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Le Borse di oggi, 3 novembre. Ue chiude in rosso dopo la Fed. Lagarde: "Concentrati su inflazione", Balzo del gas

Le Borse di oggi, 3 novembre. Ue chiude in rosso dopo la Fed. Lagarde: "Concentrati su inflazione", Balzo del gas
(reuters)
Il mercato ha girato in ribasso, ieri sera, dopo le parole di Powell per il quale il picco non è ancora stato raggiunto. La Banca d'Inghilterra segue con una stretta di 75 punti, che non si vedeva da fine anni Ottanta. Visco: "Finora governo in linea con precedente". Ma lo "scudo antispread non proteggerà da decisioni sbagliate"
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MILANO - Le azioni europee si dirigono verso un'apertura al ribasso, al seguito dei cali di Wall Street e dell'Asia dopo la mossa della Fed che ha alzato ancora di 75 punti base il costo del denaro. Il mercato si era convinto in un primo momento, alla pubblicazione del comunicato, che il messaggio fosse accomodante, scorgendo indizi di un prossimo rallentamento delle strette. Poi le parole del governatore Jay Powell hanno fatto cambiar verso ai listini (lo S&P500 ha perso il 2,5%), messi di fronte alla realtà che saranno "appropriati" altri rialzi dei tassi e che una politica monetaria restrittiva sarà necessaria "per un certo tempo". Insomma, per quanto magari di intensità inferiore, le strette della Fed andranno avanti e "il livello finale dei tassi sarà più elevato di quanto inizialmente previsto".

Oggi è la volta della Banca d'Inghilterra, che come da attese alza il costo del denaro al 3% portandolo al top dal 2008.

Leonardo si aspetta più ordini del previsto

Leonardo chiude i conti dei primi nove mesi con un risultato netto ordinario pari a 387 milioni di euro, +69%, che - spiega l'azienda - beneficia oltre che dell'andamento dell'Ebit, del minore impatto degli oneri finanziari e fiscali.
Il risultato netto pari a 662 milioni di euro, +189%, "riflette la plusvalenza realizzata con riferimento alle cessioni dei business Global Enterprise Solutions e Advanced Acoustic Concepts di Leonardo Drs.

Gli ordini si assestano a 11,7 miliardi (+26,8%), i ricavi a 9,9 miliardi (+4,0%), l'Ebita a 619 milioni (+2%).

La guidance 2022 è stata rivista al rialzo sugli ordini da circa 15 miliardi a oltre 16 miliardi, sul flusso di cassa operativo è prevista in lieve miglioramento e pari a circa 500 milioni nonostante la variazione di perimetro pari a circa 30 milioni. E' confermata la guidance 2022 su ricavi ed Ebita nonostante la variazione di perimetro.

Pirelli alza i target per l'anno

Pirelli chiude i primi nove mesi con una forte crescita dei ricavi (+26,5%) e dell'ebit adjusted (+25,8%). Nel terzo trimestre in particolare i ricavi sono cresciuti del 29,8% a 1.836,3 milioni di euro, l'ebit adjusted del 22,8% a 271,9 milioni di euro e l'utile netto del 20,7% a 126,3 milioni di euro. Il gruppo alza quindi i target per i ricavi,  rivisti al rialzo a circa 6,5 miliardi di euro (tra 6,2 e 6,3 miliardi la precedente stima) e della generazione di cassa netta ante dividendi rivista a circa 480 milioni di euro (fra 450 e 470 milioni la precedente stima) grazie al miglioramento della gestione operativa e del circolante.

Sono invece visti stabili e non più in crescita i volumi in considerazione del rallentamento della domanda sul canale Ricambio, è confermata la profittabilità con un Ebit Margin Adjusted pari a circa il 15%, confermati gli investimenti per 390 milioni di euro.

Enel, ricavi in crescita dell'84% e risultato netto in calo del 9,5% nei nove mesi

Enel chiude i primi nove mesi del 2022 con ricavi a 108.177 milioni di euro (58.7941 milioni di euro nei primi nove mesi del 2021, +84,0%) e un risultato netto ordinario del gruppo a 2.977 milioni di euro in calo del 9,5% rispetto ai primi nove mesi del 2021. Lo rende noto il gruppo energetico nella nota sui conti al 30 settembre.

"I risultati dei primi nove mesi del 2022 dimostrano la resilienza del gruppo Enel, che, grazie alla robustezza del proprio modello di business integrato e alla sua diversificazione geografica, conferma la previsione di Ebitda ordinario per il 2022 nonostante l'avverso contesto geopolitico, energetico ed economico". Così Francesco Starace, Ceo del gruppo Enel aggiungendo che "proseguiamo i nostri investimenti nelle rinnovabili e nelle reti per accelerare la transizione verso fonti di energia sempre più sostenibili e favorire l'indipendenza energetica nei Paesi in cui operiamo".

E ancora: "Confermiamo la nostra politica di remunerazione degli azionisti per il 2022, che prevede un dividendo complessivo di 0,40 euro per azione, con un acconto in crescita del 5,3% rispetto a quello distribuito lo scorso gennaio".

 

Chiusura in calo per le Borse europee in scia a Wall Street

Chiusura in calo per le Borse europee sulla scia di Wall Street che procede negativa. L'unica in rialzo è Londra con l'Ftse 100 che avanza dello 0,61% a 7.187,81 punti. A Parigi il Cac 40 cede lo 0,54% a 6.243,28 punti, a Francoforte il Dax scende dello 0,93% a 13.133,57 punti, a  Madrd l'Ibex dell'1,27% a 7.867,04 punti. A Piazza Affari l'Ftse Mib segna -0,42%.

Gas, netto rialzo dei prezzi

Netto rialzo del gas naturale sulla piazza di Amsterdam. I futures sul mese di dicembre guadagnano il 3,49% a 130,25 euro al MWh. Rialzo ancora più consistente a Londra (+6,57%), dove vengono chiesti 325,5 penny per Mbtu, il multiplo dell'unità termica britannica.

Wall Street continua i ribassi dopo la Fed

Wall Street procede in calo nella seduta del giovedì, con il Dow Jones che cede lo 0,43% a 32.008,19 punti, l'S&P 500 lo 0,59% a 3.737,61 punti e il Nasdaq lo 0,64% a 10.456,95 punti.

Disoccupazione Usa, richieste di sussidi sotto le attese

Sono rimaste sostanzialmente stabili le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti. Il dato si è attestato a quota 217.000, contro le 218.000 della settimana precedente e le 220.000 attese dal mercato.

Nel pieno della pandemia, gli Stati Uniti avevano registrato un massimo di 6,9 milioni di nuove richieste settimanali. La media delle ultime 4 settimane è di 218.750, In calo di 500 unità dalla media della settimana precedente. Il numero complessivo dei lavoratori che ricevono i sussidi di disoccupazione - relativo alla settimana terminata il 22 ottobre, l'ultima per la quale è disponibile il dato - è aumentato di 11.449 unità a 1.238.290 milioni. Il numero totale delle persone che ricevono gli aiuti dei vari programmi statali e federali era di 1.250,555 Nella settimana conclusa il 15 ottobre, in aumento di 28,929 unità dalla settimana precedente.

Dagli States si segnalano anche altri dati: l'indice di produttività del terzo trimestre segna una crescita sopra le attese (+0,3%) mentre il costo del lavoro balza del +3,5%. Il saldo della bilancia commerciale si è infine ampliato al massimo da tre mesi di 73,3 miliardi di dollari a settembre del 2022, rispetto ad un deficit di 65,7 miliardi di dollari rivisto al ribasso ad agosto. Un dato al di sopra delle previsioni di mercato di 72,2 miliardi di dollari.

Visco: "Finora governo in linea con precedente". Ma lo "scudo antispread non proteggerà da decisioni sbagliate"

"Finora questo Governo non mi sembra essere su una strada molto diversa da quella del precedente, speriamo continui". Lo ha detto il Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco in una conversazione ospitata dall'Omfif. Visco ha spiegato di aver avuto "le normali interazioni" con il nuovo Esecutivo e ha invitato a "chiedere a Mario" circa le ipotesi di un ruolo dell'ex premier nel guidare i primi passi del Governo Meloni. Un elemento cruciale per l'Italia sarà accompagnare "una moderazione nella finanza pubblica con sostanziali progressi nel migliorare la crescita", un tema dove incide anche l'implementazione del Pnrr: "fin qui tutto bene" - ha detto il Governatore - "potrebbe esserci qualche discussione per una revisione di alcune componenti" del Next Generation Eu ma "non di particolare rilevanza".

Il governatore ha comunque ammonito che il programma Tpi, lo 'scudo anti-spread' della Bce, interverrà nel caso di un allargamento dei differenziali di rendimento speculativo, non giustificato dai fondamentali economici. Ma non verrà in aiuto nel caso in cui siano adottate misure che giustificano un ampliamento dello spread. Incalzato durante una conversazione sulla possibilità che, dopo l'attivazione eventuale del Tpi, la politica annunci misure tali da giustificare fluttuazioni di mercato, ha detto che in tale eventualità "spiegheremo che simili affermazioni non vanno fatte" e "attenderemo che venga compreso che non sono appropriate. Se, tuttavia, a simili affermazioni dovessero far seguito misure, naturalmente si tratterebbe di un motivo per non intervenire".

Visco (Bankitalia): "Prospettive economia non preoccupano molto"

L'economia italiana non desta particolari preoccupazioni, nonostante prospettive globali "in chiaro peggioramento". Lo ha detto il Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco in una conversazione ospitata dall'Omfif. "Se si considera la posizione dell'Italia sia in termini di partite correnti che di debito pubblico, penso non ci sia da preoccuparsi troppo", ha detto Visco. Sul debito pubblico in rapporto al Pil "abbiamo osservato una riduzione sostanziale dai massimi del 2020 quando è aumentato di 20 punti percentuali. Per la fine di quest'anno (tale aumento, ndr) dovrebbe essersi dimezzato e le aspettative sono per un'ulteriore riduzione nei prossimi 2-3 anni, anche se a un ritmo inferiore", con un deficit Pil di circa il 5% quest'anno e "una previsione vicina al 3% il prossimo anno".

Secondo Visco, la crescita migliore delle attese del terzo trimestre in Italia potrebbe condurre a una revisione in meglio sulle stime per il 2023 grazie ad un effetto-trascinamento.

 

La BoE porta i tassi al 3%, maggior aumento dal 1989

La Bank of England ha alzato i tassi di interesse di 75 punti base portandoli dal 2,25% al 3%, in linea con le attese degli analisti. Si tratta del più grande aumento dei tassi dal 1989: ora il costo del denaro è al top dal 2008.

I banchieri inglesi si sono espressi con 7 voti favorevoli e 2 contrari (un membro della commissione avrebbe preferito un incremento di 50 punti base al 2,75% e uno avrebbe voluto un aumento di 25 punti base al 2,5%). L'obiettivo, come si legge nel comunicato diffuso dall'istituto centrale, è "fissare una politica monetaria per raggiungere il target di un'inflazione al 2%, in un modo che contribuisca a sostenere crescita e occupazione". La BoE che considera "molto problematico l'outlook economico, viste le previsioni su pil e inflazione", si è detta "pronta a rispondere con forza" se l'inflazione dovesse "apparire persistente". Secondo la BoE, se le evoluzioni dell'economia andassero nella direzione prevista, "ulteriori incrementi dai tassi potrebbero essere necessari per un ritorno sostenibile dell'inflazione verso i target", pur se a un picco inferiore a quello previsto dai mercati finanziari.

Borse Ue avanti in calo

Procede in calo la seduta odierna sui mercati azionari europei, il giorno dopo la decisione della Fed di procedere con un nuovo rialzo dei tassi di interesse dello 0,75%. I mercati si confrontano con le parole del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, che ieri ha definito appropriati dei possibili nuovi rialzi. Verso metà seduta l'indice Dax di Francoforte segna -1,10%, il Cac 40 di Parigi -0,77%, l'Ftse 100 di Londra -0,76%, mentre piazza Affari a Milano perde lo 0,72%.

Ocse, l'inflazione sale al 10,5% a settembre

L'inflazione segna un nuovo aumento nell'area ocse, salendo al 10,5% a settembre dal 10,3% di agosto. Come evidenzia l'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, l'inflazione è a due cifre in 19 sui 38 paesi ocse, con i livelli più alti osservati in estonia, ungheria, lituania e turchia, tutti oltre il 20%. Nel settembre 2021 l'inflazione era al 4,6%. Anche escludendo energia e generi alimentari, l'inflazione di base galoppa, segnando il 7,6% contro il 7,2% di agosto.

 

Borse asiatiche chiudono in calo, pesante Hong Kong

Le Borse asiatiche hanno archiviato la seduta in calo, sulla scia della chiusura in netto ribasso di Wall Street, dopo che la Federal Reserve ha aumentato nuovamente i tassi di interesse e ha avvertito che ci saranno altre strette monetarie. La Borsa di Tokyo oggi è rimasta chiusa per festività, mentre l'indice Hang Seng ha perso il 3,08% assestandosi a quota 15.339 punti. Poche ore dopo l'aumento dei tassi da parte della Fed anche la banca centrale di Hong Kong ha aumentato i tassi. La politica monetaria di Hong Kong si muove in sintonia con quella degli Stati Uniti, dal momento che la valuta della città è ancorata al biglietto verde. Shanghai ha chiuso la sessione con un -0,19% a 2.997 punti, lo Shenzen è arretrato dello 0,34%. L'indice Kospi della borsa coreana ha chiuso con una flessione dello 0,33% a 2.329 punti.

Signorini (Bankitalia): "Banche prudenti su capitale e npl". Le perdite sui crediti raddoppieranno

Il dg dela Banca d'Italia Luigi Federico Signorini invita gli istituti di credito "a scelte prudenti" in vista dei prossimi mesi, su capitale e npl. Parlando alla giornata del credito Anspc, Signorini ha spiegato come "in un contesto pieno di incertezze, mantenere la posizione patrimoniale in condizioni robuste è necessario per preservare la capacità del sistema bancario di sostenere l'economia reale anche se e quando i rischi per la stabilità finanziaria dovessero materializzarsi". Nei prossimi mesi, "le autorità di supervisione presteranno la massima attenzione affinché le banche operino in coerenza con questi principi". D'altra parte la stima di via Nazionale è che le perdite sui crediti "raddoppieranno" nel 2023-2024 rispetto a quelle di quest'anno.

 

Lagarde (Bce): "Assolutamente concentrati su inflazione"

"Siamo risolutamente concentrati sull'obiettivo della stabilità dei prezzi e lo raggiungeremo", usando "tutti gli strumenti disponibili".

Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde durante una conferenza della banca centrale lettone a Riga.

"Dobbiamo essere attenti alle potenziali ricadute" derivanti dalla politica della Fed. Il giorno dopo il nuovo rialzo dei tassi deciso dalla banca centrale americana, Lagarde invita a prestare attenzione agli effetti di queste decisioni che influenzano i mercati globali. "Siamo influenzati dalle conseguenze, in particolare attraverso i mercati finanziari e, in misura minore, anche attraverso il commercio perchè è chiaro che il tasso di cambio è importante e deve essere preso in considerazione quando mettiamo a punto le nostre proiezioni sull'inflazione" ha detto parlando a Riga, ad una conferenza economica organizzata dalla banca centrale lettone. Ma allo stesso tempo, ha avvertito, "non siamo uguali e non possiamo andare avanti allo stesso ritmo (o) con la stessa diagnosi delle nostre economie".

Borse Ue deboli dopo la Fed

La stretta sarà più lunga e i tassi arriveranno più in alto di quanto previsto finora: è questo il punto centrale della conferenza stampa di Jerome Powell che ha gelato i mercati e pesa sull'avvio delle borse europee, tutte in rosso sulla scia di Asia e Wall Street. Milano ha aperto così in calo dell'1% per poi ridurre le perdite a -0,5%, Parigi cede lo 0,8%, Francoforte lo 0,5% mentre Madrid è più pesante e lascia sul parterre l'1,08%. Se la prima reazione dei mercati all'atteso aumento di 75 punti base del costo del denaro era stata positiva, le parole di jerome powell hanno spaventato gli investitori: la fase restrittiva durerà più a lungo e il terminal rate del 5% a fine 2023 potrebbe essere più alto. Insomma, bisogna fare di più. L'attesa è ora per il dato chiave sul mercato del lavoro di domani, che potrà dare altri indizi utili.

Intanto, sull'azionario, resta alta l'attenzione anche sulle trimestrali: a piazza affari stellantis (-2%) ha chiuso il trimestre con ricavi netti in crescita del 29% a 42,1 miliardi e la conferma della guidance. Cede lo 0,8% ferrari all'indomani della trimestrale, recupere moncler e perde il 2% dopo lo scivolone iniziale. In testa al listino tim (+1%), bene il comparto bancario a partire da banco bpm (+0,9%), fuori dal listino principale sale dell'1,75% mps. Sul valutario, l'euro scende a 0,978 dollari (0,9863 ieri). Sul fronte energetico, frena il petrolio con i timori per la domanda in cina: il brent scende dell'1% a 95,14 dollari mentre il wti cede lo 0,99% a 89,11 dollari. Sale ancora il prezzo del gas e torna a 134 euro al mwh (+6,5%).

 

Future in ribasso per le Borse europee

Si prospetta un avvio in calo per le Borse europee dopo la  decisione della Fed di alzare i tassi d'interesse dello 0,75%. A raffreddare gli animi le parole pronunciate in conferenza stampa dal governatore Jerome Powell, che ha definito "appropriati" altri rialzi dei tassi sottolineando che una politica monetaria restrittiva sarà necessaria "per un certo tempo". I future dell'Eurostoxx 50 cedono oltre l'1%, quelli del Dax di Francoforte perdono lo 0,79% e quelli del Cac 40 di Parigi arretrano dello 0,90%. In calo anche i future dell'Ftse Mib di Piazza Affari che registrano una flessione dello 0,82% e quelli dell'Ftse 100 di Londra che segnano un -0,70%.

Borse asiatiche in rosso dopo la Fed

Le Borse asiatiche procedono in rosso, sulla scia della chiusura in netto calo di Wall Street, dopo che la Federal Reserve ha aumentato nuovamente i tassi di interesse e ha avvertito che ci saranno altre strette monetarie. La Borsa di Tokyo oggi è rimasta chiusa per festività. A picco l'indice Hang Seng che perde il 3%. Poche ore dopo l'aumento dei tassi da parte della Fed anche la banca centrale di Hong Kong ha aumentato i tassi. La politica monetaria di Hong Kong si muove in sintonia con quella degli Stati Uniti, dal momento che la valuta della città è ancorata al biglietto verde. In controtendenza l'indice Kospi che viaggia sopra la parità.

Oro e petrolio in calo

Prezzo dell'oro in calo questa mattina sui mercati delle materie prime: il metallo prezioso con consegna a dicembre passa di mano a 1.637 dollari l'oncia con un calo dello 0,79%.

Debole anche il petrolio: il Wti con consegna a dicembre è scambiato a 89,36 dollari al barile con una riduzione dello 0,71%. Il Brent con consegna a gennaio passa di mano a 95,67 dollari con un calo dello 0,51%.

Stellantis, balzo dei ricavi nel trimestre col ritorno dei chip

Stellantis ha realizzato nel terzo trimestre 2022 I ricavi netti pari a 42,1 miliardi di euro, con una crescita del 29% rispetto allo stesso periodo del 2021, grazie soprattutto all'aumento dei volumi, ai prezzi netti favorevoli e agli effetti positivi dei tassi di cambio. Le consegne consolidate sono 1.281.000, in crescita del 13% su base annua, "principalmente grazie alla migliore disponibilità di semiconduttori rispetto al terzo trimestre 2021". Le vendite globali di veicoli elettrici sono aumentate del 41% rispetto al terzo trimestre 2021.

Listini cinesi chiudono deboli ma in recupero

Le Borse cinesi recuperano le perdite iniziali, ma chiudono comunque poco sotto la parità, scontando i timori su nuove strette dei tassi negli Usa all'indomani del rialzo deciso dalla Federal Reserve dello 0,75%, fino a portare il costo del denaro nella forchetta fra il 3,75% e il 4%, ai livelli più alti dal 2008: l'indice Composite di Shanghai cede lo 0,19%, a 2.997,80 punti, mentre quello di Shenzhen perde lo 0,04%, scivolando a quota 1.967,38.