MILANO - Per i dipendenti pubblici sarà più facile incassare la propria liquidazione. A partire dal primo febbraio l'Inps potrà anticipare ai lavoratori che dovessero lasciare il proprio impiego i soldi del loro Trattamento di fine rapporto (Tfr) o Trattamento i fine servizio (Tfs). Lo scrive oggi Il Messaggero citando una deliberazione adottata lo scorso 9 novembre dal consiglio di amministrazione dell'istituto.
Una piccola rivoluzione per il pubblico impiego visto che fino ad oggi i lavoratori che lasciavano il proprio posto avevano diritto subito a 50 mila euro ma poi per il resto erano costretti ad aspettare fino a cinque anni (o anche di più in caso di pensionamento anticipato). Unica alternativa, introdotta dal primo governo Conte, la convenzione con il sistema bancario che consentiva agli istituti di anticipare fino a 45 mila euro a fronte però del pagamento di interessi. Essendo però questi legati al rendimento dei titoli di Stato italiani, con l'incremento degli ultimi mesi anche gli interessi da corrispondere alle banche sono lievitati, rendendo questa opportunità più onerosa.
Si arriva quindi all'intervento dell'Inps. L'istituto L'Inps anticiperà la liquidazione ai dipendenti pubblici in pensione in attesa del Tfr-Tfs che ne faranno domanda a un tasso agevolato dell'1% a cui si aggiungerà un ulteriore 0,5% delle spese. Le risorse per l'anticipo saranno reperite nel Fondo Welfare che è alimentato con lo 0,35% delle retribuzioni dei lavoratori pubblici per prestazioni come borse di studio ai figli dei dipendenti, vacanze studio, iniziative sanitarie ecc. Il finanziamento arriverà ad esito della certificazione Tfr-Tfs prevista in massimo 75 giorni oltre ai tempi tecnici di istruttoria.
Le domande, riporta ancora Il Messaggero, potranno essere inviate soltanto online a e saranno accolte in ordine di presentazione, fino ad esaurimento risorse.