Fringe benefit a tremila euro, Gay (Confindustria): "Così servono a poco, si scaricano altri oneri sulle aziende"
di Valentina Conte , di Valentina ConteROMA - "Occorre che la manovra non diventi uno strumento per fare tante cose con poco impatto. Le priorità in questo momento sono l'energia, il cuneo fiscale, i conti pubblici e gli investimenti". Marco Gay, presidente di Confindustria Piemonte, invita il governo a non disperdere risorse. "Il momento è di estrema emergenza".
Presidente, siete preoccupati?
"Con un debito pubblico al 145% e una bolletta che solo per le imprese piemontesi quest'anno è salita da 560 milioni a 5,8 miliardi e a livello nazionale a 110 miliardi, possiamo parlare di shock. Bisogna accelerare sul Pnrr: mettere a terra le risorse. E dotarci di una visione strategica di politica industriale per i prossimi decenni che incroci le transizioni. Siamo ancora dentro pandemia e guerra, ma non possiamo muoverci solo per emergenze e con i bonus".
Cosa ne pensa del taglio del cuneo fiscale? Un terzo dovrebbe andare alle aziende?
"Le imprese pagano due terzi…
ROMA - "Occorre che la manovra non diventi uno strumento per fare tante cose con poco impatto. Le priorità in questo momento sono l'energia, il cuneo fiscale, i conti pubblici e gli investimenti". Marco Gay, presidente di Confindustria Piemonte, invita il governo a non disperdere risorse. "Il momento è di estrema emergenza".
Presidente, siete preoccupati?
"Con un debito pubblico al 145% e una bolletta che solo per le imprese piemontesi quest'anno è salita da 560 milioni a 5,8 miliardi e a livello nazionale a 110 miliardi, possiamo parlare di shock. Bisogna accelerare sul Pnrr: mettere a terra le risorse. E dotarci di una visione strategica di politica industriale per i prossimi decenni che incroci le transizioni. Siamo ancora dentro pandemia e guerra, ma non possiamo muoverci solo per emergenze e con i bonus".
Cosa ne pensa del taglio del cuneo fiscale? Un terzo dovrebbe andare alle aziende?
"Le imprese pagano due terzi dei contributi previdenziali e un terzo sono a carico del lavoratore. Chiedere un terzo dei benefici, in un rapporto inverso, non mi sembra sbagliato. Prima si comincia e meglio è, anche dal 2023. Il costo del lavoro in Italia è troppo alto e insostenibile".
Alzare il tetto ai fringe benefit aiuta? O meglio detassare il salario di produttività?
"Tutto ciò che serve a migliorare il potere d'acquisto dei lavoratori, falcidiato dall'inflazione, è benvenuto. Ma i fringe benefit riguardano solo il 17% dei dipendenti, così serve a poco. E la ricchezza, prima di distribuirla, deve essere prodotta. L'azienda non può sobbarcarsi ulteriori oneri in questo momento di estrema difficoltà. Non si possono scaricare sulle imprese anni di scelte non fatte, sul piano della sicurezza energetica e degli investimenti".
Eppure nel governo si discute di flat tax incrementale e di Quota 41 per anticipare la pensione.
"Lasciamo stare il libro dei desideri per ora. Ci sarà tempo per fare tutto, anche realizzare le promesse elettorali. Ora però è il momento di tenere in sicurezza i conti del Paese, razionalizzare la spesa pubblica e impiegarla laddove può essere più produttiva. Imprese e lavoratori italiani hanno avuto una capacità di reazione straordinaria che ha permesso all'Italia di fare un balzo nel Pil dopo il primo anno di Covid. Non rallentiamo questo slancio, concentriamoci sulle priorità: energia, conti, cuneo fiscale e investimenti".
Come giudica un possibile rialzo della tassa sugli extraprofitti?
"Se c'è una legge, va rispettata. Ma deve essere scritta col buonsenso. Le imprese non si sono mai tirate indietro, ma non può essere la soluzione".