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Superbonus, le Poste bloccano ancora i crediti: stop alle nuove pratiche

(agf)
La società annuncia sulla sua piattaforma il congelamento delle acquisizioni. Pesano le recenti sentenze della Cassazione sui sequestri in caso di frodi. Anche Intesa Sanpaolo non accetta più domande
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Nuovo stop alla cessione del credito da parte di Poste spa. Nel giorno in cui i dati sull'utilizzo del Superbonus fanno segnare un nuovo record, l'istituto avverte con un comunicato sul sito che non si accettano più nuove pratiche. Secondo quanto segnalato dai nostri lettori anche Banca Intesa non sarebbe più disponibile a nuove operazioni. Di fatto quindi siamo nuovamente di fronte ad un blocco del mercato sul quale probabilmente hanno pesato anche le recenti sentenze della Cassazione sul diritto da parte dell'Amministrazione finanziaria al sequestro dei crediti in caso di indagini su possibili frodi, a prescindere da eventuali comportamenti non corretti da parte del cessionario stesso.

Il comunicato ufficiale di Poste

Da questo pomeriggio, dunque, sul sito di Poste nella pagina dedicata al Superbons campeggia un laconico comunicato: "Il servizio di acquisto di crediti d'imposta  è sospeso per l'apertura di nuove pratiche. &Egrav…

Nuovo stop alla cessione del credito da parte di Poste spa. Nel giorno in cui i dati sull'utilizzo del Superbonus fanno segnare un nuovo record, l'istituto avverte con un comunicato sul sito che non si accettano più nuove pratiche. Secondo quanto segnalato dai nostri lettori anche Banca Intesa non sarebbe più disponibile a nuove operazioni. Di fatto quindi siamo nuovamente di fronte ad un blocco del mercato sul quale probabilmente hanno pesato anche le recenti sentenze della Cassazione sul diritto da parte dell'Amministrazione finanziaria al sequestro dei crediti in caso di indagini su possibili frodi, a prescindere da eventuali comportamenti non corretti da parte del cessionario stesso.

Il comunicato ufficiale di Poste

Da questo pomeriggio, dunque, sul sito di Poste nella pagina dedicata al Superbons campeggia un laconico comunicato: "Il servizio di acquisto di crediti d'imposta  è sospeso per l'apertura di nuove pratiche. È possibile seguire l'avanzamento delle pratiche in lavorazione e caricare la documentazione per quelle da completare." Il blocco, dunque, riguarda tutti i bonus. Poste Italiane peraltro era uno dei pochi istituti ad offrire ancora questa possibilità, insieme a banca Intesa, seppur con costi più elevati rispetto al passato. Nessuna indicazione ufficiale ancora da Intesa, anche se, come detto, abbiamo ricevuto proprio nelle scorse ore segnalazioni dai lettori dell'impossibilità di presentare nuove pratiche.

La Cassazione gela gli istituti

D'altra parte sono della scorsa settimana cinque sentenze della Cassazione con le quali la Corte ha confermato la possibilità per l'Amministrazione finanziaria di effettuare il sequestro dei crediti in capo al cessionario nel caso in cui venga avviata una procedura per un sospetto di frode. Una delle sentenze ha riguardato un ricorso  proprio da Poste, mentre le altre hanno respinto i ricorsi di Cassa Deposti,  Illimity Bank, Groupama e Banco Desio e della Brianza. La Cassazione nella sostanza in tutte le sentenze ha sostenuto che se si registra una frode il sequestro dei crediti è sempre ammesso, a prescindere dal fatto che il cessionario abbia qualche responsabilità nella frode stessa e quindi anche se i cessionari sono del tutto estranei al reato e se, nell'acquistarli, hanno agito con buona fede.  

I crediti incagliati

Il problema del sequestro dei crediti era già emerso nei mesi scorsi, poco dopo le deuncia delle frodi e dei crediti incagliati anche per questo. Il mondo bancario aveva chiesto subito chiarimenti e granzie a tutela della buona fede dei cessionari. Ora che la questione si è risolta in modo contrario alle attese  è difficile ipotizzare una ripresa breve del mercato con le regole attuali.

La preoccupazione di Ance e Cna

La nuova impasse genera ovvie preoccupazione tra i costruttori. La presidente Ance, Federica Brancaccio, spiega che "è in corso una speculazione pazzesca" in cui "chi ancora acquista" i crediti lo fa con "percentuali bassissime", sfruttando la "disperazione delle imprese". Se prima il credito al 110% veniva acquistato in media al 102%, esemplifica, ora si arriva anche all'85%. "Chi compra specula. Serve un segnale, senza si fanno saltare migliaia di imprese". E quindi va dritta all'attacco delle grosse partecipate pubbliche: "Stiamo chiedendo da tempo lo sblocco di Cdp e Poste e di tutte le partecipate pubbliche, per dare un segnale di fiducia e per rimettere in moto il mercato". La circolare dell'Agenzia delle Entrate che ha "ammorbidito le norme, purtroppo ha sbloccato ben poco", sottolinea ancora la presidente Abce, secondo cui Poste sarebbe ferma praticamente da un anno nell'acquisto dalle imprese ed ora avrebbe chiuso i rubinetti anche nei confronti dei privati che hanno crediti di minore entità, tra i 100.000 e i 150.000 euro. "Le banche affermano di aver esaurito la capacità fiscale, ma Poste, Cdp e le altre partecipate non hanno questo problema - spiega Brancaccio - la capacità loro la hanno, ma non comprano. E' un problema grave. Ci dicano se vogliono distruggere la misura". Anche la Cna denuncia che la circolare non ha sbloccato la situazione e "invita il Governo ad aprire con urgenza un tavolo con le imprese della filiera delle costruzioni e il sistema finanziario per trovare una risposta definitiva al grave problema della cessione dei crediti legati ai bonus edilizi".