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Pensioni, Quota 103: spunta un tetto all’assegno e si sgonfia la platea

Il sottosegretario leghista al Lavoro Claudio Durigon (ansa)
Arriva Quota 41 non solo con il vincolo dell'età a 62 anni, ma anche dell'importo che si può anticipare: non più di 2.600 euro lordi. Nel pacchetto previdenza c'è Opzione Donna legata al numero di figli e l'aumento delle minime
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ROMA - Una Quota sempre più vincolata per chi lascia il lavoro. Mini bonus per chi resta. Un taglio sulle pensioni medio-alte, ancora non chiaro, per finanziare le minime. Opzione Donna legata ai figli e resa così più difficile. Il pacchetto previdenza inserito nella prima manovra del governo Meloni da 35 miliardi è ancora un cantiere. I tecnici fanno e rifanno le tabelle. Non tutti i conti tornano.

La sorpresa è per la nuova Quota 41 per andare in pensione nel 2023 che avrà non uno, ma ben due tetti: quello dell'età a 62 anni e uno nuovo, di soglia reddituale. Se il prossimo anno si sceglie Quota 103, dalla somma di 41 e 62, si potrà incassare al massimo una pensione da 2.627 euro lordi, circa 1.980 euro netti, pari a cinque volte il minimo. E questo per un anno e dieci mesi per gli uomini o dieci mesi per le donne, in attesa cioè di agganciare il requisito della legge Fornero per le pensioni anticipate (42 anni e 10…

ROMA - Una Quota sempre più vincolata per chi lascia il lavoro. Mini bonus per chi resta. Un taglio sulle pensioni medio-alte, ancora non chiaro, per finanziare le minime. Opzione Donna legata ai figli e resa così più difficile. Il pacchetto previdenza inserito nella prima manovra del governo Meloni da 35 miliardi è ancora un cantiere. I tecnici fanno e rifanno le tabelle. Non tutti i conti tornano.

La sorpresa è per la nuova Quota 41 per andare in pensione nel 2023 che avrà non uno, ma ben due tetti: quello dell'età a 62 anni e uno nuovo, di soglia reddituale. Se il prossimo anno si sceglie Quota 103, dalla somma di 41 e 62, si potrà incassare al massimo una pensione da 2.627 euro lordi, circa 1.980 euro netti, pari a cinque volte il minimo. E questo per un anno e dieci mesi per gli uomini o dieci mesi per le donne, in attesa cioè di agganciare il requisito della legge Fornero per le pensioni anticipate (42 anni e 10 mesi, uno in meno per le donne).

Due paletti che dicono molto del travaglio di questa nuova finestra che deroga la legge Fornero per un anno, senza abolirla. Quota 103 si svuota molto rispetto alle ambizioni dei leghisti. La platea si sgonfia - da 48 mila a 42 mila beneficiari - e i costi pure, da un miliardo a mezzo miliardo. E questo per via di quel nuovo tetto di reddito. Come per Quota 100 e 102, anche qui valgono le finestre: da aprile escono i privati, da luglio i pubblici. Solo chi già ora ha requisiti per Quota 103 (41+62) potrà uscire a gennaio.

Il malumore in coalizione è palpabile. La Lega voleva di più: Quota 41 senza tetti. Forza Italia ha chiesto e ottenuto all'ultimo di alzare le minime, rivalutandole al 120% dell'inflazione anziché al 100%, dunque da 525 a 571 euro al mese nel 2023, 8 euro in più (104 all'anno). Poco ma costoso: circa 200 milioni per 2 milioni di pensionati. Il partito di Berlusconi vorrebbe salire al 150% e arrivare a 600 euro per due anni.

Di qui la corsa contro il tempo a rifare i calcoli e cercare coperture. Anche perché pure il bonus del 10% di contributi in busta paga, come incentivo a rimanere al lavoro, è costoso. Si spiega così l'incertezza attorno all'annunciato taglio della rivalutazione delle pensioni all'inflazione: non si sa come si farà e dove colpirà. La premier ha parlato di una rivalutazione "al 35% per le pensioni sopra 5 mila euro". Ma lo Spi-Cgil, il sindacato dei pensionati, teme che si cambi il modello di calcolo, con un passaggio dagli scaglioni tipo Irpef a un taglio netto verticale, colpendo anche gli assegni medi. Significherebbe "1.200 euro in meno all'anno per 4,3 milioni di pensionati sopra i 2.100 euro lordi di pensione".

Si fa cassa anche con Opzione Donna rendendo l'uscita più difficile, alzando di fatto l'età di uscita a 60 anni con 35 di contributi e ricalcolo contributivo. A 58 anni potranno uscire solo le madri con due o più figli. A 59 anni quelle con un figlio. "Una discriminazione nella discriminazione", la definisce la senatrice pd Susanna Camusso, già leader Cgil.