Pensioni, quota 41 con limite d'età. Bombardieri (Uil): "Sembra il Lotto, serve una vera riforma"
di Giuseppe Colombo , di Giuseppe Colombo“Il governo non può pensare di cavarsela con i fringe benefit, ai lavoratori bisogna dare un segnale vero: la manovra deve prevedere la detassazione della tredicesima”. È il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri a bocciare la linea del governo sugli aiuti ai lavoratori e a sollecitare un intervento urgente nella legge di bilancio. E alla premier Giorgia Meloni chiede anche di introdurre una condizionalità nei sostegni alle imprese: “È arrivata l’ora di dire basta agli aiuti indistinti per tutte le imprese”.
Segretario, Meloni ha definito i premi esentasse “una tredicesima detassata”. La convince questa definizione?
"Assolutamente no. I fringe benefit riguardano una piccolissima parte dei lavoratori e mettono in discussione la contrattazione di secondo livello. I bonus non servono e non basta intervenire con un premio aziendale di Natale. Serve una vera detassazione della tredicesima".
…“Il governo non può pensare di cavarsela con i fringe benefit, ai lavoratori bisogna dare un segnale vero: la manovra deve prevedere la detassazione della tredicesima”. È il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri a bocciare la linea del governo sugli aiuti ai lavoratori e a sollecitare un intervento urgente nella legge di bilancio. E alla premier Giorgia Meloni chiede anche di introdurre una condizionalità nei sostegni alle imprese: “È arrivata l’ora di dire basta agli aiuti indistinti per tutte le imprese”.
Segretario, Meloni ha definito i premi esentasse “una tredicesima detassata”. La convince questa definizione?
"Assolutamente no. I fringe benefit riguardano una piccolissima parte dei lavoratori e mettono in discussione la contrattazione di secondo livello. I bonus non servono e non basta intervenire con un premio aziendale di Natale. Serve una vera detassazione della tredicesima".
I soldi però sono pochi.
"Si possono trovare più soldi aumentando la tassa sugli extraprofitti, che va portata al 35% e applicata anche ai settori non energetici. Così si possono recuperare circa 14 miliardi all’anno da destinare a un taglio del cuneo in favore dei lavoratori. Il problema è che l’intervento sugli extraprofitti è scomparso dall’agenda del governo, aspettiamo notizie".
"Se venisse confermato questo schema sarebbe un grande problema. Il taglio del cuneo deve andare tutto ai lavoratori. Il governo deve introdurre un criterio di condizionalità: non si possono più dare aiuti a tutte le aziende perché non tutte si comportano allo stesso modo. Non si devono aiutare le imprese che licenziano o che non rispettano i contratti".
Confindustria non sarà felicissima di questa proposta.
"Prendo per positivo il fatto che Confindustria, come noi, ha detto che bisogna intervenire sul cuneo. Parliamone".
La manovra servirà soprattutto a finanziare misure contro il caro bollette. Non serve anche qui una selettività per aiutare di più le famiglie più povere?
"Indubbiamente bisogna dare una mano più forte a chi è più in difficoltà. Bisogna aprire una discussione complessiva, speriamo in tempi brevi".
Proclamerete lo sciopero se la manovra dovesse restare quella che sta emergendo in queste ore?
"Le mobilitazioni le facciamo, non le programmiamo. Valuteremo il merito delle proposte e ci confronteremo con Cgil e Cisl".
Pochi soldi anche per le pensioni, lo schema è quota 41 con un paletto anagrafico. Non può bastare per una transizione di un anno?
"È un errore fare piccoli aggiustamenti che non danno mai certezze a chi va in pensione. Le combinazioni di queste ore sembrano giocate al Lotto. Per noi serve una riforma strutturale, con una pensione di garanzia per i giovani e maggiore tutela per le lavoratrici".