Roma contro Parigi, la sfida continua sui vettori spaziali
di Matteo Marini , di Matteo MariniLa competizione tra Italia e Francia arriva in orbita. Inizia oggi a Parigi la Ministeriale Esa, il vertice triennale dell'Agenzia spaziale europea, due giorni nei quali i ministeri dei 22 Paesi membri decidono su quali programmi futuri investire. A guidare la "spedizione" italiana c'è il titolare della delega allo spazio, Adolfo Urso, ministro del Made in Italy. Proprio l'industria italiana guarda con preoccupazione a questa Ministeriale per la partita dei razzi spaziali.
Il direttore generale dell'Esa, Josef Aschbacher, chiederà un impegno senza precedenti: 18,7 miliardi di euro (nel 2019 si arrivò a 12,5). All'interno ci sono missioni scientifiche "obblig…
La competizione tra Italia e Francia arriva in orbita. Inizia oggi a Parigi la Ministeriale Esa, il vertice triennale dell'Agenzia spaziale europea, due giorni nei quali i ministeri dei 22 Paesi membri decidono su quali programmi futuri investire. A guidare la "spedizione" italiana c'è il titolare della delega allo spazio, Adolfo Urso, ministro del Made in Italy. Proprio l'industria italiana guarda con preoccupazione a questa Ministeriale per la partita dei razzi spaziali.
Il direttore generale dell'Esa, Josef Aschbacher, chiederà un impegno senza precedenti: 18,7 miliardi di euro (nel 2019 si arrivò a 12,5). All'interno ci sono missioni scientifiche "obbligatorie" e programmi, come i lanciatori, che assicurano all'Europa l'accesso indipendente allo spazio. Italia e Francia collaborano da oltre un decennio con le due principali aziende del settore, il colosso transalpino Ariane Group e la Avio di Colleferro, fino a produrre un motore comune ai due nuovi vettori, il lanciatore "leggero" Vega C di Avio, e l'Ariane 6. Unici due Stati europei a possedere tecnologie di lancio complete, con una solida predominanza francese (i lanci Vega e Vega C sono venduti in esclusiva da Arianespace). Ma una fuga in avanti della Francia ha messo in crisi questo matrimonio.
Il 26 novembre 2021 il presidente Mario Draghi ha firmato a Roma, con Emmanuel Macron, il Trattato del Quirinale, in cui si ribadiva anche l'alleanza nel settore spaziale. Appena dieci giorni dopo, il ministro dell'Economia Bruno Le Maire ha annunciato il progetto Maia, un microlanciatore riutilizzabile, al 100% made in France. Iniziativa considerata da parte italiana uno schiaffo, fino a mettere sul piatto l'ipotesi di togliere Vega ad Arianespace. In primis perché, per capacità di lancio, Maia è considerato concorrente di Vega. "Nonostante non sia sviluppato all'interno di un contesto Esa, è aperto a contributi anche italiani e tedeschi - ha ribattuto in un colloquio con la stampa italiana l'ad di Arianegroup André-Hubert Roussel - . C'è un mercato di piccoli lanciatori come Maia, che portano 500 chili in orbita bassa, Vega tre tonnellate. Non è la stessa categoria".
Vega C è operativo, ha debuttato a luglio, il 25 novembre partirà per il primo lancio commerciale. Sul piatto della Ministeriale ci sarà invece Ariane 6, che ha un ritardo di tre anni (il primo lancio è previsto per l'autunno 2023). L'aumento dei costi però, lo ha ammesso lo stesso Roussel, non è ancora noto. Mentre sul tavolo, da parte italiana, c'è il finanziamento di Vega E. A questo proposito si sono fatte sentire le imprese: "Ariane 6 avrà un costo alto e sarà fuori mercato" ha avvertito Asas-Confindustria, chiedendo che i denari investiti in Esa dall'Italia non finiscano alle aziende francesi. Quanti, si saprà solamente al termine della Ministeriale.
A giugno, il governo Draghi ha affidato all'Esa 1,3 dei 2,2 miliardi provenienti dal Pnrr per l'osservazione della Terra, settore in cui l'Italia vuole consolidare la leadership, all'Agenzia spaziale italiana restano 880 milioni. In tutto sono stati lasciati 4,5 miliardi per lo spazio. La Francia ha invece un tesoretto che supera i 10 miliardi. Si saprà adesso quanti di questi saranno destinati al budget Esa ma Parigi punterà a restare primo contributore e a far valere il proprio peso guidando i dossier su cui c'è più interesse.
Senza dimenticare che la Nasa, con l'Europa a traino, sta puntando di nuovo la Luna. Un anno fa gli Usa hanno soffiato alla Francia la commessa sui sottomarini australiani, scatenando le ire di Macron. Il presidente francese e Biden si sono poi incontrati, ricucendo i rapporti e discutendo diversi dossier strategici. Tra cui lo spazio. L'Esa presenterà domani la nuova classe di astronauti, ci si domanda chi sarà il primo europeo ad allunare a bordo di un lander americano