Fed, nuovo maxi rialzo dei tassi. “Ma la stretta potrà rallentare”
di Massimo Basile , di Massimo BasileNEW YORK - La Federal Reserve ha aumentato il costo del denaro di 75 punti base, ora tra il 3.75 e il 4%, per contrastare la corsa dell’inflazione. Ma il quarto rialzo consecutivo di questa entità, e sesto dall’inizio dell’anno, pur non chiudendo il cerchio potrebbe indicare una piccola, lontana luce in fondo al tunnel. Altri aumenti sono previsti nei prossimi mesi, ma potrebbero essere più ridotti. La Fed non ha confermato.
L’obiettivo finale, ha però spiegato, è «riportare nel tempo l’inflazione al 2%». E per farlo è pronta a tutto: «Il livello finale dei tassi di interesse sarà più alto di quanto previsto in precedenza», ha annunciato gelando i mercati, con il Dow Jones che ha chiuso in perdita dell’1,55% e il Nasdaq del 3,36%. L’economia americana, ha ammesso il presidente Jerome Powell, «ha rallentato in modo significativo. Abbiamo bisogno - ha aggiunto - di v…
NEW YORK - La Federal Reserve ha aumentato il costo del denaro di 75 punti base, ora tra il 3.75 e il 4%, per contrastare la corsa dell’inflazione. Ma il quarto rialzo consecutivo di questa entità, e sesto dall’inizio dell’anno, pur non chiudendo il cerchio potrebbe indicare una piccola, lontana luce in fondo al tunnel. Altri aumenti sono previsti nei prossimi mesi, ma potrebbero essere più ridotti. La Fed non ha confermato.
L’obiettivo finale, ha però spiegato, è «riportare nel tempo l’inflazione al 2%». E per farlo è pronta a tutto: «Il livello finale dei tassi di interesse sarà più alto di quanto previsto in precedenza», ha annunciato gelando i mercati, con il Dow Jones che ha chiuso in perdita dell’1,55% e il Nasdaq del 3,36%. L’economia americana, ha ammesso il presidente Jerome Powell, «ha rallentato in modo significativo. Abbiamo bisogno - ha aggiunto - di vedere l’inflazione calare in modo significativo».
Considerato che era dal 2018 che la Fed non alzava i tassi di interesse, il 2022 passerà tra quelli record con quattro rialzi da 75 punti base, più lo 0,25% di marzo e lo 0,50 di maggio, ma forse, ha fatto capire Powell, tutto questo renderà meno lontano un rallentamento della velocità dei rialzi. «Potrebbe essere alla prossima riunione - ha spiegato - o a quella dopo».
Anche se poi ha aggiunto di «ritenere molto prematuro» pensare a una pausa. Powell non ha visto un’accelerazione nella corsa sui tassi. «Sono contento - ha commentato - che ci siamo mossi così velocemente. Non credo che abbiamo irrigidito troppo la politica monetaria». Il livello dei tassi non sarebbe così alto, considerato che «l’inflazione è ancora ben al di sopra del tasso di interesse sui fondi federali».
C’è stato, però, anche un contraccolpo alla stessa economia Usa: nel terzo trimestre del 2022 le aziende hanno perso utili pari a dieci miliardi di dollari. Il nuovo rialzo arriva nel mezzo di un lungo periodo di tensione, tra ombre di recessione e possibile instabilità dei mercati finanziari a livello globale, come ha già dimostrato il caso britannico legato ai fondi pensione.
Il punto è trovare l’equilibrio tra misure che possano innescare la recessione e un rallentamento dell’economia che dovrebbe portare a frenare la corsa al rialzo dei prezzi. Finora, però, l’inflazione è rimasta ostinatamente alta. Il 2%, ha ribadito Powell, è l’obiettivo finale, ma il presidente della Fed ha anche ammesso di non avere ancora chiaro quale dovrà essere il livello ideale dei tassi. Sono diciotto mesi di alta inflazione, e al momento nessuno è in grado di capire quanta di questa inflazione sia radicata.
La Casa Bianca, però, vede un segnale positivo.
«Con l’aumento dei tassi ipotecari - ha detto la portavoce, Karine Jean-Pierre - la domanda nel mercato immobiliare dovrebbe raffreddarsi e favorire un abbassamento dei pezzi». Mentre il mercato del lavoro resta molto forte. E questo spinge Powell a dire che è «molto prematuro» pensare a una pausa nel rialzo dei tassi.