Nella fabbrica di pannelli solari dove la Sicilia sfida la Cina
di Alessandro Puglia , di Alessandro PugliaCATANIA - È vicino al mare e al porto di Catania con l'Etna che domina sullo sfondo. Mattone dopo mattone prende forma la sagoma di quello che sarà l'impianto di produzione di pannelli solari bifacciali a tecnologia avanzata più importante d'Europa. Dal polo industriale dell'Etna Valley già dal 2011 la 3Sun di Enel Green Power ha pianificato il presente e il futuro dell'energia rinnovabile quasi ripercorrendo il viaggio in Italia di Goethe, intuendo che "qui è la chiave di tutto". Perché è da qui che oggi - davanti ai problemi di una lenta ripresa post Covid a cui si sono aggiunte le conseguenze della guerra in Ucraina sul mercato energetico - si può finalmente contrastare il predominio cinese sul fotovoltaico e al tempo stesso diventare indipendenti dalle forniture di gas russo. "Saremo Davide contro Golia", chiosa Eliano Russo, 48 anni, responsabile di 3Sun del gruppo Enel.
Un traguardo …
CATANIA - È vicino al mare e al porto di Catania con l'Etna che domina sullo sfondo. Mattone dopo mattone prende forma la sagoma di quello che sarà l'impianto di produzione di pannelli solari bifacciali a tecnologia avanzata più importante d'Europa. Dal polo industriale dell'Etna Valley già dal 2011 la 3Sun di Enel Green Power ha pianificato il presente e il futuro dell'energia rinnovabile quasi ripercorrendo il viaggio in Italia di Goethe, intuendo che "qui è la chiave di tutto". Perché è da qui che oggi - davanti ai problemi di una lenta ripresa post Covid a cui si sono aggiunte le conseguenze della guerra in Ucraina sul mercato energetico - si può finalmente contrastare il predominio cinese sul fotovoltaico e al tempo stesso diventare indipendenti dalle forniture di gas russo. "Saremo Davide contro Golia", chiosa Eliano Russo, 48 anni, responsabile di 3Sun del gruppo Enel.
Un traguardo che a fronte di un investimento di circa 600 milioni di euro da parte del gruppo Enel e con un finanziamento dell'Unione Europea di quasi 118 milioni di euro permetterà alla fabbrica di moduli solari già presente a Catania di aumentare la capacità di produzione da 200 MW a 3 GW l'anno, quindici volte quella attuale, con la creazione entro il 2024 di mille posti di lavoro a cui se ne aggiungeranno altri mille dell'indotto.
Con l'utilizzo delle più sofisticate tecnologie applicate a criteri di sostenibilità sarà proprio la Gigafactory di 3Sun a Catania ad essere l'epicentro di una rilocalizzazione della catena del fotovoltaico in Europa. "Quello che stiamo facendo a Catania è portare avanti un percorso che inizia con la fabbrica già esistente dal 2010 dove si è cominciato a investire sul know how e sulle eccellenze del territorio. Con innovazione e una forte tecnologia si può contrastare il dominio di competitors come quelli cinesi che puntano più sulla scala e sulla riduzione dei costi, parametri che restano importanti ma subordinati al processo di innovazione", aggiunge Russo.
I moduli fotovoltaici bifacciali ad eterogiunzione della Gigafactory di 3Sun saranno più longevi rispetto a quelli proposti dal mercato cinese: "La longevità deriva dal fatto che tutto il processo produttivo avviene a temperature molto più basse, 200 gradi rispetto agli 800 dei processi di produzione di tipo cinese. Così facendo si preservano le caratteristiche tecniche e meccaniche dei materiali, e i pannelli solari avranno un orizzonte di vita più lunga. Un pannello tradizionale cinese non solo dura di meno, ma perde in efficienza molto più rapidamente rispetto ai nostri".
La grande sfida del pannello solare in Europa è solo agli albori. "Quello che stiamo facendo è un primo passo e auspichiamo la creazione di altre fabbriche di celle come quella di Catania. Questo ci permetterebbe di ridurre la dipendenza dalla Cina e dai fornitori di gas, come la Russia".
La tecnologia elaborata da 3Sun negli anni già nel 2019 aveva portato alla realizzazione della tecnologia HJT a eterogiunzione bifacciale capace di catturare sia la luce in ingresso che quella riflessa dal terreno. Sarà presto sostenuta dalla struttura Tandem che, attraverso la deposizione di un minerale come la peroskite sulle celle di silicio monoscristallino, consentirà di sfruttare uno spettro di luce più ampio, andando a catturare anche la cosiddetta luce blu che il silicio da solo non riesce a catturare "con un aumento dell'efficienza che dal 24,6 per cento che supererà nei prossimi 4-5 anni la soglia del 30 per cento".
Un processo di produzione che avverrà secondo criteri di sostenibilità che si basano proprio sull'orizzonte di vita prolungato del pannello e sul lavoro di upcycling più che di riciclo: "Pensiamo anche alla sostituzione di materiali chiave come il vetro con la plastica riciclata, e su questo abbiamo un progetto in fase di sviluppo a Brindisi", spiega Russo entusiasta di aprire la porta di 3Sun ai giovani talenti di rientro.
"Abbiamo assunto già 50 persone da inizio anno e contiamo di chiudere l'anno a 250, fino ad arrivare a mille nuovi posti di lavoro entro la fine 2024. C'è un tessuto locale fortissimo, ma anche tanti ragazzi che vogliono rientrare perché ora vedono nella propria terra una risposta a quelle ambizioni lavorative che li avevano precedentemente costretti a lavorare fuori. È un rientro dei cuori, oltre che dei cervelli. Con questa passione si raggiungono grandi traguardi", conclude il responsabile di 3Sun dalla hall dello stabilimento dove c'è racchiusa tutta la storia del pannello solare proiettata in un futuro sempre più sostenibile.