Pos, Meloni fa un passo indietro sulla soglia a 60 euro. Opzione Donna cambia ancora
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Giuseppe Colombo
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di Giuseppe Colombo
(ansa)
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La premier: "Soglia indicativa, si può abbassare". Parte il cantiere manovra: salta il criterio dei figli per l'uscita anticipata delle lavoratrici, in pensione a 60 anni. Il Reddito di cittadinanza slegato dall'offerta congrua di lavoro
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ROMA - Il passo indietro di Giorgia Meloni sulla stretta al Pos prende forma quando mette in discussione la norma inserita nella legge di bilancio. "La soglia dei sessanta euro è indicativa, per me può essere anche più bassa", dice la premier durante la prima della rubrica social "Gli appunti di Giorgia". La soglia è quella che esonera gli esercenti dall’obbligo di accettare pagamenti con il bancomat e la carta di credito. Cambierà, passando da 60 a 40 euro, almeno questo è l’obiettivo per salvare un segnale che viene calato nelle storie del gelataio e dell’edicolante per ribadirne la necessità. Non però a tutti i costi.
ROMA - Il passo indietro di Giorgia Meloni sulla stretta al Pos prende forma quando mette in discussione la norma inserita nella legge di bilancio. "La soglia dei sessanta euro è indicativa, per me può essere anche più bassa", dice la premier durante la prima della rubrica social "Gli appunti di Giorgia". La soglia è quella che esonera gli esercenti dall’obbligo di accettare pagamenti con il bancomat e la carta di credito. Cambierà, passando da 60 a 40 euro, almeno questo è l’obiettivo per salvare un segnale che viene calato nelle storie del gelataio e dell’edicolante per ribadirne la necessità. Non però a tutti i costi.
di Flavio Bini, Raffaele Ricciardi, di Flavio Bini, Raffaele Ricciardi
È il richiamo alla trattativa in corso con Bruxelles a confermare che il governo non farà le barricate se la Commissione europea dovesse fermare la misura perché incoerente con gli obiettivi sulla lotta all’evasione fiscale. Il rischio è un muro contro muro a pochi giorni dalla richiesta che il Tesoro dovrà presentare all’Europa per ricevere la terza rata del Pnrr che vale 19 miliardi. Molti ministeri sono in affanno sui 55 obiettivi da chiudere entro il 31 dicembre, un’impuntatura sul Pos risulterebbe anche per questo controproducente: "Dobbiamo tenerci la Commissione buona", spiega una fonte di governo.
La modifica alla misura sul Pos è anche la spia di una manovra che cambia prima dell’inizio dell’esame del testo da parte del Parlamento. Palazzo Chigi e il ministero del Lavoro stanno cercando una quadra su Opzione Donna. La misura per l’anticipo pensionistico rivolto alle lavoratrici cambia ancora: l’ipotesi a cui si sta lavorando prevede la cancellazione del requisito dei figli, inserito nella Finanziaria, mentre restano gli altri criteri (caregiver, invalidità pari o sopra il 74%, licenziate o dipendenti di imprese in crisi). Lo stop all’agevolazione per chi ha figli farebbe saltare la possibilità di lasciare prima il lavoro rispetto al requisito anagrafico, fissato per l'anno prossimo a 60 anni: secondo il nuovo schema, quindi, l’uscità sarebbe a 60 anni per tutte, non più a 59 (con un figlio) e a 58 anni (con due figli). Significa uno o due anni di lavoro in più prima della pensione anche rispetto alle regole in vigore quest’anno (uscita a 58 anni per le dipendenti, a 59 anni per le autonome). Più indietro una seconda ipotesi, che è fuori dall’interlocuzione tra la premier e la titolare del Lavoro Marina Calderone. Nella maggioranza c’è chi spinge per una proroga nel 2023 della versione attuale di Opzione Donna, ma solo per 6-8 mesi. La prima opzione è più avanti e presto sarà inviata al Mef per capire se si troveranno le risorse in più che servono rispetto alla norma contenuta nella legge di bilancio.
ll pacchetto lavoro potrebbe allargarsi con una nuova modifica al Reddito di cittadinanza: l’offerta congrua di lavoro (entro 80 chilometri da casa o raggiungibile in 100 minuti con i mezzi pubblici) potrebbe perdere l’aggettivo congrua. C’è però chi non è d’accordo: l’obbligo di accettare la proposta sarebbe valida su tutto il territorio nazionale, creando quindi problemi evidenti. Correzioni in vista anche per il Superbonus. FdI e Forza Italia aspettano la valutazione del Tesoro sulle modifiche per allungare i termini di presentazione delle comunicazioni di inizio lavori al 31 dicembre e per intervenire ancora sulla cessione dei crediti.
a cura di Antonella Donati, a cura di Antonella Donati
Sarà una riunione tra la premier e i capigruppo della maggioranza, fissata per mercoledì, a fare chiarezza sugli emendamenti. In quella sede si capirà quanto spazio avranno le modifiche che vogliono gli azzurri: pensioni minime a 600 euro e cancellazione dei paletti alla decontribuzione per i lavoratori under 36. Anche la Lega spinge per cambiare Opzione Donna, qualcuno vorrebbe anche allargare le maglie del condono per le cartelle notificate fino al 2015, alzando l’asticella da mille a 1.500-2.000 euro, ma c’è chi frena ricordando che andare oltre costerebbe troppo.