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Pugno duro anti-Covid, economia in frenata, stretta su Big Tech: i Paperoni cinesi piangono. E al Partito non dispiace

(reuters)

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Il club dei ricchi perde 300 iscritti. Il loro patrimonio, 3.500 miliardi di dollari, segna un meno 18% rispetto al 2021. Scivolano tutti i signori delle compagnie tecnologiche. In sella resta il re dell'acqua minerale
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PECHINO - Il club dei miliardari cinesi perde quest'anno ben quasi 300 iscritti. Ma pure molti dei Paperoni che ne fanno ancora parte non è che se la passino benissimo di questi tempi: guerra in Ucraina, tolleranza zero contro il Covid, economia che rallenta, strette sull'immobiliare, giro di vite sulle Big Tech e timori del nuovo corso appena inaugurato da Xi Jinping, fresco di terzo mandato, hanno contribuito a far diminuire di molti zeri la loro ricchezza personale.  

Nella nuova edizione di Hurun Report, il magazine di Shanghai che ogni anno stila la classifica dei più ricchi del Paese con un patrimonio minimo di 5 miliardi di yuan, quest'anno ci sono soltanto 1.305 miliardari, l'11% in meno della scorsa edizione. "Il più grande calo degli ultimi 24 anni", dice Rupert Hoogewerf, a capo di Hurun. Presi tutti …

PECHINO - Il club dei miliardari cinesi perde quest'anno ben quasi 300 iscritti. Ma pure molti dei Paperoni che ne fanno ancora parte non è che se la passino benissimo di questi tempi: guerra in Ucraina, tolleranza zero contro il Covid, economia che rallenta, strette sull'immobiliare, giro di vite sulle Big Tech e timori del nuovo corso appena inaugurato da Xi Jinping, fresco di terzo mandato, hanno contribuito a far diminuire di molti zeri la loro ricchezza personale.  

Nella nuova edizione di Hurun Report, il magazine di Shanghai che ogni anno stila la classifica dei più ricchi del Paese con un patrimonio minimo di 5 miliardi di yuan, quest'anno ci sono soltanto 1.305 miliardari, l'11% in meno della scorsa edizione. "Il più grande calo degli ultimi 24 anni", dice Rupert Hoogewerf, a capo di Hurun. Presi tutti assieme la loro ricchezza arriva a 3,5 trilioni di dollari: meno 18% rispetto al 2021.

Un giro di vite normativo durato due anni, che ha colpito i più grandi nomi tecnologici cinesi come Alibaba e Tencent, e i timori che il presidente Xi sacrifichi la crescita economica a favore dell'ideologia, hanno inoltre pesato sulla fiducia degli investitori, con i mercati azionari di Hong Kong e della Cina continentale crollati nelle ultime settimane. Proprio Jack Ma, fondatore di Alibaba, scivola di quattro posizioni e finisce al nono posto. Il fondatore di Tencent, Pony Ma, perde la bellezza di 14,6 miliardi di dollari, in seguito al crollo dei prezzi dei titoli tecnologici. 

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Peggio di lui ha fatto soltanto Yang Huiyan, l'imprenditrice a capo di Country Garden che, come molti altri costruttori cinesi con problemi di indebitamento legati al crollo dell'immobiliare, ha visto la sua ricchezza ridursi di 15,7 miliardi di dollari: il calo maggiore dell'edizione di quest'anno della classifica. Gli imprenditori immobiliari rappresentavano il 50% della lista 20 anni fa, il 20% 10 anni fa, il 15% cinque anni fa e soltanto il 10% quest'anno. 

Il fondatore di ByteDance, che possiede TikTok, Zhang Yiming, si è piazzato al secondo posto, ma ha visto il suo patrimonio scendere del 28%. Stessa diminuzione anche per il terzo classificato: Zeng Yuqun, boss del colosso delle batterie Catl.

Chi invece rimane saldamente al primo posto, per il secondo anno consecutivo, è Zhong Shanshan: il re dell'acqua in bottiglia. Il capo della Nongfu Spring - la minerale più bevuta di Cina - nonché al comando del colosso bio-farmaceutico Beijing Wantai, ha visto crescere il proprio patrimonio del 17%, arrivando a 65 miliardi di dollari. 

"Regolare il meccanismo di accumulo della ricchezza", disse Xi Jinping in apertura del Congresso del Partito comunista a metà ottobre. Pochi dettagli su ciò che il leader cinese ha in mente, molte speculazioni. E preoccupazioni, soprattutto per i cinesi più facoltosi. Alcuni economisti credono che quel "regolare" stia a significare che le aziende e i cittadini più ricchi si troveranno probabilmente sottoposti a un maggiore controllo e "a destinare una parte del loro denaro per contribuire a finanziare iniziative a beneficio dell'interesse nazionale", spiegava qualche settimana fa Alicia García-Herrero, capo economista di Natixis. La prosperità comune che tanto sta a cuore al segretario generale. "Il governo sta cercando di trasmettere un messaggio: siete osservati, quindi è meglio che stiate attenti". 

Essere in cima all'Hurun per più di qualcuno è stata una rovina. "Quelle classifiche sembrano mandati d'arresto: chi ci compare è fottuto!", disse qualche anno fa Huang Guangyu, ex poveraccio di un villaggio del Guangdong che si è inventato la Gome, poi diventata una delle aziende di elettrodomestici più importanti del Paese. In effetti nel 2008 Huang lo hanno arrestato per davvero: manipolazione del mercato, 14 anni dietro le sbarre. Scrive Yu Hua, nel suo magistrale e divertentissimo La Cina in dieci parole: "A livello popolare queste classifiche sono spiritosamente chiamate 'liste dei maiali da scannare'. In Cina c'è un detto: gli uomini devono temere la fama così come i maiali l'ingrasso, perché quando uno fa fortuna rischia la rovina e il macello attende il maiale bello grasso". Molti Paperoni cinesi ora piangono. E forse al Partito non dispiace poi così tanto.