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Sanità, via libera al contratto: 175 euro di aumento e più spazio alla conciliazione vita-lavoro per i turnisti

La firma del contratto della Sanità. Secondo da sinistra, il presidente dell'Aran Antonio Naddeo 
Nuove indennità e maggiore valorizzazione delle professionalità. E per gli infermieri e gli altri dipendenti che lavorano su turni arriva la possibilità di prendere i permessi della legge 104 a ore. Inoltre i genitori possono chiedere di lavorare in fasce orarie diverse per prendersi cura dei figli
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ROMA - Firmato all'Aran il nuovo contratto per la sanità: riguarda 550mila dipendenti pubblici, che in media incasseranno un aumento di 175 euro lordi mensili, anche grazie alle nuove indennità che vanno dall'indennità infermieristica a quella di tutela del malato. Visto che sono già stati firmati anche quello delle Funzioni Centrali e degli Enti locali, adesso per la Pubblica Amministrazione rimane soltanto lo scoglio del contratto del settore Istruzione. Il contratto inoltre ha una parte fortemente innovativa che punta alla conciliazione vita lavoro: per i turnisti (soprattuttto i 280 mila infermieri, ma non solo) viene prevista la possibilità di prendere a ore i permessi della legge 104, non più soltanto a giornata. Inoltre i turnisti genitori possono chiedere di essere assegnati a fasce orarie diverse, in modo da prendersi cura dei propri figli. E c'è anche la possibilità illimitata (mentre prima si fermava a 4 me…

ROMA - Firmato all'Aran il nuovo contratto per la sanità: riguarda 550mila dipendenti pubblici, che in media incasseranno un aumento di 175 euro lordi mensili, anche grazie alle nuove indennità che vanno dall'indennità infermieristica a quella di tutela del malato. Visto che sono già stati firmati anche quello delle Funzioni Centrali e degli Enti locali, adesso per la Pubblica Amministrazione rimane soltanto lo scoglio del contratto del settore Istruzione. Il contratto inoltre ha una parte fortemente innovativa che punta alla conciliazione vita lavoro: per i turnisti (soprattuttto i 280 mila infermieri, ma non solo) viene prevista la possibilità di prendere a ore i permessi della legge 104, non più soltanto a giornata. Inoltre i turnisti genitori possono chiedere di essere assegnati a fasce orarie diverse, in modo da prendersi cura dei propri figli. E c'è anche la possibilità illimitata (mentre prima si fermava a 4 mesi) di sospendere il periodo di comporto per i malati oncologici.

Un contratto che dunque è attento sia alla parte economica, che a quella di valorizzazione professionale ma anche alla tutela delle persone. "È il primo contratto sottoscritto dopo la pandemia, - sottolinea il presidente dell'Aran, (l'agenzia che stipula i contratti della Pubblica Amministrazione), Antonio Naddeo - quindi dopo che più volte è stata invocata la valorizzazione del personale infermieristico e di tutto il personale sanitario, compreso quello amministrativo, in prima linea anche durante le fasi critiche della pandemia". L'accordo raggiunto, sottolinea il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, "porterà negli stipendi dei lavoratori aumenti, arretrati, l'indennità Covid prevista per gli infermieri e i valori differenziali legati alle nuove progressioni orizzontali, oltre ad un nuovo sistema degli incarichi".

Il contratto si riferisce al triennio già concluso, 2019-2021, e infatti prevede la corresponsione di circa 3.000 euro di arretrato. Per il prossimo, spiega Naddeo, 2022-2024, "occorre capire quante risorse stanzierà il nuovo governo, una partita che, per adesso, non riguarda l’Aran, ma chi scriverà la legge di bilancio".

Il contratto si applica agli operatori appartenenti al personale non medico e non dirigente, dipendente del Ssn, degli Izf, degli Irccs, delle Rsa, delle ex Ipab e di altri enti sanitari. L'accordo, spiega Naddeo, ha operato una revisione del sistema di classificazione del personale, prevedendo cinque aree di inquadramento ed accogliendo la recente innovazione legislativa di un'area di elevata qualificazione, i cosiddetti "quadri" della Pa che sono stati previsti anche dagli altri nuovi contratti.

La nuova regolamentazione dà maggiore peso alla valorizzazione del merito e della prestazione professionale, riconosce l'autonomia operativa, funzionale ad una efficace organizzazione aziendale e al raggiungimento degli obiettivi di salute previsti dalla programmazione sanitaria e sociosanitaria nazionale e regionale. E proprio per questo ha innescato polemiche con alcuni sindacati dei medici, (Anaao Assomed e Federazione Cimo-Fesmed) che hanno rilevato che le responsabilità affidate a chi ricopre gli incarichi di funzione organizzativa e professionale potrebbero dar vita a contenziosi con i medici. Obiezione che però non è stata di ostacolo alla firma del contratto.

"È stato delineato inoltre - spiega ancora Naddeo - un nuovo regime delle progressioni economiche orizzontali prevedendo "differenziali economici di professionalità" da intendersi come incrementi stabili del trattamento economico finalizzati a remunerare il maggior grado di competenza professionale progressivamente acquisito dai dipendenti, nello svolgimento delle attribuzioni proprie dell'area di classificazione".

Viene dato inoltre maggior peso alle relazioni sindacali, anche attraverso la valorizzazione dell'Organismo paritetico per l'innovazione. E, come per gli altri settori pubblici, è disciplinato il lavoro da remoto, sia quello che segue l'orario d'ufficio che il lavoro agile vero e proprio, senza vincoli di orario e di luogo.

E' fortemente innovativa anche la parte che riguarda la conciliazione vita-lavoro. Si tratta di norme che erano state chieste a lungo dai sindacati ma che non era stato possibile inserire nei contratti passati, perché le aziende sanitarie e gli ospedali hanno notevoli difficoltà di organizzazioni, e concedere permessi a ore, o tenere conto delle esigenze familiari, non era facile. Ma il Covid e la grande pressione a cui sono stati sottoposti i sanitari ha reso più facile questa volta far passare avanti le esigenze personali dei dipendenti.

Una importante novità arriva anche nella parte dedicata alle malattie. In precedenza le cure dei malati oncologici venivano escluse solo per la durata di quattro mesi dal comporto (il periodo di malattia nel quale è vietato licenziare i dipendenti). Adesso invece la durata della malattia oncologica viene considerata nella sua interezza, esclusa dal periodo di comporto per tutto il tempo che serve. E c'è un aggiornamento del trattamento di malattia per quanto riguarda le cure: alcuni tipi di cura, che adesso possono essere prestati anche in day hospital, vengono equiparate al ricovero per quel che riguarda il diritto di mettersi in malattia.

Sul piano del trattamento economico, l'accordo riconosce - a decorrere dall'1/1/2021 - un incremento medio a regime degli stipendi tabellari di 91 euro medi per 13 mesi ed una rivalutazione dei Fondi destinati alla contrattazione integrativa di 12 euro mese per 13 mensilità. Per l'applicazione del nuovo sistema di classificazione professionale è stato inoltre previsto un ulteriore impegno finanziario delle aziende e degli enti del comparto di 13 euro mese per 13 mensilità.

Viene inoltre istituita l'indennità di specificità infermieristica per i profili di infermiere, l'indennità di tutela del malato e promozione della salute per altri profili del ruolo sanitario e socio-sanitario ed una specifica indennità destinata al personale operante nei servizi di pronto soccorso.

Considerando anche le nuove indennità, l'accordo raggiunto consentirà di riconoscere incrementi medi, calcolati su tutto il personale del comparto, di circa 175 euro medi mese, corrispondenti ad una percentuale di rivalutazione del 7,22%. Verranno inoltre versati gli arretrati, per circa 3000 euro. Nel complesso, si tratta di "aumenti e indennità specifiche alle lavoratrici, ai lavoratori e ai professionisti che, in questi anni, si sono distinti in una fase drammatica della vita del nostro Paese", sottolinea, a margine della sottoscrizione del nuovo Ccnl Sanità Pubblica, il segretario generale della Cisl Fp, Maurizio Petriccioli. "Ora è necessario proseguire in questa direzione per la valorizzazione degli operatori, del lavoro e del servizio, attraverso maggiori risorse per i salari e per la contrattazione", aggiunge la Fp Cgil.