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Che cos'è la flat tax incrementale e perché per i dipendenti cambierebbe poco

La tassa piatta che pensa di introdurre il governo riguarderà solo i redditi aggiuntivi rispetto al più alto del triennio precedente. Che nel caso dei lavoratori dipendenti è tradizionalmente di importo ridotto Con il risultato che l'aliquota si applicherà su una porzione limitata di reddito, portando a un risparmio esiguo
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MILANO - Da slogan di campagna elettorale a misura concreta. Con davanti lo scoglio della Legge di Bilancio il governo Meloni prova a tradurre in realtà una delle misure bandiera del suo programma fiscale: la flat tax. I margini strettissimi sui conti pubblici consentono però al governo di mettere in campo una misura che della flat tax tradizionale ha molto poco. E che soprattutto, nel caso della flat tax incrementale di cui ha parlato oggi il ministro Giancarlo Giorgetti, porterebbe benfici molto ridotti ai lavoratori dipendenti.

Che cos'è la flat tax incrementale

Il ministro ha parlato di "un regime sostitutivo opzionale per i titolari di redditi da lavoro o di impresa non aderenti al regime forfetario che potranno assoggettare ad aliquota del 15% una quota dell'incremento di reddito registrato nel 2022 rispetto al maggiore tra i medesimi redditi dichiarati e assoggettati all'Irpef nei tre anni d'imposta precedenti".

La novità…

MILANO - Da slogan di campagna elettorale a misura concreta. Con davanti lo scoglio della Legge di Bilancio il governo Meloni prova a tradurre in realtà una delle misure bandiera del suo programma fiscale: la flat tax. I margini strettissimi sui conti pubblici consentono però al governo di mettere in campo una misura che della flat tax tradizionale ha molto poco. E che soprattutto, nel caso della flat tax incrementale di cui ha parlato oggi il ministro Giancarlo Giorgetti, porterebbe benfici molto ridotti ai lavoratori dipendenti.

Che cos'è la flat tax incrementale

Il ministro ha parlato di "un regime sostitutivo opzionale per i titolari di redditi da lavoro o di impresa non aderenti al regime forfetario che potranno assoggettare ad aliquota del 15% una quota dell'incremento di reddito registrato nel 2022 rispetto al maggiore tra i medesimi redditi dichiarati e assoggettati all'Irpef nei tre anni d'imposta precedenti".

La novità più importante è che tra i beneficiari figurerebbero anche i lavoratori dipendenti. La cosiddetta flat tax però sarebbe un'aliquota del 15% applicata non a tutto il reddito, ma solo alla differenza (in aumento) tra i redditi dichiarati nell'ultimo anno e il più alto dichiarato nei tre anni precedenti. Anzi, a prendere letteralmente le parole di Giorgetti questa aliquota del 15% potrebbe essere applicata soltanto a una parte ("una quota") dell'incremento di reddito registrato.

Facendo l'esempio concreto di un contribuente che avesse dichiarato 34 mila euro nel 2020, 35 mila nel 2021 e 38 mila nel 2022, se il prossimo anno si trovasse a dichiarare 40 mila euro vedrebbe i primi 38 mila euro tassati con le aliquote attuali e solo i 2 mila euro di differenza (o una parte di questi) con un'aliquota al 15% (anziché al 35%). Il risultato è che la flat tax, o regime sostitutivo, si applicherà nel migliore dei casi su importi limitati, portando a un risparmio fiscale molto esiguo.

Gli incrementi ridotti di reddito per i dipendenti

Ma il reddito medio dei lavoratori dipendenti varia di anno in anno molto meno rispetto a quello che accade per il lavoro autonomo. Per questo motivo l'incremento di reddito, la base sulla quale si applicherebbe l'aliquota agevolata, sarebbe di importo ridotto. Negli ultimi 5 anni disponibili, tolto il 2020 (anno del Covid) in cui il reddito medio è sceso, l'incremento positivo rispetto al passato è stato dell'ordine dei 200 euro annui, nello stesso periodo ad esempio il reddito da lavoro autonomo, se si sclude il "salto" del 2019 per via dell'innalzamento della soglia di acceso al regime forfettario, è di circa 2000 euro all'anno.

Le simulazioni de LaVoce.info su due casi di dipendenti pubblici

Fin qui però si parla dell'intera classe che raggruppa la tiplogia di contribuenti. Anche tra i lavoratori dipendenti però possono esserci variazioni più sensibili isolando alcune categoria di lavoratori. Uno studio di Leonzio Rizzo e Riccardo Secomandi, pubblicato su LaVoce.info, ha provato a calare nella realtà l'idea di una flat tax incrementale al 15%. I ricercatori hanno analizzato l'andamento delle retribuzioni della Pa: proprio il bacino che, secondo la vulgata, sarebbe più propenso a rilassarsi sul posto conquistato, mentre il meccanismo vorrebbe - nelle intenzioni di Fdi - stimolare l'attivismo dei lavoratori. Riprendendo le serie di dati Istat, i due partono da un reddito medio per un dirigente pubblico di 69mila euro nel 2021, e di 28mila euro per un impiegato. E ipotizzano - in base alla media storica degli ultimi tre anni - che nel 2022 registrino un incremento di 1.250 euro nel primo caso e di 100 euro nel secondo. A questo punto, sul nuovo reddito (inclusivo degli aumenti) applicano il 15% di aliquota alla parte di incremento di reddito annuale: il dirigente paga una Irpef complessiva di 21.008 euro, l'impiegato 4.734. Rispetto al sistema di tassazione vigente, il primo beneficia una diminuzione d'imposta di 350 euro e il secondo di 20 euro.

Concludono quindi che la diminuzione della pressione fiscale è "esigua": sul dirigente di 0,5 punti percentuali e sull’impiegato di 0,07 punti percentuali. "Si tratta - dicono i ricercatori - di risparmi di imposta molto contenuti, tanto che francamente si fatica a pensare che possano incentivare comportamenti finalizzati a incrementare il reddito del contribuente". E anche nel caso, "comunque remoto, in cui la tassazione incrementale avesse effetto sulle scelte dei lavoratori, si potrebbero poi verificare comportamenti opportunistici finalizzati ad avere incrementi di reddito ad anni alterni".
 

Che cos'è la flat tax

La flat tax, letteralmente tassa piatta, è un'aliquota fissa che si applica a tutti i redditi oltre una determinata soglia. È un sistema alternativo al regime fiscale a scaglioni in vigore ad esempio nel nostro Paese, dove sono previste cinque diverse aliquote Irpef per cinque fasce di reddito. Nel caso della Russia, una delle poche tra le economie maggiori ad averla introdotta, è prevista al 13%. La flat tax, pur garantendo comunque la progressività attraverso un meccanismo di correttivi con deduzioni, premia tradizionalmente i più ricchi.

Che cos'è la flat tax che Salvini dice di avere introdotto

La flat tax che il ministro Salvini dice di avere introdotto nel 2019 è qualcosa di diverso. Riguarda innazitutto soltanto i lavoratori autonomi: si tratta di un regime forfetario (in vigore già dal 2014 per redditi più bassi), cioè un regime agevolato con un'aliquota unica al 15%, che si applica entro i 65 mila euro di ricavi. Soglia che nelle intenzioni del nuovo governo dovrebbe salire ora fino a 85 mila o 100 mila euro.