Flat Tax, nella Nadef il rischio di un aumento dell'evasione. La Lega: "Per le partite Iva tassa piatta fino a 85mila euro"
di Giuseppe Colombo , di Giuseppe ColomboL'evasione fiscale in Italia scende per la prima volta sotto quota 100 miliardi. A certificarlo è la Relazione sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva, allegata alla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza approvata venerdì dal Consiglio dei ministri. Il dato è relativo al 2019, ma anche quello dell'anno successivo, ancora parziale, tratteggia una discesa del tax gap, il divario tra le imposte dovute e quelle incassate. Il trend però non è uniforme: la propensione a evadere degli autonomi e delle imprese è in aumento. La tendenza a evadere il versamento dell'Irpef da parte dei primi sale dal 68,3% del 2019 al 68,7% del 2020, mentre quella relativa all'Ires, l'imposta sui redditi delle società, dice che la propensione è salita dal 23,1% del 2019 al 23,7% dell'anno successivo.
Nella Relazione figura un altro alert. Si chiama flat tax. "L'anali…
L'evasione fiscale in Italia scende per la prima volta sotto quota 100 miliardi. A certificarlo è la Relazione sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva, allegata alla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza approvata venerdì dal Consiglio dei ministri. Il dato è relativo al 2019, ma anche quello dell'anno successivo, ancora parziale, tratteggia una discesa del tax gap, il divario tra le imposte dovute e quelle incassate. Il trend però non è uniforme: la propensione a evadere degli autonomi e delle imprese è in aumento. La tendenza a evadere il versamento dell'Irpef da parte dei primi sale dal 68,3% del 2019 al 68,7% del 2020, mentre quella relativa all'Ires, l'imposta sui redditi delle società, dice che la propensione è salita dal 23,1% del 2019 al 23,7% dell'anno successivo.
Nella Relazione figura un altro alert. Si chiama flat tax. "L'analisi - si legge nel testo - sembra confermare un effetto di autoselezione dei contribuenti con ricavi e compensi al di sotto della soglia massima di 65 mila euro al fine di beneficiare dell'agevolazione prevista dal regime forfetario". In pratica si dichiarano meno ricavi di quelli effettivi per non superare la soglia dei 65mila euro e beneficiare così della tassazione agevolata. L'indicazione della Relazione arriva nelle ore in cui il governo è impegnato a estendere la flat tax, come conferma il sottosegretario all'Economia Federico Freni. L'ipotesi a cui si sta lavorando in vista della legge di bilancio è un allargamento del regime forfettario, con la soglia dei ricavi e dei compensi tassati al 15% che dovrebbe salire dai 65mila agli 85mila euro.
Il cantiere è aperto anche sul riordino delle tax expenditures, le detrazioni e le deduzioni che riducono le tasse. Nell'allegato alla Nadef viene spiegato che l'operazione avverrà all'interno di "un più ampio e organico disegno della riforma fiscale", ma al di là del contenitore la direzione del governo è di abbassare il tetto fissato oggi a 120mila euro per le detrazioni al 19 per cento. Il meccanismo resterebbe uguale a quello deciso dal governo Draghi e cioè una detrazione che si riduce oltre il tetto fino ad arrivare all'azzeramento. Abbassare troppo il tetto, però, significa aumentare le tasse per i redditi medi e per questo i lavori procedono con grande prudenza. La quadra nella maggioranza non è stata ancora trovata. "Ho qualche perplessità sulla soglia, dovrebbe essere un pochettino più alta" di 60mila euro, "ma comunque comunque improntata ad un corretto principio di progressività", spiega Freni.