Visco avverte sull'inflazione: "Non si elimina con salari più alti. Sui tassi possibile approccio meno aggressivo"
di Giuseppe Colombo , di Giuseppe ColomboContinuità sulle riforme e sugli investimenti del Pnrr, prudenza e responsabilità nella gestione delle finanze pubbliche. È un doppio messaggio quello che il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco consegna al governo impegnato in queste ore nella messa a punto della legge di bilancio e in un check della tabella di marcia del Piano di ripresa e resilienza. E nel giorno in cui l'Istat certifica il dato dell'inflazione di ottobre (+11,8%), ai massimi dal 1984, Visco avverte anche sulla necessità di evitare di fronteggiare la crescita dei prezzi con un aumento dei salari. L'inflazione "è una tassa sulla nostra economia che non è possibile rinviare al mittente e che non può essere eliminata attraverso vane rincorse tra prezzi e salari", dice il governatore in un passaggio della lectio magistralis alla Camera dei deputati in occasione del ciclo di incontri dedicati a Ugo La …
Continuità sulle riforme e sugli investimenti del Pnrr, prudenza e responsabilità nella gestione delle finanze pubbliche. È un doppio messaggio quello che il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco consegna al governo impegnato in queste ore nella messa a punto della legge di bilancio e in un check della tabella di marcia del Piano di ripresa e resilienza. E nel giorno in cui l'Istat certifica il dato dell'inflazione di ottobre (+11,8%), ai massimi dal 1984, Visco avverte anche sulla necessità di evitare di fronteggiare la crescita dei prezzi con un aumento dei salari. L'inflazione "è una tassa sulla nostra economia che non è possibile rinviare al mittente e che non può essere eliminata attraverso vane rincorse tra prezzi e salari", dice il governatore in un passaggio della lectio magistralis alla Camera dei deputati in occasione del ciclo di incontri dedicati a Ugo La Malfa. La linea della Banca d'Italia resta quella indicata da quando i prezzi sono iniziati a salire in modo repentino: interventi mirati e temporanei per le famiglie e per le imprese più colpite. E questo perché - ricorda Visco - l'inflazione pesa di più sulle famiglie più povere, quelle che spendono una parte consistente del proprio reddito per l'acquisto di beni alimentari e per pagare le bollette, ma anche sulle imprese che registrano un'erosione della competitività.
Visco evidenzia la natura energetica della fiammata dei prezzi, con quasi 2/3 dell'aumento registrato nell'ultimo anno che è legato proprio ai rincari dell'energia, direttamente o attraverso gli effetti sui costi di produzione. Una crescita che - sottolinea - è stata in gran parte imprevista e che deve prendere atto degli "errori" commessi sulle previsioni non come "un esercizio post mortem", ma come guida per le decisioni di politica monetaria che "si renderanno necessarie" nei prossimi mesi. Il governatore si dice d'accordo con il rialzo dei tassi deciso dalla Banca centrale europea, soprattutto per contenere il rischio di una spirale prezzi-salari che amplificherebbe l'impatto negativo dell'inflazione, e si dice anche fiducioso sul fatto che la crescita dei prezzi si riporti sull'obiettivo del 2% entro la fine del 2024. L'azione restrittiva è necessaria - è il ragionamento - ma aggiunge anche che "le ragioni per attuare un approccio meno aggressivo stanno guadagnando terreno". La sintesi è la necessità di trovare "un giusto equilibrio" tra il rischio che l'inflazione resti elevata troppo a lungo e quello che il peggioramento del quadro economica "finisca per ricondurre la crescita dei prezzi nel medio periodo al di sotto dei valori coerenti con l'obiettivo" del 2 per cento.
Nella strategia per contrastare l'inflazione un accento viene posto sulla prudenza da adottare sui salari. La dinamica salariale in Italia è rimasta moderata, con una crescita delle retribuzioni contrattuali che nel terzo trimestre è salita all'1,2%, al netto dei bonus, con un piccolo aumento dall'inizio dell'anno che è derivato soprattutto dal rinnovo dei contratti in alcuni comparti della Pubblica amministrazione. La media dell'area euro, invece, ha registrato una crescita delle retribuzioni pari al 2,8% ad agosto (ultimo dato disponibile) rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. "La dinamica del costo del lavoro - aggiunge Visco - si rafforzerebbe negli ultimi mesi di quest’anno e nel 2023 per la parziale compensazione della perdita di potere di acquisto dei lavoratori e per gli aumenti connessi in alcuni Paesi con gli incrementi dei salari minimi". Al momento non ci sono segnali di una rincorsa tra i prezzi e i salari, ma i rischi "restano significativi" e proprio per questo Visco ribadisce che l'azione della politica monetaria deve proseguire nella direzione intrapresa. La partita si gioca in Europa, ma anche in Italia. E qui si inserisce il messaggio al governo: gli aiuti contro il caro bollette alle famiglie e alle imprese devono essere "mirati e temporanei", ma "possibilmente non tra generazioni attraverso slittamenti continui nel consolidamento del debito pubblico". Niente spese folli, ma "prudenza e responsabilità". Lo strumento: il Pnrr. "Non si può che procedere con continuità con le riforme e gli investimenti così che il potenziale di crescita tragga vantaggio dalle risorse oggi disponibili per il Piano nazionale di ripresa e resilienza", dice ancora Visco. Un indirizzo chiaro nelle ore in cui il governo Meloni valuta la possibilità di modificare il Piano.