MILANO - Giornata in calo per le Borse europee. In attesa di una maggiore chiarezza sulle prossime mosse delle banche centrali dai verbali delle riunioni della Fed e della Bce che saranno pubblicati in settimana, gli inidici terminano tutti in calo, con Milano che fa peggio di tutte penalizzata dallo stacco delle cedole.
La preoccupazione per i mercati alla ripartenza degli scambi arriva da Shijiazhuang, città da 11 milioni di abitanti a 300 chilometri da Pechino. Quella che doveva essere la frontiera della riapertura dopo i mesi della politica zero-Covid, sta già cambiando rotta: si diceva che lì si sarebbe sperimentato un allentamento delle misure per tornare alla vita normale, pure colta con grande preoccupazione dagli abitanti. E invece a pochi giorni di distanza arriva la sospensione dell'attività di scuole e università e l'invito alla popolazione di non uscire. Ciò si aggiunge alla segnalazione di qualche decesso per Covid che torna dunque ad agitare la Cina. Sul finale, l'indice composito di Shanghai scivola dello 0,4% a 3.085,04 punti mentre l'Hang Seng di Hong Kong perde l'1,9% a 17.655,91 punti.
Le Borse europee chiudono in calo
Chiusura negativa per le Borse europee. Il Cac di Parigi cede lo 0,15% a 6.634,45 punti, il Dax tedesco segna -0,36% a 14.379,53 punti e il Ftse 100 di Londra rallenta dello 0,08% a 7.379,50 punti. Segno positivo invece, in controtendenza, per l'Ibex di Madrid che termina la seduta a +0,81% a 8.193,32 punti.
Wall Street apre contrastata
Apertura contrastata per Wall Street. Il Dow Jones avanza dello 0,20%, il Nasdaq cede lo 0,49% e lo S&P 500 cala dello 0,28%.
In evidenza il titolo di Disney (+9,30%) dove Bob Iger torna come amministratore delegato a meno di un anno dal suo addio.
Milano amplia il calo, -1%
La Borsa di Milano approfondisce il ribasso nella seduta odierna di contrattazioni. L'indice Ftse Mib a Piazza Affari segna in questo momento -1,02%. Pesa sempre lo stacco delle cedole per un -0,68%.
Ocse, Pil terzo trimestre +0,4%. Italia rallenta ma è positiva
Il Pil dell'area Ocse è aumentato dello 0,4% nel terzo trimestre del 2022 rispetto allo scorso trimestre, secondo le stime provvisorie. I tassi di crescita sono rimasti deboli negli ultimi tre trimestri. Tra i Paesi del G7, nel periodo il Pil è cresciuto dello 0,6% negli Stati Uniti, dopo le contrazioni dei due trimestri precedenti. La crescita è aumentata anche in Germania (allo 0,3%, rispetto allo 0,1% del trimestre precedente), ma è rallentata in Italia (0,5%, rispetto all'1,1%), Canada (0,4%, rispetto allo 0,8%) e Francia (0,2%, rispetto allo 0,5%). Il Pil è diminuito in Giappone (-0,3%, rispetto alla crescita dell'1,1% del trimestre precedente) e nel Regno Unito (-0,2%, rispetto alla crescita dello 0,2%).
Prezzi alla produzione tedeschi scendono inaspettatamente. Borse deboli
I mercati azionari europei procedono in ribasso, per le preoccupazione degli investitori per possibili future strette monetarie e l'andamento dell'economia. L'indice DAX in Germania perde lo 0,39% a 14,376.27 punti, il CAC 40 francese scende dello 0,13% a 6.635.60, il FTSE 100 nel Regno Unito è poco sotto la parità (-0,04%) a 7.382,70 punti. Il listino peggiore è quello di Milano che arretra dello 0,68% a 24.482,00 punti. Che, però, è proprio l'effetto atteso dallo stacco delle cedole.
I prezzi alla produzione tedeschi sono scesi inaspettatamente nel mese di ottobre, con un calo del 4,2% sul mese, rispetto alle aspettative di un aumento dello 0,9%. Il dato è positivo ma resta il fatto che l'inflazione dell'Eurozona ha superato il 10% alla fine del mese scorso, rispetto al 9,9% di settembre. La presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, ha dichiarato venerdì che i tassi di interesse dovranno essere alzati a livelli tali da limitare l'espansione economica per combattere l'inflazione. C'è attesa quindi per i verbali della riunione della Bce e della Fed che forniranno ai mercati ulteriori indicazioni sulle prospettive dei tassi di interesse.
Borse europee, partenza debole. Milano -0,6% con stacco cedole
Partenza debole per le Borse europee, Milano compresa: Piazza Affari apre in calo con diversi big che staccano la cedola. Nei primi scambi il Ftse Mib cede lo 0,64% a 24.524 punti. E' grossomodo il valore dello stacco delle cedole, -0,68%, quindi Piazza Affari sarebbe invariata.
Apertura poco mossa per lo spread tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi. Il differenziale si è collocato a 188 punti, contro i 189 della chiusura di venerdì. Il tasso dei Buoni italiani si attesta al 3,890%.
Tra le materie prime, il petrolio è in calo. Il prezzo del greggio Wti del Texas è a 79,86 dollari al barile, in discesa dello 0,31%. Il prezzo del Brent del mare del Nord è a 87,21 dollari al barile, a meno 0,47%. Il prezzo europeo del gas è discesa. Sul mercato olandese la quotazione al TTF ha aperto a 111 euro al Megawattora (MWh), in calo dai 115 della chiusura della settimana scorsa. Al momento la quotazione gira a 113,5 euro al MWh.
Wall Street, future in rosso. Settimana corta in vista
Future in calo a Wall Street dopo la chiusura positiva di venerdì scorso. I mercati sono deboli e incerti a inizio settimana in previsione dello stop anticipato per le festività del Thanksgiving day giovedì e per il Black Friday venerdì, e in attesa dei verbali delle ultime riunioni della Fed. I future del Dow Jones cedono lo 0,21%, quelli del Nasdaq arretrano dello 0,20% e quelli dell'S&P 500 registrano una flessione dello 0,24%.
Criptovalute, FTX deve 3,1 miliardi ai cinquanta maggiori creditori
Ftx, la piattaforma per lo scambio di criptovaluta fallita per crisi di liquidità all'inizio del mese, deve ai suoi 50 maggiori creditori almeno 3,1 miliardi di dollari. Lo scrive il Washington Post, citando nuovi documenti processuali. L'importo più alto da restituire è di 226 milioni di dollari. Ci sono anche 10 creditori che vantano crediti per almeno 100 milioni di dollari. Tra le società che hanno investito in Ftx BlackRock, Sequoia Capital, Tiger Global e il fondo pensionistico Ontario Teachers' Pension Plan.
Cina, la Banca centrale lascia invariati i tassi
La banca centrale cinese ha lasciato invariati i tassi di riferimento per il terzo mese consecutivo, in quanto l'indebolimento dello yuan e i persistenti deflussi di capitale hanno continuato a limitare la capacità di Pechino di allentare le condizioni monetarie per sostenere l'economia. Come previsto, il tasso di riferimento per i prestiti a un anno (Lpr) è rimasto invariato al 3,65%, mentre quello a cinque anni è stato confermato al 4,30%.
Borse deboli in Asia, Tokyo tiene la parità (+0,16%)
L'indice Nikkei di Tokyo termina la seduta con un rialzo dello 0,16% a 27.944,79 punti. L'indice composito di Shanghai cede lo 0,52% e Hong Kong arretra dell'1,60%. In calo anche il Kospi di Seul che perde l'1,12%.