Economia

Manovra, sale il taglio del cuneo per redditi sotto 20mila euro. Pensioni, Durigon conferma Quota 103

Il sottosegretario Durigon
Il sottosegretario Durigon (ansa)
Maggioranza al lavoro sulla legge di Bilancio. Salvini: "C'è accordo su tutto. Al lavoro per vedere di fermare aumenti multe stradali". Il sottosegretario sulla previdenza: "Poi riforma complessiva"
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Governo Meloni al lavoro per la Manovra per il 2023, con il passaggio previsto in Consiglio dei ministri lunedì almeno per quanto riguarda il Documento programmatico di bilancio.

Sul cuneo fiscale si va verso una replica del taglio di 2 punti per i redditi fino a 35mila euro, già introdotto dal governo Draghi, mentre è allo studio di incrementarlo fino a 3 punti, ma solo per le fasce più fragili, quelle con un reddito inferiore a 20mila euro. E' quanto filtra da fonti governative. Sulla flat tax, invece, resterebbe confermato l'aumento della soglia (da 65 a 85mila euro) per autonomi e partite Iva, mentre sembra perdere quota l'ipotesi di introdurre anche una flat tax incrementale.

Pensioni, Durigon: "Quota ponte a 41 anni di contributi e 62 di età"

Alla vigilia, il sottosegretario al lavoro leghista, Claudo Durigon, conferma l'impianto sulla previdenza. "Proporremo una quota ponte che è quota 41, che inizia con un paletto degli anni. E' necessario perché un riforma pensionistica strutturale così complessa, con tanti sistemi di fuoriuscita, credo vada messa a regime con un confronto". Parlando a SkyTg24, dunque, precisa che per ora "abbiamo creato questa formula di 41 e 62", in riferimento agli anni rispettivamente di contributi e anagrafici per uscire dal lavoro. "Fare le cose di fretta avrebbe portato degli errori", aggiunge, pur ribadendo che serve una "riforma pensionistica complessiva che lanci definitivamente quota 41" e "ci prendiamo l'anno successivo per pensare questa norma insieme alle parti sociali".

La differenza è sostanziale: quota 41 farebbe lasciare il proprio posto di lavoro al raggiungimento dei 41 anni di contributi, indipendentemente dall'età. Senza paletti anagrafici, però, la misura costa troppo per una legge di Bilancio che - dei 30 miliardi o poco più di valore complessivo sui quali si ragiona - ne deve destinare ancora 21 al caro-bollette. Lo stesso Durigon, intervistato da Repubblica,aveva chiarito nei giorni scorsi che senza limiti di età soltanto il primo anno la misura costerebbe 4 miliardi di euro e la cifra sarebbe destinata a crescere fino a quasi 10 miliardi nel 2029.

Introducendo ila paletto anagrafico di 62 anni (la cui somma con 41 porta alla famosa quota 103, che sostituirà la 102 di qust'anno e la passata quota 100) si restringe la platea dei possibili beneficiari a 40-50 mila persone. Nelle stime che l'Inps ha fornito al Tesoro quota 41 con 61 anni costerebbe a regime, cioè a partire dal terzo anno, 7,6 miliardi, l'opzione 62+41 6 miliardi, e un'ipotetica quota 104, cioè 63 anni più 41 di contributi, 5 miliardi.

Oltre alla materia previdenziale, il menu è vasto e deve comportare delle scelte all'interno della maggioranza.

Le misure saranno limate fino al loro ingresso in Consiglio dei ministri, previsto per domani pomeriggio. Il governo è a lavoro con i tecnici e non si esclude una riunione politica domani per fare il punto della situazione su un pacchetto di misure che potrebbero essere definite nel dettaglio anche dopo il varo del documento che rappresenterà la cornice che conterrà i provvedimenti della nuova legge di bilancio. Tra le misure quella sull'azzeramento dell'Iva per i generi alimentari di prima necessità come pane, pasta e latte: una misura ancora in fase di valutazione e considerata poco incisiva per i numeri poco significativi, ma di grande impatto - si ragiona in ambienti parlamentari - verso i cittadini. Al vaglio anche la misura sugli extraprofitti delle grandi aziende energetiche (con l'innalzamento della tassazione dal 25 fino al 33 per cento). Dato quasi per scontato l'esaurimento del reddito di cittadinanza per gli occupabili nei prossimi 6 mesi. A

"C'e assolutamente accordo su tutta la manovra, stiamo lavorando anche su altri dettagli. Se riuscissimo ad azzerare l'Iva sui beni di prima necessità e infanzia sarebbe un bel segnale", ha detto il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, a margine del congresso provinciale della Lega a Treviglio (Bergamo). Gli interventi da lui citati: "Fermare la Legge Fornero, avviare quota 41, alzare la Flat tax almeno agli 85mila per arrivare a 100mila, rottamare milioni di cartelle esattoriali - ha concluso il ministro - e tagliare un pò di sprechi del reddito di cittadinanza".

Salvini, infine, ha detto di esser al lavoro sulle multe stradali, che dal prossimo anno rischiano di esser adeguate all'inflazione con maxi-rincari: "C'è un altro tema di queste ultime ore che riguarda l'aumento delle multe stradali, legato a un automatismo del codice della strada. Sto lavorando per capire se é possibile bloccare anche questi aumenti". I tecnici, fanno sapere fonti del dicastero di Porta Pia, stanno studiando il dossier.