Ue, la Commissione taglia la crescita: +0,3% nel 2023. Il governo: "Ma noi puntiamo allo 0,6%"
dal nostro corrispondente Claudio Tito , dal nostro corrispondente Claudio TitoLa guerra e l’energia danno un violento colpo di freno alla crescita in Europa. Non tanto per quest’anno - sebbene anche il quarto trimestre 2022 segni un rallentamento - quanto per il prossimo anno. Così se il 2022 vedrà un bel più 3,3% in Ue, il 2023 crollerà a 0,3%. Con effetti sul deficit dell’Unione e sull’occupazione, in calo. Qualche nota positiva per l’inflazione che rimarrà alta ma scenderà nel 2023 al 7 per cento.
Il quadro negativo in Europa è ancora peggiore in Italia. Le previsioni infatti smentiscono i dati della Nadef appena approvata dal governo Meloni. per quanto riguarda il pil programmatico. L’esecutivo italiano ha effettivamente indicato una crescita tendenziale identica a quella della Commissione ma ha nello stesso tempo programmato un aumento del Pil nel prossimo anno dello 0,6%. Per la Commissione resta invece dello 0,3. Crescendo a 1,1 nel 2024. Le previsioni della Commission…
La guerra e l’energia danno un violento colpo di freno alla crescita in Europa. Non tanto per quest’anno - sebbene anche il quarto trimestre 2022 segni un rallentamento - quanto per il prossimo anno. Così se il 2022 vedrà un bel più 3,3% in Ue, il 2023 crollerà a 0,3%. Con effetti sul deficit dell’Unione e sull’occupazione, in calo. Qualche nota positiva per l’inflazione che rimarrà alta ma scenderà nel 2023 al 7 per cento.
Il quadro negativo in Europa è ancora peggiore in Italia. Le previsioni infatti smentiscono i dati della Nadef appena approvata dal governo Meloni. per quanto riguarda il pil programmatico. L’esecutivo italiano ha effettivamente indicato una crescita tendenziale identica a quella della Commissione ma ha nello stesso tempo programmato un aumento del Pil nel prossimo anno dello 0,6%. Per la Commissione resta invece dello 0,3. Crescendo a 1,1 nel 2024. Le previsioni della Commissione sono identiche con quelle del Governo. Secondo il Tesoro, allora, “le previsioni di crescita del 2023 le sono coincidenti. Quelle della Commissione vanno infatti confrontate con il quadro tendenziale presentato dal Governo, che prevede anch'esso una crescita dello 0,3%. La Commissione non ha ricevuto la bozza di legge di bilancio, né l'aggiornamento della Nadef, e non ha quindi tenuto conto della manovra e dei suoi effetti sulla crescita, che il Governo ha in via conservativa e prudente stimato comportare una maggiore crescita, allo 0,6%”. Resta il fatto che Roma punta allo 0,6% e sta costruendo la Legge di Bilancio e le stime su debito e deficit sulla base di un pil in aumento dello 0,6%. Che Bruxelles, pur non avendo ancora ricevuto la manovra, non pronostica.
La disoccupazione passa dall’8,3 di quest’anno all’8,7. E l’inflazione nel 2023 rimarrà alta anche se al di sotto della media europea: 6,6. Il debito è in linea con la Nadef: 143,6 nel 2023. Mentre il rapporto deficit Pil è inferiore: 3,6 contro il 4,5 stimato dal governo. Ma questo perché la Commissione non ha ancora preso atto dello scostamento inserito nella prossima legge di Bilancio.
Sulla crescita per il prossimo anno, però, non siamo i peggiori: la Germania andrà infatti in recessione con un secco meno 0,6 per cento. Il paese che crescerà di più sarà Malta con un 2,8%. La Francia avrà risultati simili all’Italia: più 0,4. Mentre Spagna e Grecia supereranno la soglia dell’1 per cento. Ma per il nostro Paese questi dati significano soprattutto che il governo potrebbe essere costretto a rivedere molte delle intenzioni annunciate per la Legge di Bilancio in via di approvazione.
“Ci stiamo avvicinando alla fine di un anno - ha detto Paolo Gentiloni, commissario afll’Economia - in cui la Russia ha proiettato ancora una volta l'ombra oscura della guerra nel nostro continente. L'economia dell'UE ha dimostrato grande resilienza alle onde d'urto che ciò ha causato, grazie in gran parte alle decisioni politiche decise dall'inizio della pandemia, in uno spirito di unità e solidarietà. Tuttavia, l'impennata dei prezzi dell'energia e l'inflazione dilagante stanno ora prendendo il loro pedaggio e stiamo affrontando un periodo molto difficile sia dal punto di vista sociale che economico. Le previsioni di oggi sono soggette a molteplici rischi e incertezze, ma di una cosa sono sicuro: se noi europei possiamo rimanere uniti, possiamo superare con successo queste difficoltà ed emergere più forti dall'altra parte".