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Maurizio Landini: "Intendo ricandidarmi alla guida della Cgil"

(ansa)
Il segretario del primo sindacato italiano spazza via le voci che lo indicavano come il nuovo leader della sinistra. "Se i miei iscritti mi voteranno - dice su Raitre - sono pronto per un secondo mandato". La Cgil intanto è pronta allo sciopero contro il governo Meloni sulla manovra
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ROMA - Maurizio Landini si ricandida alla segreteria della Cgil. L'annuncio arriva in diretta tv, su Raitre dove il leader era ospite della trasmissione "Il cavallo e la torre". A marzo prossimo ci sarà il congresso della Cgil e "annuncio che intendo ricandidarmi, se i miei iscritti mi voteranno, per rifare il segretario", dice Landini. Spazzando via così le voci e ricostruzioni che lo indicavano come nuovo leader della sinistra. Voci che si erano infittite la scorsa estate all'iniziativa sul lavoro con i protagonisti politici del centrosinistra: Letta, Conte, Speranza, Bersani, Di Maio, Fratoianni, Calenda, Renzi. E rilanciate qualche giorno fa, dopo il faccia a faccia con Conte sulla manovra.

ROMA - Maurizio Landini si ricandida alla segreteria della Cgil. L'annuncio arriva in diretta tv, su Raitre dove il leader era ospite della trasmissione "Il cavallo e la torre". A marzo prossimo ci sarà il congresso della Cgil e "annuncio che intendo ricandidarmi, se i miei iscritti mi voteranno, per rifare il segretario", dice Landini. Spazzando via così le voci e ricostruzioni che lo indicavano come nuovo leader della sinistra. Voci che si erano infittite la scorsa estate all'iniziativa sul lavoro con i protagonisti politici del centrosinistra: Letta, Conte, Speranza, Bersani, Di Maio, Fratoianni, Calenda, Renzi. E rilanciate qualche giorno fa, dopo il faccia a faccia con Conte sulla manovra.

Landini viene da una lunga militanza nel primo sindacato italiano, dove ha ricoperto diversi ruoli a partire dai sette anni da segretario della Fiom (2010-2017), i metalmeccanici della Cgil. Anni turbolenti, caratterizzati da un durissimo scontro con l'allora amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne. Landini arriva alla segreteria generale della Cgil nel 2019, dopo il doppio mandato di Susanna Camusso. Quattro anni in cui si sono alternati quattro governi: Conte I, Conte II, Draghi e ora Meloni. E nei quali l'elettorato di sinistra si è smarrito, tra populismo, esecutivi tecnici e l'exploit della destra. Anni di voto fluido, con gli operai che in tasca hanno la tessera del sindacato rosso ma poi votano Lega o M5S.

 

Ecco perché l'annuncio di Landini è importante: per la sua base, soprattutto, in cerca di compattezza e di leadership. Proprio alla vigilia di una settimana importante, quella dal 12 al 16 dicembre, in cui la Cgil guiderà con la Uil una serie di scioperi e manifestazioni regionali contro la manovra del governo Meloni. E proprio nel giorno in cui Landini ha incontrato la premier e i ministri Giorgetti, Calderone, Urso e Zangrillo a Palazzo Chigi. "Abbiamo confermato il giudizio negativo sulla manovra che rischia di impoverire ulteriormente le persone" ha detto all'uscita. "Abbiamo posto il tema della precarietà e il problema sul fisco e l'evasione. La logica della flat tax è sbagliata. Le risposte del governo hanno confermato profonde distanze sul fisco e sulla precarietà. Andiamo avanti con gli scioperi". E con la Cgil.