Valeria Consorte, la manager di P&G: "Il lavoro si impara facendolo, la formazione è fondamentale"
di Patrizia Capua , di Patrizia CapuaStudiare e imparare qualcosa ogni giorno, anche se si è all'apice: è il mantra di Valeria Consorte, vice president Beauty care marketing di Procter&Gamble Italy, la multinazionale americana con 1100 dipendenti in Italia, che con prodotti come Dash, Gillette, Pantene, Oral B, è nel nostro paese dal 1956. Sarda di Alghero, classe 1974, dalla laurea in Lingue e letteratura straniera all'università di Sassari, presa dopo il liceo classico, la top manager ha una storia professionale di continui balzi in avanti nelle più diverse mansioni e a lungo qua e là in giro per l'Europa. Cambi frequenti di sedi e di incarichi che non le hanno impedito di mettere su famiglia e di diventare mamma di Azzurra e Anna, nate entrambe a Ginevra, una delle tappe toccate per conto dell'azienda a stelle e strisce. "Le due maternità, un anno per la prima figlia, un anno e mezzo per la seconda, non sono state un ostacolo per continuare a pr…
Studiare e imparare qualcosa ogni giorno, anche se si è all'apice: è il mantra di Valeria Consorte, vice president Beauty care marketing di Procter&Gamble Italy, la multinazionale americana con 1100 dipendenti in Italia, che con prodotti come Dash, Gillette, Pantene, Oral B, è nel nostro paese dal 1956. Sarda di Alghero, classe 1974, dalla laurea in Lingue e letteratura straniera all'università di Sassari, presa dopo il liceo classico, la top manager ha una storia professionale di continui balzi in avanti nelle più diverse mansioni e a lungo qua e là in giro per l'Europa. Cambi frequenti di sedi e di incarichi che non le hanno impedito di mettere su famiglia e di diventare mamma di Azzurra e Anna, nate entrambe a Ginevra, una delle tappe toccate per conto dell'azienda a stelle e strisce. "Le due maternità, un anno per la prima figlia, un anno e mezzo per la seconda, non sono state un ostacolo per continuare a progredire, anzi in quella fase ho ottenuto delle promozioni". Non tralascia di dire però che le bambine "hanno dei nonni presentissimi e sempre pronti ad essere d'aiuto, specie in estate, dopo la scuola, nella casa di Alghero".
Manager multitasking, con sede a Roma, Valeria Consorte, che ora si occupa di Pantene, marchio leader nel mass market di hair care, rifugge le definizioni colorate alla wonder woman. "Non esistono donne con i superpoteri, devono esistere invece condizioni di lavoro che permettano di coniugare al meglio ufficio e famiglia. Procter & Gamble, che opera in 150 paesi del mondo, è impegnata in politiche di empowerment femminile e per sconfiggere il gender gap. Negli ultimi anni il 60 per cento delle persone assunte in azienda sono state donne e nella costola italiana ricoprono il 47 per cento delle posizioni manageriali. A livello corporate la società spenderà 10 miliardi di dollari entro il 2025 in business gestiti da donne o con una forte prevalenza femminile. L'anno scorso con l'iniziativa Forti Insieme di Pantene e Chiara Ferragni, a supporto dell'imprenditoria femminile italiana, ha assegnato un premio di 75 mila euro alla start up "UnoBravo", servizio on line di psicologia accessibile a tutti fondata da Danila De Stefano. Quest'anno Forti Insieme è giunta alla seconda edizione, di nuovo in partnership con Chiara Ferragni e con lo stilista Moschino per supportare le start up ad impatto sociale. "Consorte, decidi sempre con la testa tua".
La frase del professore Mario Manca, con cui si è laureata con una tesi su 'distance education', nonché preside della facoltà, le risuona nella testa e spiega che Valeria Consorte tendeva ogni volta al momento di scegliere, a seguire il proprio intuito e lo spirito di curiosità che l'ha guidata fin da bambina. Otto mesi a Orlando, negli Usa, con il progetto di intercultura, un anno con l'Erasmus all'università di Mainz, Magonza, in Germania. "Negli States ho conosciuto il concetto di 'distance education', pionieristico e innovativo, corsi a cui ci si poteva iscrivere on line per seguire lezioni in aula ma attraverso il computer. Oggi lo diamo per scontato ma nel 1997 era rarissimo e così chiesi al professore di cambiare in corsa la mia tesi". Con una borsa di studio segue un corso in comunicazione alla Cattolica di Milano, e qui scopre il concetto di marketing, che diventerà una passione, approfondito in uno stage a Publitalia 80.
"Sono sempre stata interessata al concetto di growth mindset, crescita della mentalità, della psicologa americana Carol Dweck, concetto che viene insegnato anche nelle scuole. Si basa sull'idea che le tue qualità possono essere coltivate attraverso gli sforzi. Studio e pratica. Lo dico ai ragazzi che incontro in specifici meeting, e ne sono sempre stata convinta: l'importante è credere in sé stessi, avere fiducia nelle proprie capacità, è il concetto di autoefficacia. Se credi di potercela fare, e ti impegni, sei quasi a metà dell'opera. Provaci. Non mi sono mai fatta influenzare, ho sempre voluto imparare". Quanto conta l'esempio? Un altro principio che per Consorte vale oro, per dare forza e offrire dei modelli ai ragazzi e alle giovani donne che si affacciano al mondo del lavoro. "La famiglia è fondamentale, ma può essere anche un professore, un'amicizia. Mia mamma Caterina, insegnante, me ne ha dimostrato l'importanza e anche mia nonna, laureata, con indipendenza economica, che ha tirato su tre figli. Principi e valori che seguo ancora adesso. Rispettare gli altri, fare la cosa giusta anche quando non c'è nessuno che ti guarda". Le selezioni in Procter&Gamble, a cui Consorte neo laureata ha partecipato, non sono andate bene. Respinta. "Sono esattamente le stesse che facciamo oggi: test logico matematico e poi interviste con i responsabili delle funzioni. Assumiamo persone che hanno lauree di tutti i tipi, alla fine s'impara talmente tanto e noi siamo davvero una scuola, Procter è un'azienda attenta a far crescer le persone dall'interno, a puntare sui talenti. Facciamo training on the job dal primo giorno, il lavoro s'impara facendolo, e con un adeguato programma di formazione costante, a tutti i livelli. Siamo i numeri uno, i nostri marchi sono leader di settore. Per continuare a vincere sul mercato dobbiamo per forza sviluppare un'ampia gamma di skills". Non aveva passato le interviste, "una giornata no". Ma non si è persa d'animo, "avevo capito che era l'azienda giusta per me. Chiesi del direttore, che mi fosse data una seconda possibilità, ottenni di ripetere". Dall'assunzione raggiunta, come junior brand manager nella divisione skin care, è stata una maratona a perdifiato. "La nostra è un'azienda meritocratica che si basa sui risultati di business e su come si sviluppa il team. C'è molta visibilità e i numeri parlano chiaro. Mi piacerebbe che la cultura, i principi e i valori che si respirano potessero essere la normalità, non l'eccezione". In media ogni tre anni Valeria Consorte ha cambiato incarico, sedi, prodotti, realtà e skills diversi. Dal detersivo per la lavatrice Dash, a direttore beauty nel mondo hair care Wella nel 2003, tre anni dopo è a Stoccolma in Svezia, per due anni e mezzo. Lavora per più di 17 marchi, "ogni brand ha le dimensioni di una media-grande azienda, ogni famiglia di prodotto ha una sua storia". Un ventaglio di esperienze, Danimarca, Finlandia, Norvegia, per i detersivi come Ariel o Fairy, quest'ultimo per gli svedesi un 'love brand', uno dei marchi più amati. Si sposa con Paolo nel 2004, la prima figlia nasce nel 2008 quando si è trasferita a Ginevra, una delle sedi delle global business units di P&G, coprendo il ruolo di sostenibilità per tutti i prodotti europei, nel 2013 arriva la seconda. "Allora erano poche le aziende che parlavano di sostenibilità ambientale e dei prodotti".
Senior director Vicks per l'Europa poi livello mondo, nel 2012 responsabile globale di Clear blu, test di gravidanza. A Roma nel 2015 le affidano il cluster Italia, Spagna, Portogallo. "Ero responsabile del media di tutti i prodotti di Procter dei tre paesi, gestivo più di 90 persone tramite agenzia e interni per la strategia dei piani di comunicazione. Ho ricoperto diversi ruoli e accresciuto le mie competenze pur essendo già ai vertici. In azienda si cresce sempre, in maniera verticale e orizzontale, anche quando si è senior leader, perché il mondo è in continua evoluzione. Ora c'è tanta attenzione alla parte di data analityc, non si smette mai di imparare. Se si vuole fare la differenza bisogna stare al passo con i tempi, studiare ogni giorno". Costruire una leadership accessibile è il suo obiettivo, idee condivise e mai calate dall'alto. "Il Covid è stato uno tsunami e ha accelerato il processo di digitalizzazione, ma lo smart working noi l'avevamo anche prima ed è uno strumento importante per agevolare la vita delle famiglie. In più abbiamo pratiche di conciliazione vita lavoro, come i permessi per i papà, che non sono tanto utilizzate in altre realtà. Le video call spesso sono state un ottimo sostituto delle riunioni in presenza ma ci sono occasioni in cui è importante stare tutti insieme in ufficio, respirare la cultura aziendale". Non pratica sport, ma non rinuncia mai alla sua passeggiata dopo il lavoro nel centro di Roma, "un museo a cielo aperto. Portiamo spesso le figlie all'estero, voglio che conoscano il mondo. Le amicizie sono fondamentali: quelle di una vita e le tante nuove di tutte le mie esperienze. Amo le letture storiche e le biografie. Ultimamente mi attirano le storie di personaggi che hanno avuto delle idee di business. Luisa Spagnoli è una figura meravigliosa. Se ne parla poco, anche se è stata una visionaria su tutti i fronti, innovativa, attenta al sociale con idee all'avanguardia per i tempi e non solo. A chiunque, specie alle giovani donne, consiglio di guardare il bicchiere mezzo pieno: quella metà piena è importante".