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Extraprofitti, la tassa sulle società energetiche diventa contributo di solidarietà. Ecco come funzionerà

L'ultima bozza della manovra dettaglia la misura: varrà solo per il prossimo anno e prevede un'aliquota del 50 per cento sulla quota del reddito che supera del 10% la media dei quattro anni precedenti. Gettito stimato 2,6 miliardi, inferiore all'imposta di Draghi
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ROMA - Il governo Meloni cambia la tassa sui guadagni delle imprese energetiche. Non ci sarà più la tassa sugli extraprofitti. Nella manovra che verrà presentata in via definitiva nelle prossime ore, l'imposta diventa un "contributo di solidarietà temporaneo". La misura sarà valida solo per il prossimo anno, prevede un'aliquota del 50 per cento sulla quota del reddito complessivo che eccede per almeno il 10% la media dei redditi conseguiti nei quattro anni d'imposta precedenti. L'incasso stimato si aggira sui 2,6 miliardi.

Sono quindi due le novità. La prima è che si passa da un prelievo che prendeva come base imponibile le operazioni soggette a Iva, sia in entrata che in uscita, a una aliquota che guarda direttamente alla reddittività. La seconda novità riguarda l'ammontare complessivo delle entrate da parte dello Stato: la tassa sugli extraprofitti di Draghi prevedva circa 11 miliardi…

ROMA - Il governo Meloni cambia la tassa sui guadagni delle imprese energetiche. Non ci sarà più la tassa sugli extraprofitti. Nella manovra che verrà presentata in via definitiva nelle prossime ore, l'imposta diventa un "contributo di solidarietà temporaneo". La misura sarà valida solo per il prossimo anno, prevede un'aliquota del 50 per cento sulla quota del reddito complessivo che eccede per almeno il 10% la media dei redditi conseguiti nei quattro anni d'imposta precedenti. L'incasso stimato si aggira sui 2,6 miliardi.

Sono quindi due le novità. La prima è che si passa da un prelievo che prendeva come base imponibile le operazioni soggette a Iva, sia in entrata che in uscita, a una aliquota che guarda direttamente alla reddittività. La seconda novità riguarda l'ammontare complessivo delle entrate da parte dello Stato: la tassa sugli extraprofitti di Draghi prevedva circa 11 miliardi, anche se alla fine ne verranno incassati meno, mentre il governo Meloni si limita a 2,6 miliardi.

La tassa sugli extraprofitti rimane ancora valida per l'anno in corso, con tutti gli annessi e connessi di ricorsi al Tar e opposizioni legali da parte degli operatori. Di fatto, come aveva annunciato in Parlamento, la premier Meloni ha quindi rivisto per il prossimo anno la norma voluta da Draghi e ha accolto i "suggerimenti" delle aziende energetiche: ci saranno molte meno opposizioni, ma per un incasso minore. Il governo, stando all'ultima bozza della legge di Bilancio, avrebbe anche rinunciato a ritoccare al rialzo la tassa di Draghi per questa coda di 2022: una precedente bozza della manovra prevedeva un aumento dal 25 al 35%.