Sgarbi sulle rinnovabili: "Le Sovrintendenze blocchino la devastazione del paesaggio"
di Luca Pagni , di Luca PagniIl sottosegretario alla Cultura chiede però di aprire un tavolo per trovare regole condivise sull'equilibrio tra progetti e ambiente
ROMA - Prima usa il bastone: "Dirò alle Sovrintendenze di mettere più vincoli possibili per difendere l'ambiente e il paesaggio della devastazione e dell'uso indiscriminato del territorio da parte degli operatori delle rinnovabili. Perché anche quando fermiamo i progetti poi arrivano i decreti del governo che li autorizzano comunque".
Dopo arriva il ramoscello d'ulivo: "Si può aprire un tavolo in cui trovare regole condivise per conciliare la tutela del paesaggio con lo sviluppo dei progetti che vengono presentati dagli operatori. Ne dovrà far parte il Ministero dei beni culturali, assieme al ministero dell'Ambiente ma anche dell'Agricoltura".
Per Vittorio Sgarbi, da due mesi sottosegretario al Cultura, è una battaglia che viene da lontano. Da quando era sindaco in Sicilia, con le rinnovabili non è mai andato d'accordo. E non ha mai esitato ad attaccare il settore usand…
ROMA - Prima usa il bastone: "Dirò alle Sovrintendenze di mettere più vincoli possibili per difendere l'ambiente e il paesaggio della devastazione e dell'uso indiscriminato del territorio da parte degli operatori delle rinnovabili. Perché anche quando fermiamo i progetti poi arrivano i decreti del governo che li autorizzano comunque".
Dopo arriva il ramoscello d'ulivo: "Si può aprire un tavolo in cui trovare regole condivise per conciliare la tutela del paesaggio con lo sviluppo dei progetti che vengono presentati dagli operatori. Ne dovrà far parte il Ministero dei beni culturali, assieme al ministero dell'Ambiente ma anche dell'Agricoltura".
Per Vittorio Sgarbi, da due mesi sottosegretario al Cultura, è una battaglia che viene da lontano. Da quando era sindaco in Sicilia, con le rinnovabili non è mai andato d'accordo. E non ha mai esitato ad attaccare il settore usando, per esempio, le inchieste della magistratura sulle infiltrazioni mafiose pur di metterlo in cattiva luce, soprattutto nel Meridione.
Ma ora che è tornato al governo, Sgarbi si fa promotore di un tentativo di "conciliazione" visto però dalla parte delle Soprintendenze. "Basta con l'eolico che deturpa il paesaggio, gli impianti vanno costruiti solo in mare e molto al largo", ha detto il critico d'arte nel suo nuovo ruolo politico, introducendo una riunione che si è tenuta al ministero della Cultura dove ha invitato rappresentanti di associazioni e comitati locali. Ma anche soprintendenti impegnati nei territori a maggior valore paesaggistico come la Tuscia alle prese con decine di progetti.
Diverso il caso del fotovoltaico: "Si può fare, ma solo nelle aree industriali o urbanisticamente già compromesse. Su tutto il resto propongo di aprire un tavolo e censire il territorio in modo che si possa dire chiaramente dove si possa fare e dove sarà proibito. Di sicuro non bisognerà usare nuovo territorio che non sia già compromesso".
Non a caso, Sgarbi avrebbe voluto che nella riunione al ministero della Cultura fosse stato presente anche il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, che era stato invitato ma non si è presentato. Del resto, a inizio dell'incontro lo stesso Sgarbi aveva ammesso che si trattava "di una trappola", quasi a costringere il suo collega di partito a prendere degli impegni per un tavolo che disegni la mappa delle aree dove autorizzare gli impianti. Ma tutto fa pensare che ci riproverà.