Faro della Commissione Ue sui conti italiani: preoccupa il debito eccessivo
dal nostro inviato Claudio Tito , dal nostro inviato Claudio TitoSTRASBURGO - "Nel precedente ciclo della procedura per gli squilibri macroeconomici la Commissione ha effettuato un esame approfondito e ha concluso che l'Italia presenta squilibri macroeconomici eccessivi. Quest'anno la Commissione ritiene opportuno esaminare la persistenza di squilibri eccessivi o la loro correzione in un esame approfondito per l'Italia”. Il faro della Commissione europea illumina dunque ancora il nostro Paese. E sotto osservazione è l’altissimo debito pubblico. Le “pagelle” che ogni anno l’esecutivo europeo dedica ai 27 sono ovviamente condizionate dall’andamento dell’economia che si prospetta molto negativo nei prossimi mesi. Tra le “maglie nere” non c’è solo il nostro Paese ma certo il rapporto debito-pil è tra i più alti e viene considerato tra i più pericolosi.
Per ora il “voto” sull’Italia non è completo: la Commissione &egr…
STRASBURGO - "Nel precedente ciclo della procedura per gli squilibri macroeconomici la Commissione ha effettuato un esame approfondito e ha concluso che l'Italia presenta squilibri macroeconomici eccessivi. Quest'anno la Commissione ritiene opportuno esaminare la persistenza di squilibri eccessivi o la loro correzione in un esame approfondito per l'Italia”. Il faro della Commissione europea illumina dunque ancora il nostro Paese. E sotto osservazione è l’altissimo debito pubblico. Le “pagelle” che ogni anno l’esecutivo europeo dedica ai 27 sono ovviamente condizionate dall’andamento dell’economia che si prospetta molto negativo nei prossimi mesi. Tra le “maglie nere” non c’è solo il nostro Paese ma certo il rapporto debito-pil è tra i più alti e viene considerato tra i più pericolosi.
Per ora il “voto” sull’Italia non è completo: la Commissione è in attesa di ricevere e valutare la legge di Bilancio appena approvata. In molti degli schemi e dei grafici, infatti, il dato italiano è stato cancellato proprio perché è impossibile esprimere un giudizio definitivo senza le misure della manovra economia varata ieri.
Il “meccanismo di allerta” non sta scattando solo per noi ma la Commissione include anche altri stati membri già segnalati in passato: Cipro, Francia, Germania, Grecia, Paesi Bassi, Portogallo, Romania, Spagna e Svezia. Ma gli squilibri di molti di questi si concentrano sul deficit più che sul debito. E nell’elenco dei “Cattivi” possono entrare adesso pure Cechia, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Lussemburgo e Slovacchia.
Sembra qualcosa di più di una semplice raccomandazione. E’ piuttosto un presupposto che la Commissione vuole piantare in vista del 2023: l’ultimo bilancio in cui è sospeso il Patto di Stabilità e nel quale quindi non sono previste procedure formali di infrazione. Una sorta di avvertimento per l’anno successivo. Che in Italia qualcuno avrebbe definito “la pacchia è finita”.
Resta il fatto che, con tutte le precauzioni legate al mancato esame della Legge di Bilancio, la “pagella” riguardante il nostro Paese è piuttosto severa: “In Italia, le preoccupazioni relative all'elevato rapporto debito pubblico/PIL rimangono invariate. Le debolezze del mercato del lavoro potrebbero nuovamente aumentare”. La Commissione prevede ancora la crescita del Pil reale al 3,8% nel 2022 e allo 0,3% nel 2023. Con un’inflazione alta: “I prezzi sono destinati a salire più velocemente dei salari”.
Nelle raccomandazioni, inoltre, si rammenta nel 2021 “tre indicatori erano oltre le loro soglie indicative, vale a dire la variazione della quota di mercato delle esportazioni, il debito pubblico e la variazione del tasso di attività”. Adesso “Il debito pubblico rimane elevato nonostante il rapporto tra con il pil sia sceso al 150,3% nel 2021”. E sebbene dovrebbe continuare a calare, è destinato a rimanere “ben al di sopra del livello del 2019”.
Stesso discorso per il deficit: rimane elevato, anche se si è ridotto al 7,2% nel 2021 e si prevede che continuerà a ridursi. Ma preoccupano i tassi sui titoli di Stato e “l’aumento dei costi di finanziamento” . Anzi, “i rischi per la sostenibilità di bilancio sono elevati nel medio termine” e meno preoccupanti sul lungo termine. In una tabella allegata, però, si fa notare che l’Italia è il Paese con i maggiori rischi sul debito nei prossimi dieci anni, seguito dalla Grecia e dalla Francia.
Infine il mercato del lavoro le cui “debolezze continuano a destare preoccupazione”. Il tasso di disoccupazione è aumentato al 9,5% nel 2021 e si ridurrà quest’anno. “Ma nel 2023 aumenterà di nuovo nel 2023”. E allarmanti sono anche i tassi di occupazione femminile e di quella giovanile.