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Dalla guerra in Ucraina, una spinta al business della Difesa dell'Europa dell'est

(afp)
Le aziende dalla Polonia alla Repubblica ceca hanno alzato ritmi di produzione e budget per le forniture a Kiev e la corsa agli armamenti
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Un'industria degli armamenti che a questo ritmo non marciava ai tempi della Guerra fredda. E' quella dei Paesi est europei e la ragione è, ovviamente, la guerra in Ucraina. Da quando la Russia ha invaso Kiev, i governi della regione si sono impegnati per dare il loro supporto militare. Proiettili, fucili e altri equipaggiamenti sono al centro del menu degli alleati che hanno fornito a Zelensky. Da parte di Usa e Gran Bretagna è arrivato l'aiuto diretto più cospicio, secondo un indice del Kiel Institute for the World Economy di cui dà notizia la Reuters, con la Polonia al terzo posto e la Repubblica Ceca al nono.

Per alcuni ex membri del Patto di Varsavia, dare aiuto diretto all'Ucraina &egra…

Un'industria degli armamenti che a questo ritmo non marciava ai tempi della Guerra fredda. E' quella dei Paesi est europei e la ragione è, ovviamente, la guerra in Ucraina. Da quando la Russia ha invaso Kiev, i governi della regione si sono impegnati per dare il loro supporto militare. Proiettili, fucili e altri equipaggiamenti sono al centro del menu degli alleati che hanno fornito a Zelensky. Da parte di Usa e Gran Bretagna è arrivato l'aiuto diretto più cospicio, secondo un indice del Kiel Institute for the World Economy di cui dà notizia la Reuters, con la Polonia al terzo posto e la Repubblica Ceca al nono.

Per alcuni ex membri del Patto di Varsavia, dare aiuto diretto all'Ucraina è una questione di sicurezza di tutta l'area. Ma diverse fonti governative e aziendali che hanno parlato con l'agenzia d'informazione internazionale confermano che dietro c'è anche un grande business per l'industria degli armamenti. "Se consideriamo la guerra in corso in Ucraina e le intenzioni manifestate da molti Paesi di amentare la spesa del bilancio della Difesa, c'è una concreta possibilità di aprire nuovi mercati e aumentare i ricavi da esportazioni nei prossimi anni", ha detto con chiarezza Sebastian Chwalek, ceo della polacca Pgz che - di proprietà statale - controlla più di 50 aziende produttrici di armi e munizioni, dai trasportatori corazzati ai dron, con svariate decine di altre partecipazioni. Le prime fasi del conflitto hanno consentito alle aziende di quell'area di svuotare i loro magazzini di equipaggiamenti dell'era sovietica, che sono stati forniti all'armata ucraina anche per ragioni di maggior dimestichezza. Poi, via via che sul terreno a Kiev sono arrivate le forniture della Nato, le aziende belliche hanno alzato decisamente il livello di produzione sia di vecchi che di nuovi sistemi di difesa.

Nel caso della Pgz, ad esempio, la stima è di produrre mille sistemi di difesa aerea portatili Piorun nel prossimo anno, mentre era intorno ai 300-350 l'anno scorso e in quelli precedenti. D'altra parte, ricorda ancora la Reuters, l'industria delle armi dell'Europa orientale risale al XIX secolo, quando il ceco Emil Skoda ha iniziato a produrne per l'impero austro-ungarico. Durante il regime comunista sorsero enormi fabbriche in Cecoslovacchia, che divenne il secondo più grande produttore di armi del Patto di Varsavia, in Polonia e in altri territori dell'area. ll collasso sovietico e l'arrivo della Nato ha portato le aziende a modernizzarsi, ma "possono ugualmente riadattarsi a produrre in pochissimo tempo elementi quali i proiettili adatti ai sistemi sovietici", spiega un ricercatore del Sipri.

L'Ucraina ha ricevuto oltre 2 miliardi di dollari di armi e attrezzature belliche da società ceche, ha detto a Reuters il vice ministro della Difesa ceco Tomas Kopecny. Quest'anno l'export militare toccherà il picco dal 1989, con la prospettiva di creare posti di lavoro e capacità produttiva - ha aggiunto. "Per l'industria della difesa ceca, il conflitto in Ucraina e l'assistenza che genera è chiaramente una spinta che non abbiamo visto negli ultimi 30 anni", ha detto Kopecny.