Economia

Ita, il governo alla ricerca di un capitano coraggioso

Giorgia Meloni con Giancarlo Giorgetti
Giorgia Meloni con Giancarlo Giorgetti (ansa)
Anche un socio italiano per la privatizzazione. Giorgetti: “Lufthansa resta in corsa”. La carta Gianni Letta per recuperare Aponte
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ROMA - La premier Giorgia Meloni cerca un “capitano coraggioso” per Ita Airways. Un socio italiano che affianchi Lufthansa nell’azionariato della compagnia aerea statale, una volta privatizzata.

Il ministero dell’Economia - che sta vendendo la società - lavora dunque a questo schema. Rafforzerà il dialogo con i tedeschi di Lufhansa che - dice il ministro Giancarlo Giorgetti - «restano interessati» all’operazione.

Nello stesso tempo il ministero cercherà un investitore privato nazionale. Dentro Ita, l’investitore nazionale avrà una quota di minoranza utile a bilanciare la presenza della tedesca Lufthansa, che si immagina conterà sulla maggioranza.

La mossa di Msc Group

Un potenziale azionista italiano, il governo Draghi e il governo Meloni lo avevano già. Anche se ha la sua sede legale a Ginevra, Msc Group ha un fondatore italianissimo, Gianluigi Aponte, e una presenza capillare nel nostro Paese, per il trasporto merci via mare e il business delle crociere.

Lunedì scorso, però, Msc Group si è chiamato fuori dalla partita, sciogliendo la cordata che l’univa proprio a Lufthansa fin da gennaio. Ora, prima di cercare un nuovo investitore “autarchico”, il governo tenterà di riportare Msc Group dentro l’operazione.

Il ruolo di Palenzona

La carta migliore dell’esecutivo porta a Gianni Letta, che vanta un rapporto personale con Gianluigi Aponte (il fondatore) ed è ascoltato dal figlio Diego (il capo azienda in Msc Group). Anche un manager di lungo corso - tra banche e autostrade - come Fabrizio Palenzona può vestire i panni di ambasciatore del governo perché gli Aponte lo ascoltano.

I tedeschi di Lufthansa - lo hanno ripetuto fino alla noia - vogliono entrare in Ita per comandare. Chiedono, insomma, una privatizzazione vera. Nello stesso tempo, non possono sostenere un investimento eccessivo. Quando erano ancora insieme, Msc puntava al 60% delle azioni della compagnia, per le quali avrebbe pagato 800 milioni (tra il 2022 e il 2023).

Il miliardo di euro

I tedeschi, invece, avrebbero versato solo 200 milioni, per un altro 20%. Dovesse prendere da sola l’intero 80% di Ita, alla fine Lufthansa verserebbe un miliardo, una cifra certo impegnativa.

Il ministero dell’Economia, dunque, è determinato a portare Ita tra le braccia di Lufthansa e, intanto, cerca un investitore privato nazionale. Questo schema di gioco taglia fuori il fondo statunitense Certares. Il 31 agosto, il fondo si è guadagnato il diritto a una trattativa in esclusiva; ma eravamo ancora nell’era Draghi.

Con Meloni premier, Certares ha perso l’esclusiva ed ora non è più nei radar del nostro esecutivo. Da Parigi, Air France - alleata di Certares - ribadisce un interesse forte per Ita. Ma quella dei francesi sembra un’azione di disturbo.

E non è certo la prima di questi mesi. Air France ne ha iniziate ogni volta che la “nemica” Lufthansa si è avvicinata alla compagnia aerea italiana.

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