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Nuovo Btp Italia, ecco come funziona il titolo che ci difende dall'inflazione

Lunedì 14 parte il collocamento: rendimenti, durata e indicizzazione ai raggi X. Il meccanismo pensato per i risparmiatori individuali, con premio di fedeltà per chi lo tiene fino a scadenza
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MILANO - Diciotto emissioni - con quella che sta per partire - dieci anni dalla prima esperienza, un titolo che ha difeso piuttosto bene i risparmiatori e che, negli ultimi tempi, ha fatto sognare quelli che li avevano sottoscritti, con cedole annuali che per il 2022 hanno sfiorato rendimenti del 10% lordo. Per il nuovo Btp Italia, in collocamento da lunedì e fino a mercoledì per i risparmiatori individuali e i family office (ma con la possibilità che ci sia una chiusura anticipata) si avvicina il nuovo appuntamento con i tanti investitori alla ricerca di una protezione dall'inflazione.

Il calendario dell'emissione

Le sottoscrizioni del nuovo Btp Italia partono il 14 mattina, vanno avanti il 15 e il 16 per il pubblico indistinto (risparmiatori individuale e family office) e si concludono alle 13 del 17 novembre. La mattina di giovedì però è riservata agli operatori professionali. Non è escluso che il Mef decida però di …

MILANO - Diciotto emissioni - con quella che sta per partire - dieci anni dalla prima esperienza, un titolo che ha difeso piuttosto bene i risparmiatori e che, negli ultimi tempi, ha fatto sognare quelli che li avevano sottoscritti, con cedole annuali che per il 2022 hanno sfiorato rendimenti del 10% lordo. Per il nuovo Btp Italia, in collocamento da lunedì e fino a mercoledì per i risparmiatori individuali e i family office (ma con la possibilità che ci sia una chiusura anticipata) si avvicina il nuovo appuntamento con i tanti investitori alla ricerca di una protezione dall'inflazione.

Il calendario dell'emissione

Le sottoscrizioni del nuovo Btp Italia partono il 14 mattina, vanno avanti il 15 e il 16 per il pubblico indistinto (risparmiatori individuale e family office) e si concludono alle 13 del 17 novembre. La mattina di giovedì però è riservata agli operatori professionali. Non è escluso che il Mef decida però di concludere in anticipo il collocamento al retail (se la domanda fosse troppo alta) limitando gli ordini alla sera del 15: in tal caso la decisione sarà comunicata (al più tardi) entro le 13 di martedì. In sostanza, solo il 14 e il 15 si ha la certezza matematica di ottenere i titoli richiesti (tutti, non è previsto riparto, per cui il quantitativo domandato dal risparmiatore sarà anche quello aggiudicato dal Tesoro).

Qualche giorno dopo, il 22 novembre, ci sarà il cosiddetto "regolamento", cioè i titoli verranno materialmente pagati dai sottoscrittori. Sempre il 22 novembre scattano i conteggi per le cedole e, tra sei anni, il titolo arriverà a scadenza. Per i risparmiatori individuali il taglio minimo è di mille euro (e multipli), per gli investitori professionali si parte da 100 mila.

Come funziona il Btp Italia

Il Buono in collocamento ha durata sei anni (per l'emissione precedente era stata scelta la scadenza di otto anni): una scadenza non ravvicinata (altri Btp Italia sono stati quadriennali) ma nemmeno troppo lunga. Durante tutto il periodo di vita del titolo, il Btp Italia restituirà ai sottoscrittori l'inflazione (calcolata secondo l'indice Foi esclusi i tabacchi) e in più darà la cedola reale, cioè quel tasso che per questa emissione è stato indicato all'1,6% annuo lordo e che verrà confermato - o alzato  - la mattina di giovedì, prima che parta il collocamento del titolo presso gli investitori istituzionali.

In questi sei anni l'inflazione - auspicabilmente, per il paese e per le casse dello Stato - dovrebbe avere una china discedendente. Non certo di deflazione, ma di rallentamento sì. La Bce si sta battendo molto, facendo salire molto i tassi, proprio per ottenere questo risultato. Ma in realtà le evoluzioni delle dinamiche macro-economiche negli anni sono difficili da stimare, anche per gli operatori e per le stesse autorità monetarie.

Ci sono comunque strumenti che "misurano" quello che gli operatori finanziari stimano che succederà e si chiamano Zero coupon Inflation swaps. In sintesi, questi strumenti ci dicono che a sei anni l'inflazione stimata è intorno al 2,5%. E già tra un anno è intorno al 5,5%. Ben più contenuta dunque del valore attuale.

Il vantaggio, per i risparmiatori, è che comunque vada - secondo i desideri della Bce, secondo le aspettative di mercato o una via di mezzo - il suo Btp Italia registrerà ogni sei mesi - con un piccolo sfasamento temporale di un mese rispetto alla cedola - la fotografia dell'inflazione. Anche in rallentamento, se resta positiva fa scattare il "bonus". E' un po' come una macchina lanciata in autostrada a 130 all'ora; se poi rallenta - anche fino a 60 - continua comunque a macinare chilometri, sebbene lo faccia in maniera più lenta. La stessa cosa succederà alla cedola del Btp Italia. Che ha anche un'altra protezione: in caso di deflazione, cioè di prezzi che diminuiscono in valore assoluto, il titolo continua a pagare gli interessi (la cedola reale) e il capitale non viene eroso, a differenza di quanto accade con altri strumenti legati all'inflazione.

Però in prospettiva le cedole "strabilianti" del Btp Italia del 2022 sono destinate a ridimensionarsi. Un bene anche per le casse dello Stato, che già così hanno visto lievitare fino a 11 miliardi di extra costi gli interessi aggiuntivi sui titoli di Stato per l'anno in corso (in larga misura proprio per i titoli indicizzati all'inflazione). E, considerando l'intero arco di vita, è possibile che il rendimento complessivo di un Btp Italia non si discosti troppo da quello di un Btp "tradizionale" di pari durata: se l'inflazione dovesse rallentare moltissimo, è anche possibile che in alcuni semestri il rendimento del Btp Italia sia inferiore a quello dei titoli a tasso fisso e senza indicizzazione.

Il Btp in Borsa

Il Btp Italia è stato studiato appositamente (anche se non esclusivamente) per i cosiddetti "cassettisti", i risparmiatori che comprano il titolo all'emissione e lo tengono in portafoglio fino alla scadenza. Ma questo non significa che non possa essere venduto prima - perdendo il premio fedeltà dello 0,8% - in Borsa, attraverso il circuito Mot, dove sono quotati tutti i titoli di Stato (e moltissime obbligazioni). Nell'intero arco di vita del titolo, le fluttuazioni di prezzo sono costanti. E per quanto il Btp Italia sia molto più stabile dei suoi cugini a tasso fisso, qualche variazione di prezzo c'è (per esempio il Btp che scade nell'ottobre del '27, quello che ha la quotazione più bassa, vale circa 96,5 rispetto a un prezzo di emissione di 100).

Le ragioni tecniche che portano il prezzo a scendere sono legate alle aspettative di inflazione, ma l'effetto è piuttosto semplice: la protezione dalle oscillazioni di mercato c'è - basti pensare a quanto hanno perso gli altri Btp - ma non è totale. Una considerazione da tener presente nel momento in cui si sottoscrive il titolo: solo mantenendolo fino alla scadenza si ha la certezza matematica di riprendere il capitale investito.