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Gas: nella sfida dei rigassificatori galleggianti, Germania batte Italia 5 a 4

Dopo lo stop alle importazioni dalla Russia (calate in un anno dell'80%) è partita la gara per aggiudicarsi ex nati metaniere da trasformare in impainti per la lavorazione del metano. E Berlino è in vantaggio per numero e per la tempistica
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ROMA - Non poteva che essere ancora una volta la sfida tra Italia e Germania. Non fosse altro perché sono due Paesi in Europa le cui economie dipendono più di altri dal gas naturale. E con la crisi nata dopo l'invasione dell'Ucraina, Italia e Germania hanno dovuto rinunciare alle forniture russe, per anni importate a prezzi più che convenienti. Già ora si sono ridotte dell'80 per cento, ma andranno ad azzerarsi con l'anno prossimo.

Così, dalla primavera scorsa, è partita una sfida non solo per acquistare materia prima da altri produttori, ma soprattutto è iniziata una partita per assicurarsi rigassificatori galleggianti. In pratica, navi addette al trasporto del meta…

ROMA - Non poteva che essere ancora una volta la sfida tra Italia e Germania. Non fosse altro perché sono due Paesi in Europa le cui economie dipendono più di altri dal gas naturale. E con la crisi nata dopo l'invasione dell'Ucraina, Italia e Germania hanno dovuto rinunciare alle forniture russe, per anni importate a prezzi più che convenienti. Già ora si sono ridotte dell'80 per cento, ma andranno ad azzerarsi con l'anno prossimo.

Così, dalla primavera scorsa, è partita una sfida non solo per acquistare materia prima da altri produttori, ma soprattutto è iniziata una partita per assicurarsi rigassificatori galleggianti. In pratica, navi addette al trasporto del metano da poter riadattare a impianti di lavorazione del Gnl (Gas naturale liquefatto), in modo da poter ricevere via mare la materia prima che non arriverà più attraverso i gasdotti dalla Russia.

Una sfida che la Germania, al momento, sta vincendo sia nel punteggio per 5-4 (a essere ancora generosi con i progetti italiani), sia nella tempistica. Berlino è già certa di avere cinque navi rigassificatrici, l'Italia solo due (Piombino e Ravenna), mentre un altro paio sono ancora un progetto sulla carta (in due porti non ben precisati del Meridione).

Non solo: il vantaggio tedesco è molto più netto. Perché i cinque rigassificatori tedeschi sono stati tutti approvati con procedimenti d'urgenza, senza valutazione di impatto ambientale (tra le polemiche, che non mancano nemmeno da loro) e saranno operativi da qui a un anno, due addirittura il prossimo gennaio.   

In parte, c'era da aspettarselo, perché i tedeschi hanno molto più urgenza di sostituire il gas in arrivo da Mosca. Nonché di realizzare nuove infrastrutture. E' vero che l'Italia ha consumi maggiori (circa 75 miliardi di metri cubi di gas all'anno contro 55 miliardi), ma allo stesso tempo ha più fornitori via gasdotto (Norvegia, Algeria, Libia e Azerbaijan), mentre la Germania ha solo la Norvegia. Al netto di quanto ha sempre dato la Russia a entrambi. Inoltre l'Italia ha già in servizio tre rigassificatori lungo le coste (La Spezia, Rovigo e Livorno), mentre la Germania non ne ha mai avuto uno.  Ma è una lacuna che verrà colmata molto presto dai tedeschi.

E non è solo un modo di dire: la prima nave rigassificatrice - la Hoeg Esperanza - è in viaggio diretta al porto di Wilhelmshaven (non lontano da Brema, dove il bacino che dovrà ospitarla è stato realizzato in meno di 200 giorni da quando è stata presa la decisione: dovrebbe attraccare a metà dicembre per essere pronta a ricevere il primo Gnl (gas naturale liquefatto) da gennaio.

Nella stessa data dovrebbe operativo anche la nave rigassificatrice che approderà a Brunsbuttel, alle foci del fiume Elba, con arrivo previsto sulle coste tedesche per Natale. Le altre tre ex metaniere riadattate entreranno in funzione per la fine dell'anno prossimo. La Germania ha affittato le cinque navi solo per 3-4 anni, perché poi lasceranno il posto ai due grandi impianti per la lavorazione del Gnl che il governo di Berlino ha intenzione di realizzare entro il 2026. I quali verranno alimentati anche da un contratto di 15 anni di fornitura del gas che arriverà dal Qatar, con un contratto firmato giusto due settimane fa.

Per contraltare, ricordiamo che delle due navi rigassificatrici che l'Italia si è assicurata - acquistate dal gruppo Snam - la prima (a Piombino) dovrebbe essere operativa dalla prossima primavera, mentre l'impianto di Rovigo sarà in esercizio 2024. Per la terza e la quarta non ci sono ancora certezze, anche se l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi è tornato a raccomandarne l'acquisto se "vogliamo avere una sicurezza e una sovrabbondanza di gas.

Per la cronaca, i tedeschi ne hanno messo in cantiere un sesto: un rigassificatore "avvenieristico", che potrà lavorare Gnl rinnovabile, con una miscela di idrogeno verde (perché prodotto da impianti eolici e fotovoltaici) e CO2 "catturata" da emissioni di impianti industriali. E siccome poi tutto torna, al progetto partecipa la società Tes, di cui fa parte anche l'ex amministratore delegato di Snam, Marco Alverà.