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Bollette, a dicembre 5-6 miliardi per contrastare i rincari, altri 23 nella manovra

La premier Giorgia Meloni con il ministro Giorgetti 
Via libera del Cdm all'aggiornamento dei conti pubblici. Risorse immediate per il quarto decreto Aiuti. Per il 2023 il deficit/Pil sale al 4,5% e libera 23 miliardi per la legge di Bilancio
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È un tesoretto da circa 9,5 miliardi quello che il governo ha deciso di mettere nero su bianco nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza approvata dal Consiglio dei ministri. Sono soldi che saranno spesi subito, con il decreto Aiuti quater che prenderà forma non appena il Parlamento avrà approvato la relazione con i nuovi saldi. La maggior parte delle risorse, circa 5-6 miliardi, coprirà le misure contro il caro bollette per il mese di dicembre, mentre il resto servirà per anticipare alcune spese previste l’anno prossimo. Le spese per l'energia saranno la voce principale anche della manovra per il 2023: lo stanziamento è di circa 23 miliardi.

La linea, concordata tra il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e palazzo Chigi, è quella dell’estrema prudenza. Il Pil che nel terzo trimestre è andato meglio del previsto spinge l’ottimismo, ma le variabili di fine anno, a iniziare d…

È un tesoretto da circa 9,5 miliardi quello che il governo ha deciso di mettere nero su bianco nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza approvata dal Consiglio dei ministri. Sono soldi che saranno spesi subito, con il decreto Aiuti quater che prenderà forma non appena il Parlamento avrà approvato la relazione con i nuovi saldi. La maggior parte delle risorse, circa 5-6 miliardi, coprirà le misure contro il caro bollette per il mese di dicembre, mentre il resto servirà per anticipare alcune spese previste l’anno prossimo. Le spese per l'energia saranno la voce principale anche della manovra per il 2023: lo stanziamento è di circa 23 miliardi.

La linea, concordata tra il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e palazzo Chigi, è quella dell’estrema prudenza. Il Pil che nel terzo trimestre è andato meglio del previsto spinge l’ottimismo, ma le variabili di fine anno, a iniziare dal rialzo dei tassi, inducono a un atteggiamento cauto.

La corsa del governo Meloni sui temi economici parte quindi dalla revisione del quadro dei conti pubblici con la Nota di aggiornamento al Def, che tira la volata, dopo il decreto Aiuti quater, alla manovra. Sul tavolo del Consiglio dei ministri anche un provvedimento per sbloccare nuove trivellazioni e aumentare così la produzione nazionale di gas, ma anche un altro testo che riguarda la spending review nei ministeri.

La Nadef libera 23 miliardi per il 2023

La Nadef contiene anche le nuove stime per l’anno prossimo, dando così forma alla legge di Bilancio. Il deficit programmatico è collocato al 4,5 per cento. Il valore tendenziale, pari al 3,4%, apre uno spazio per la manovra da circa 23 miliardi che saranno impiegati interamente contro il caro bollette. L’obiettivo del governo, tuttavia, è quello di aumentare la dote del provvedimento recuperando risorse dal ridimensionamento del superbonus e del reddito di cittadinanza. Il taglio della prudenza si evince anche dalla previsione sul Pil, a +0,6 per cento. E il segnale della spesa responsabile, che guarda anche a Bruxelles, dice che il debito continuerà a calare. Sarà finalmente licenziata anche la Relazione sull'evasione, pronta già a fine settembre ma la cui pubblicazione era stata congelata. Ora che il nuovo esecutivo è nel pieno delle sue funzioni, il documento può inglobare anche gli effetti legati alle scelte di politica economica di Meloni.

Pensioni, flat tax, Superbonus e Rdc: il menu della manovra

Con questo extra-deficit il governo dovrà costruire, entro la fine dell'anno, la Manovra finanziaria. Ci sarà ancora da affrontare il tema energetico, visto che saremo nel pieno dell'inverno e verosimilmente le quotazioni del gas potranno risalire dopo la discesa delle ultime settimane legata al clima mite. Solo per questo capitolo, la stima è di un assorbimento di almeno 15 miliardi di risorse. Ma ci saranno anche le prime misure identitarie della nuova maggioranza. Per le pensioni si va verso un tentativo di evitare lo scalone Fornero con una Quota 41 temperata da un soglia di età tra 61 e 63 anni e un bonus per chi resta al lavoro, mirato ad alcune professioni come quelle sanitarie. Saranno prorogate Ape sociale e Opzione donna, in scadenza il 31 dicembre.

Attesa anche per l'ampliamento della Flat tax al 15% per le partite Iva, da 65mila fino a 100mila euro attuali, ma la soglia potrebbe essere inferiore. Si va poi verso l'innalzamento della soglia del contante e un intervento sulle cartelle fiscali, con la riapertura di rottamazione e saldo e stralcio. In cantiere anche una revisione del Superbonus per i lavori di efficientamento sismico ed energetico. Il 110% dovrebbe essere ridotto al 90%, facendo quindi scattare in anticipo il décalage già previsto dal governo Draghi con un meccanismo di maggior incentivazione al crescere della numerosità delle famiglie. Dovrebbero poi tornare in gioco le villette, ma solo entro certi limiti di reddito e se intestate come prime case. Interventi in vista anche per il Reddito di cittadinanza, che dovrebbe tornare sotto l'ala dei comuni come forma di contrasto sociale alla povertà e quindi con lo stralcio dei 660mila beneficiari occupabili che rientreranno nel percorso Gol dei centri per l'impiego.