Birre, boom di aziende artigianali e 93 mila occupati. Ma le bollette aumentano del 200%
di Rosaria Amato , di Rosaria AmatoROMA - Da prodotto di nicchia a campione di consumi e di export: sono oltre mille le aziende italiane che producono birra artigianale, con un aumento dell'export che quest'anno punta al 12 per cento. Quest’anno i consumi nazionali di birra, rilevano Coldiretti e il Consorzio di tutela della birra artigianale, sono destinati a superare il record storico di oltre 35 litri pro capite. In totale 2 miliardi di litri, con un volume di fatturato che, considerando tutte le produzioni, vale 9,5 miliardi di euro. Un consumo che per due terzi predilige i marchi nazionali.
E se persino in Qatar, in occasione dei Mondiali, si allentano le restrizioni dettate dai principi religiosi, per fare spazio con discrezione alle birre, soprattutto a quelle de…
ROMA - Da prodotto di nicchia a campione di consumi e di export: sono oltre mille le aziende italiane che producono birra artigianale, con un aumento dell'export che quest'anno punta al 12 per cento. Quest’anno i consumi nazionali di birra, rilevano Coldiretti e il Consorzio di tutela della birra artigianale, sono destinati a superare il record storico di oltre 35 litri pro capite. In totale 2 miliardi di litri, con un volume di fatturato che, considerando tutte le produzioni, vale 9,5 miliardi di euro. Un consumo che per due terzi predilige i marchi nazionali.
E se persino in Qatar, in occasione dei Mondiali, si allentano le restrizioni dettate dai principi religiosi, per fare spazio con discrezione alle birre, soprattutto a quelle dello sponsor Budweiser, a Roma a Palazzo Rospigliosi si celebra la birra di casa nostra, con il ministro delle Politiche agricole e della Sovranità alimentare e forestale Francesco Lollobrigida. Nel primo Salone della birra artigianale Made in Italy sono stati esposti 81 campioni di luppolo per 20 varietà nazionali che vanno dal Veneto all'Emilia Romagna, dalla Lombardia alle Marche, dal Piemonte al Lazio, dal Friuli al Trentino dalla Liguria alla Basilicata. La filiera della birra artigianale italiana dal campo alla tavola offre lavoro a circa 93.000 addetti, soprattutto giovani.
Un successo dovuto anche alla creatività dei nostri agricoltori e imprenditori, che hanno creato moltissime varietà inedite, dalla birra aromatizzata alla canapa a quella ligure affumicata con le castagne, dalla birra senza glutine al riso Carnaroli del Piemonte a quella con la zucca, dalla birra con le arance di Sicilia a quella con le scorze di bergamotto, da quella alla ciliegia a quella con il miele di erica alla birra e non manca neppure la birra aromatizzata al pane e quella al grano saraceno.
"A fare da traino al successo della birra Made in Italy sono proprio quelle artigianali realizzate con ingredienti particolari o realizzate senza pastorizzazione e microfiltrazione per esaltare la naturalità di un prodotto orientato sempre più verso un consumo di alta qualità con quasi un quinto del mercato realizzato da birre speciali ad alto valore aggiunto", afferma il presidente di Coldiretti Ettore Prandini
Tuttavia il settore, che è ancora molto giovane, si è sviluppato nell'arco degli ultimi 20 anni con un'accelerazione negli ultimi 10, ha risentito moltissimo degli aumenti dei costi. Rispetto a due anni fa l'energia è aumentata del 200%, gli imballaggi del 45%, le bottiglie del 40%, mentre le lattine hanno segnato più 10%, i tappi più 22%, i fusti di plastica più 23%, mentre i cambiamenti climatici nel 2022 hanno tagliato di un terzo il raccolto dell'orzo per il malto.
Il settore chiede che venga almeno stabilizzato il taglio delle accise. Richiesta che il governo sta considerando, assicura il ministro Lollobrigida: "La filiera del luppolo che porta alla produzione di birra artigianale è un'eccellenza italiana, rappresenta una ricchezza che va protetta: bisogna agire sulla fiscalità e sui costi dell'energia, come il governo sta facendo. Il nostro impegno sarà intanto di omogeneizzare la fiscalità italiana a quella europea sulla vicenda delle accise e di sostenere la promozione dei marchi artigianali immaginando filiere che possano permettere anche agli imprenditori che producono birra di venderla in modo semplice e anche nelle aree dove viene prodotta".
I produttori di birra artigianale hanno inoltre presentato per il Pnrr un progetto che prevede lo sviluppo di una tecnologia che permetterebbe il recupero dell’80% dell’anidride carbonica generata in fase di produzione della birra: si tratta di una materia indispensabile per la produzione.