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Debutta il quoziente familiare: così si calcola il limite di reddito per accedere al Superbonus

Il ministero dell'Economia 
Nella revisione degli incentivi per i lavori edilizi, il governo introduce un nuovo meccanismo di calcolo che sostituisce l'Isee. Si prendono i redditi della famiglia e si dividono per un coefficiente che sale all'aumentare della numerosità del nucleo
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Oltre alla revisione del Superbonus, pesantemente criticato dalla premier, Giorgia Meloni, e dal ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, nel decreto Aiuti quater c'è di più. Il luogo è proprio l'articolo che modifica l'incentivazione ai lavori di efficientamento energetico e anti-sismico, abbattendo tra le altre cose la detrazione al 90%. Lì si introduce una modalità di calcolo del reddito entro il quale si può beneficiare dell'agevolazione per le villette, che è potenzialmente gravido di conseguenze anche per l'impianto del sistema fiscale nel suo complesso.

Il nuovo parametro per calcolare il limite di reddito che consente di accedere alla detrazione per le abitazione unifamiliare fa debuttare un "quoziente familiare": questo sostituisce il riferimento solitamente impiegato per le agevolazioni fiscali, ovvero l'Isee.

Come funziona il nuovo parametro per calcolare il limite di reddito

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Oltre alla revisione del Superbonus, pesantemente criticato dalla premier, Giorgia Meloni, e dal ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, nel decreto Aiuti quater c'è di più. Il luogo è proprio l'articolo che modifica l'incentivazione ai lavori di efficientamento energetico e anti-sismico, abbattendo tra le altre cose la detrazione al 90%. Lì si introduce una modalità di calcolo del reddito entro il quale si può beneficiare dell'agevolazione per le villette, che è potenzialmente gravido di conseguenze anche per l'impianto del sistema fiscale nel suo complesso.

Il nuovo parametro per calcolare il limite di reddito che consente di accedere alla detrazione per le abitazione unifamiliare fa debuttare un "quoziente familiare": questo sostituisce il riferimento solitamente impiegato per le agevolazioni fiscali, ovvero l'Isee.

Come funziona il nuovo parametro per calcolare il limite di reddito

La norma, per quel che risulta dalla bozza entrata al Consiglio dei ministri, dettaglia infatti che il limite di reddito per i lavori agevolati nelle unifamiliari è di 15mila euro. Questo viene però calcolato in un modo innovativo. Si devono prendere i redditi registrati in famiglia nell'anno antecedente la spesa per l'efficientamento (nel dettaglio, i redditi "posseduti dal contribuente, dal coniuge del contribuente, dal soggetto legato da unione civile o convivente se presente nel suo nucleo familiare, e dai familiari, diversi dal coniuge, di cui all'articolo 12 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dal soggetto legato da unione civile o dal convivente, presenti nel suo nucleo familiare, che nell’anno precedente quello di sostenimento della spesa si sono trovati nelle condizioni previste nel comma 2 del medesimo articolo 12"). Una volta sommati, si dividono per un coefficiente determinato in base alla numerosità della famiglia. Se c'è un solo contribuente, il coefficiente è 1 e quindi si prende tutto il reddito. Con un coniuge o un soggetto legato per unione civile o un convivente, si aggiunge 1. Per un terzo membro del nucleo (un figlio, ad esempio) si aggiunge uno 0,5. Per due familiari "extra" si aggiunge un punto e per tre familiari o più se ne aggiungono due. Ecco la tabella contenuta nella bozza:

 

Numero di parti

Contribuente

1

    Se nel nucleo familiare è presente un coniuge, il soggetto legato da unione civile o la

    persona convivente

si aggiunge 1

Se nel nucleo familiare sono presenti familiari, diversi dal coniuge di cui all'articolo 12 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dal soggetto legato da unione civile o dal convivente, che nell’anno precedente quello di sostenimento della spesa si sono trovati nelle condizioni previste nel comma 2 del medesimo articolo 12, in numero pari a:

 

un familiare

si aggiunge 0,5

due familiari

si aggiunge 1

tre o più familiari

si aggiunge 2

Le conseguenze sul sistema fiscale

Di debutto si parla, dunque, ma potrebbe essere solo un primo passo. D'altra parte, il quoziente familiare è uno dei cardini sui quali Fdi vuole far ruotare la riforma complessiva dell'Irpef, che partirà per ora solo con una misura laterale come la Flat tax incrementale sugli aumenti di reddito dei lavoratori dipendenti o di quelli che non rientrano nel regime forfettario delle partite Iva. Il quoziente è stato inserito nel programma del partito della premier e confermato come obiettivo programmatico fin dal discorso d'insediamento al Parlamento.

L'esperto fiscale Maurizio Leo, ora viceministro al Tesoro, è da sempre sostenitore della misura. Nel 2010 porta la sua co-firma una proposta di legge di Antonio Pepe (PdL) che, insieme ad altre proposte di simile contenuto, delegava il governo a revisionare il sistema fiscale. Punto fermo: cambiare il soggetto passivo dell'imposta sui redditi delle persone fisiche, spostandolo dall'individuo alla famiglia. In sostanza, dietro opzione del contribuente e comunque con una clausola di salvaguardia onde evitare un inasprimento del prelievo, si delineava un meccanismo in linea con quello ora introdotto ai fini del Superbonus. La base imponibile si ottiene dal rapporto tra la somma dei redditi del nucleo familiare (nella proposta specifica, al netto degli oneri deducibili) e la somma dei coefficienti corrispondenti alla numerosità del nucleo familiare (e qui scattava qualche differenza tra le idee in campo). A quel punto l'imposta lorda si ottiene applicando le aliquote al quoziente ottenuto e moltiplicando l'importo per i componenti. La proposta aveva altri connotati: una riduzione dell'aliquota per le nuove famiglie (primi tre anni di matrimonio) e una revisione delle detrazioni per carichi di famiglia, per concentrarle ai nuclei con redditi inferiori a 80mila euro.

Su quest'ultimo aspetto è però, nel frattempo, intervenuto l'assegno unico al nucleo familiare. Da marzo a settembre, l'Inps ha erogato attraverso il nuovo istituto 8,9 miliardi a 9,3 milioni di figli (le attese iniziali erano per circa 11 milioni di ragazze e ragazzi). La consistenza dell'assegno è legata all'Isee, con un meccanismo di adeguamento all'inflazione che farà salire dal prossimo anno gli importi minimi (da 50 a 54 euro) e massimi (quasi 190 euro). Anche le soglie di Isee si adegueranno alla crescita dei prezzi, salendo dunque e ampliando le maglie d'ingresso nella misura. Non è comunque un mistero che anche sull'Indicatore del reddito equivalente - che fotografa l'insieme di redditi e patrimonio - ci sia la volontà del governo di intervenire, proprio per rendere l'assegno più pesante o comunque di allargare la platea dei beneficiari: l'idea, raccolta nei giorni scorsi dal Messaggero, è di far valere di meno gli immobili di proprietà nella determinazione dell'Isee, mentre ora incidono per un quinto circa del valore, oltre i 52mila euro.