, Germania: tetto ai prezzi dal nuovo anno

Il tetto ai prezzi dell'energia, annunciato dal cancelliere Olaf Scholz per mitigare l'impatto dell'inflazione, entrerà in vigore all'inizio del 2023. Lo prevede la tabella di marcia presentata dal governo tedesco. Il capping dei prezzi di gas ed elettricità è la parte principale del controverso "bazooka" energetico da 200 miliardi di euro annunciato a fine settembre da Berlino. Il tetto sul gas è previsto dal "primo gennaio" per le grandi aziende, e dal "primo marzo" per famiglie e Pmi, indica una bozza finale pubblicata dal governo tedesco. Per quanto riguarda l'energia elettrica, il meccanismo sarà in atto dal "primo gennaio".

Indici Pmi manifattura, Eurozona ai minimi da maggio 2020

Per il quarto mese consecutivo, ad ottobre l'indice S&P Global PMI per il Settore Manifatturiero dell'Eurozona ha registrato un valore inferiore alla soglia non cambiamento di 50 punti, segnalando una forte contrazione delle condizioni del settore manifatturiero. Attestandosi a 46,4, l'indice principale è calato da 48.4 di settembre e ha raggiunto il livello minimo da maggio 2020.

Per la Germania bisogna risalire ancora più indietro nel tempo: con 45,1 punti è ai livelli di inizio 2020. La Francia si porta a 47,2 punti mentre il Pmi manifatturiero dell'Italia ad ottobre è diminuito a 46,5 punti, dai 48,3 di settembre. Risulta così peggiore delle stime degli analisti che si attendevano 46,9 punti. Si tratta del quarto mese consecutivo di contrazione. "La forte contrazione di ottobre è stata causata dal nuovo, e più veloce, calo della produzione e dei nuovi ordini", viene sottolineato nella ricerca: anche nel nostro caso siamo ai minimi da maggio 2020.

 

Borse contrastate dopo gli indici Pmi

Le Borse europee si mostrano caute e in ordine sparso in attesa della Fed sui tassi stasera. Milano segna un +0,15% con il Ftse Mib a 22.829 punti, Parigi registra un +0,21%. Sotto la parità Francoforte (-0,06%) e Londra (-0,10%). Tutti in calo i pmi manifatturieri, quello dell'Eurozona è il peggiore dal Covid.

L'indice d'area del Vecchio Continente ondeggia sulla parità con i titoli legati all'immobiliare sotto pressione. I future su Wall Street sono in flessione. Lo spread tra Btp e Bund è nell'area dei 216 punti con il rendimento del decennale italiano al 4,3%. Il gas sale del 7% a 124 euro al megawattora. In lieve rialzo il petrolio con il wti sopra 88 dollari al barile (+0,2%) e il brent poco sotto i 95 dollari al barile (+0,08%). Sul fronte dei cambi l'euro si apprezza sul dollaro con cui scambia a  0,9895.

Moody's abbassa a negativo il rating delle banche italiane

Moody's abbassa a negativo da stabile l'outlook sul settore bancario italiano. Ad incidere le condizioni operative che deterioreranno ulteriormente nei prossimi 12-18 mesi, indebolendo la qualità dei prestiti, la redditività e l'accessibilità ai finanziamenti delle banche.

 

Borse europee positive

 Apertura positiva per le Borse europee. A Milano, l'indice Ftse Mib avvia gli scambi a 22.857 punti (+0,27%), affiancata a Francoforte (+0,24%) e Londra (+0,25%). Avvio più deciso per Parigi, che avanza dello 0,46%.