✕

Superenalotto, oggi l'estrazione da record: ecco come si investe un premio da 300 milioni di euro

Tolti gli sfizi il consiglio dei gestori di risparmio è diversificare. Una quota non superiore al 30-40% destinata agli immobili in grado di produrre reddito, il resto tra obbligazioni e azioni. Con una quota residuale in investimenti più rischiosi, in grado però di riservare sorprese molto positive. E attenzione alle valute
3 minuti di lettura

MILANO - Oddio, mi si è allargato il patrimonio! E adesso cosa faccio? Oltre 300 milioni in un colpo solo (anzi, appena meno, causa le tasse) con la vittoria del Superenalotto di stasera: bei problemi, certo, ma pur sempre problemi: trovarsi improvvisamente multi-milionari in euro non è un salto banale, e per certi versi nemmeno semplice. "E' un po' come cambiare mestiere, si diventa gestori dei propri soldi - spiega Fausto Artoni, una vita a far lo slogan tra i mercati alla ricerca dei rendimenti migliori, e da ultimo co-fondatore e gestore della sgr Impact -  è un lavoro, bisogna studiare".

Un attimo: l'esperienza (dei pochi fortunati) insegna che se il jackpot ha bussato a casa vostra c'è una fase di grande euforia che va tenuta il più possibile in sordina, per non dare nell'occhio e per non fare scelte avventate. Poi, destinata una somma consistente in assoluto, ma non in proporzione del nuovo patrimonio, per r…

MILANO - Oddio, mi si è allargato il patrimonio! E adesso cosa faccio? Oltre 300 milioni in un colpo solo (anzi, appena meno, causa le tasse) con la vittoria del Superenalotto di stasera: bei problemi, certo, ma pur sempre problemi: trovarsi improvvisamente multi-milionari in euro non è un salto banale, e per certi versi nemmeno semplice. "E' un po' come cambiare mestiere, si diventa gestori dei propri soldi - spiega Fausto Artoni, una vita a far lo slogan tra i mercati alla ricerca dei rendimenti migliori, e da ultimo co-fondatore e gestore della sgr Impact -  è un lavoro, bisogna studiare".

Un attimo: l'esperienza (dei pochi fortunati) insegna che se il jackpot ha bussato a casa vostra c'è una fase di grande euforia che va tenuta il più possibile in sordina, per non dare nell'occhio e per non fare scelte avventate. Poi, destinata una somma consistente in assoluto, ma non in proporzione del nuovo patrimonio, per regalarsi una serie di oggetti e realizzare progetti catalogati fino a quel momento nel capitolo dei sogni, scattano gli interrogativi concreti: da dove cominciare? Il parere degli esperti è univoco: la parola d'ordine è diversificare. Tanto, molto; più di quanto non si faccia normalmente (e va sempre fatto). A favore ci sono le dimensioni: diversificare con cinquemila euro è quasi impossibile, con tanti milioni a disposizione è un dovere, ma anche un compito agevole per la banale ragione che si hanno tanti soldi da investire.

Immobili non oltre il 30-40%

Due sono le direttrici che fanno scattare le prime scelte: la ripartizione tra investimenti mobiliari e immobiliari, e quella tra valute. Secondo Michele De Michelis, responsabile investimenti di Frame asset management (società di gestione con sede a Lugano) agli immobili dovrebbe essere dedicata una quota limitata, intorno al 10%, puntando su location internazionali che garantiscano il reddito. Altri gestori alzano l'asticella più in alto, intorno al 30-40% dell'intero nuovo patrimonio, sempre però con la barra su immobili che diano reddito (la villa sul mare con vista mozzafiato è riservata alla famiglia, a meno che la medesima non possa essere affittata con profitto).

La parte destinata agli investimenti mobiliari, ai soldi per intendersi, viene invece solitamente divisa in tre comparti, in ordine di "importanza": le obbligazioni (al primo posto) le azioni e una parte "residuale" (che su 300 milioni sono sempre una montagna di soldi) su investimenti poco liquidi.

La maxi inflazione rende appetibili i bond

Per certi versi, il contesto attuale è complicato - c'è la mannaia dell'inflazione a falcidiare il valore reale dei soldi e lo spettro di una recessione "indotta" per calmierare i prezzi - ma anche interessante: rendimenti appetibili sui bond, multipli molto bassi sui mercati azionari, la fine della stagione dei tassi negativi. Con un po' di fortuna, e chi ha vinto il jackpot ha dimostrato di averne parecchia, la possibilità di avere buoni ritorni è più alta rispetto a un anno fa, quando i rendimenti sui bond erano una chimera e i mercati azionari avevano già fatto un bel rimbalzo rispetto all'anno della pandemia.

La strategia di medio-lungo termine

In questa fase, su entrambi i fronti potrebbe esserci un orizzonte positivo. Anche perché l'altro consiglio praticamente unanime è di avere un approccio alla "Warren Buffet", cioè di medio-lungo periodo. Per i bond il punto di partenza è che i rendimenti attuali, ponendo che l'inflazione abbia una durata non infinita, sono di tutto rispetto se spalmati su un arco di tempo che si misuri in anni, insomma piuttosto generosi in prospettiva. L'obiettivo è la redditività, quindi con qualche puntata anche sui titoli subordinati (più rischiosi) ma di primari emittenti, per non correre troppi pericoli. La parte preponderante però deve andare sui titoli di stato o i bond societari senior, nella classe investment grade. Viene genericamente considerato ancora un po' rischioso il comparto high yield. 

Poi le azioni. Grosso modo un terzo in meno di quanto si riserva alle obbligazioni. E anche qui, le preferenze sono per una diversificazione il più ampia possibile e soprattutto con respiro internazionale: l'obiettivo dovrebbe essere puntare ai colossi mondiali, a quei marchi destinati a durare nel tempo e sulla carta dare buoni rendimenti. Insomma, con un approccio che privilegi la solidità e i rendimenti, magari a scapito della corsa impetuosa delle quotazioni (perché alla fine l'approccio dei ricchi è in media piuttosto prudente e mira a preservare il capitale più che ad accrescerlo). C'è chi in questa fase preferisce le Borse europee, meno costose rispetto a Wall Street.

Infine, una parte minima del patrimonio - ben al di sotto del 10% - potrebbe essere riservata a una puntata in territori "di frontiera", dal private equity al venture capital, o magari a un Eltif: prodotti che investono nell'economia reale, e che possono rappresentare il "turbo" del portafoglio. Ma, proprio perché rappresentano una scommessa, devono essere di importo limitato.

Attenzione alle valute

E le valute? Le valute sono il faro, tra i primi elementi da considerare: qualsiasi investimento infatti deve essere tarato anche in considerazione della moneta. E anche in questo caso, è bene puntare sulla diversificazione, considerando che la parte del leone dovrebbe andare alla moneta in cui si fanno le spese; quindi, nel nostro caso l'euro. Per il resto, in questa fase gli esperti consigliano il dollaro e le altre monete di peso, dal franco svizzero alla corona norvegese, allo yen.

Ma attenzione, se investire il patrimonio è un mestiere, occorre tener presente anche che è un lavoro complicato, che non si impara in fretta. "In generale, il consiglio è quello di evitare assolutamente il fai-da-te - Vincenzo Cuscito, head of investment consultants di Moneyfarm - ma anche di diffidare da chiunque prometta guadagni facili con gli investimenti, a maggior ragione in un momento come quello attuale. Occorre ragionare su una gestione del patrimonio a 360 gradi, lungimirante e adeguata al proprio profilo di investitore".