Londra perde anche il primato della Borsa: ora è Parigi la prima piazza finanziaria d'Europa
dal nostro corrispondente Antonello Guerrera , dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Se le brutte notizie non erano abbastanza per l’economia e la finanza britanniche già fiaccate da inflazione, spread e il recente disastro dell’ex prima ministra Liz Truss, ne è appena giunta un’altra decisamente poco confortante. Perché Londra ha perso per la prima volta - da quando viene rilevato nel 2003 - il primo posto del mercato azionario di maggior valore europeo, a scapito di Parigi.
Uno smacco pesante per il Regno Unito post Brexit. Ma i numeri sono quelli che sono. E sono impietosi. Il mercato azionario francese, infatti, ora vale 2823 miliardi di euro contro i 2821 di quello britannico, secondo uno studio di Bloomberg. E pensare che nel 2016, anno del referendum che ha sancito la Brexit, Londra era avanti di 1500 miliardi rispetto a Parigi che sono stati dilapidati, dunque, in soli sei anni. A pagare soprattutto le medie imprese quotate e che operano in Uk: il relativo indice FTSE 250 …
LONDRA - Se le brutte notizie non erano abbastanza per l’economia e la finanza britanniche già fiaccate da inflazione, spread e il recente disastro dell’ex prima ministra Liz Truss, ne è appena giunta un’altra decisamente poco confortante. Perché Londra ha perso per la prima volta - da quando viene rilevato nel 2003 - il primo posto del mercato azionario di maggior valore europeo, a scapito di Parigi.
Uno smacco pesante per il Regno Unito post Brexit. Ma i numeri sono quelli che sono. E sono impietosi. Il mercato azionario francese, infatti, ora vale 2823 miliardi di euro contro i 2821 di quello britannico, secondo uno studio di Bloomberg. E pensare che nel 2016, anno del referendum che ha sancito la Brexit, Londra era avanti di 1500 miliardi rispetto a Parigi che sono stati dilapidati, dunque, in soli sei anni. A pagare soprattutto le medie imprese quotate e che operano in Uk: il relativo indice FTSE 250 ha perso infatti circa il 17% solo negli ultimi 12 mesi.
L'effetto Brexit e il flop della sterlina
La Brexit è certamente una delle cause di questo declino apparentemente inesorabile. “Dal referendum del 2016”, spiega alla Bbc Russ Mould di AJ Bell investors, “l’indice CAC-40 di Parigi è cresciuto del 47% contro il 16% del londinese FTSE 100”, ossia quello delle principali aziende quotate nella capitale britannica. Ma ci sono altre ragioni, come la sterlina decisamente indebolita negli ultimi tempi che ha fiaccato soprattutto le aziende più piccole e l’importazione di beni e materie prime, l’incombente recessione che secondo Bank of England potrebbe durare oltremanica fino al 2024 (sarebbe il record dagli anni Venti) e i tassi di interesse saliti vertiginosamente nel Regno Unito negli ultimi tempi, dopo i disastrosi 43 giorni al potere dell’ex prima ministra Liz Truss.
La quale con le sue politiche ultra-liberiste e di tagli di tasse ai ricchi in un momento di congiuntura estremamente negativa di alta inflazione e costi energetici alle stelle, ha causato appunto il flop della sterlina, l’aumento stellare di interessi di mutui e prestiti, il crack dei fondi pensione sventato solo all’ultimo momento proprio da Bank of England e complessivamente un buco di almeno 50 miliardi che ora il successore Rishi Sunak e il suo cancelliere dello Scacchiere, Jeremy Hunt, dovranno colmare con una manovra lacrime e sangue che sarà presentata dopodomani. Come riporta la Bbc, per esempio le azioni della catena di pub britannica Mitchells and Butlers hanno perso il 37% negli ultimi 12 mesi, la società di scommesse “888” addirittura il 70% e una importante catena di negozi e supermercati come Marks & Spencer il 40%.
Ma un’altra causa del sorpasso di Parigi è il grande scatto in avanti del lusso francese, che ha fornito la spinta decisiva per arrivare al primo posto. Finita l’emergenza pandemica, infatti, marchi come Louis Vuitton (Lvmh) e Hermès sono cresciuti rispettivamente del 22% e del 37%, perché i cinesi sono tornati a spendere. Prima che arrivasse il Covid, rappresentavano difatti il 35% della domanda mondiale di oggetti di lusso. Ma il Regno Unito ha problemi ancora più profondi. Incrociando le stime di Fmi e Bank of England, Londra sarà l’unico Paese G7 a sprofondare nei prossimi mesi in una recessione così lunga e allo stesso tempo subire un’inflazione ancora così alta. Mentre nel G20, va peggio solo la sanzionatissima Russia. Ieri Michael Saunders, ex consigliere della Banca d’Inghilterra, ha dichiarato a Bloomberg che “la Brexit ha lasciato danni permanenti all’economia britannica, ha eroso gli investimenti e mozzato le prospettive di crescita”.
L’anno scorso, invece, anche Amsterdam aveva superato la City di Londra in un’altra classifica, diventando a inizio 2021 il principale hub di mercato azionario in Europa e guadagnando molto terreno anche nei derivati. A gennaio 2021 infatti la borsa di Amsterdam aveva trattato 9,2 miliardi di euro in azioni al giorno sulle piattaforme Euronext Amsterdam e le olandesi CBOE Europe e Turquoise, il quadruplo rispetto a dicembre 2020. Londra invece era crollata a 8,6 miliardi al giorno, mentre la media fino alla fine del 2020 era addirittura di 17,5 miliardi di euro quotidiani. Una perdita, quindi, superiore al 50%.