Che cos'è il Mes e cosa c'è nella riforma che il governo vuole bloccare
di Flavio Bini , di Flavio BiniMILANO - Torna di attualità il Mes, già al centro di un aspro scontro politico tre anni fa. Questa volta la discussione non è più strettamente nel merito, visto che il testo definitivo è stato già firmato dal governo Conte nel gennaio 2021, ma sulla ratifica che spetta al Parlamento.
Che cos'è il Mes
Il Meccanismo Europeo di stabilità (European Stability Mechanism il nome originale) è un organismo nato nel 2012 con la funzione di prestare assistenza agli Stati in difficoltà finanziaria. A partire dal 2017 in sede europea si è iniziato a discutere di una possibile revisione del trattato istitutivo. La discussione si è conclusa il 27 gennaio 2021 con la firma da parte di tutti e 19 i Paesi dell'area Euro.
MILANO - Torna di attualità il Mes, già al centro di un aspro scontro politico tre anni fa. Questa volta la discussione non è più strettamente nel merito, visto che il testo definitivo è stato già firmato dal governo Conte nel gennaio 2021, ma sulla ratifica che spetta al Parlamento.
Che cos'è il Mes
Il Meccanismo Europeo di stabilità (European Stability Mechanism il nome originale) è un organismo nato nel 2012 con la funzione di prestare assistenza agli Stati in difficoltà finanziaria. A partire dal 2017 in sede europea si è iniziato a discutere di una possibile revisione del trattato istitutivo. La discussione si è conclusa il 27 gennaio 2021 con la firma da parte di tutti e 19 i Paesi dell'area Euro.
Quanti soldi ha versato l'Italia per il Mes?
L'Italia è il terzo contributore europeo. Il Mes ha un capitale sottoscritto pari a 704,78 miliardi, di cui il 17,75% garantito dall'Italia (circa 125 miliardi) e ha versato fino ad ora 14,2 miliardi.
A che punto è l'iter di ratifica
Il testo approvato dai governo ha iniziato lo scorso anno l'iter di ratifica. Al momento il testo è stato ratificato da 17 dei 19 Paesi. All'appello mancano solo Italia e Germania. Pende, in quest'ultimo caso, un ricorso dei liberali tedeschi alla corte di Karlsruhe, che ha spinto l'esecutivo a tenere in standby la firma.
Quali sono i punti più importanti della revisione del trattato
Una delle novità principali della riforma è che si prevede che il Mes possa sostenere il Fondo di Risoluzione Unico per le banche, un paracadute per le banche europee in difficoltà alimentato dalle stesse banche, non dagli Stati. Di fronte a una crisi particolarmente grave potrebbe quindi chiedere un intervento del Mes. A regime, cioè dal 2023, il Fondo di Risoluzione Unico dovrebbe raggiungere una capienza di 60 miliardi, coprendo l'1% dei depositi dell'area Euro.
La riforma prevede poi un nuovo meccanismo per attivare l'assistenza finanziaria, dividendo il supporto in due corsie differenziate. La prima (Precautionary Conditioned Credit Line, PCCL), è destinata ai Paesi con le finanze pubbliche in ordine, sottoposto a shock temporanei, a cui viene richiesta la presentazione di una lettera di intenti in cui il Paesi di impegna a continuare a soddisfare i requisiti fissati dal trattato. La seconda viene invece definita "di emergenza" (Enhanced Conditions Credit Line, ECCL). A questi Paesi viene chiesta la firma di Memorandum of Understanding in cui si fissano precisi impegni calibrati sull'entità del finanziamento. Nel dettaglio, il Consiglio dei governatori dovrebbe incaricare il direttore generale del MES e la Commissione europea, insieme alla BCE, di negoziare con il membro interessato un protocollo d'intesa in cui vengono definite le condizioni da rispettare.
Inoltre la riforma del trattato prevede l'introduzione, per i nuovi titoli di Stato in emissione a partire dal 1° gennaio 2022, di clausole di azione collettiva a maggioranza unica. Si tratta di uno strumento che consente a una maggioranza qualificata di creditori di chiedere la ristrutturazione del debito. In altre parole, con la modifica di queste clausole, l'operazione di ristrutturazione del debito di un Paese viene semplificata.