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Sconto sulle commissioni del Pos. Manovra, 700 milioni per le modifiche

(ansa)

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Meloni detta tempi e budget agli alleati: cabina di regia a Lollobrigida. Cgil e Uil: sciopero, con i tavoli non si mangia. Il governo studia rimborsi agli esercenti. Voucher dimezzati, congedo ai papà. Frizioni su sgravi ai giovani e Superbonus 
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ROMA - È quando il leader della Cgil Maurizio Landini insiste per mettere più soldi sul taglio del cuneo fiscale che Giorgia Meloni spiega ai sindacati, convocati a Palazzo Chigi, perché la discussione sulla manovra rischia di cadere nel vuoto. "Tutte le vostre richieste - dice - sono sensate, ma le risorse per fare tutto non ci sono". Fine dei giochi. Cgil e Uil non ci stanno e confermano gli scioperi regionali, la Cisl invece si stacca dalla protesta. L’argine contro le richieste dei sindacati, però, non risolve i problemi di una legge di bilancio che attende ancora soluzioni su molti temi, dalle pensioni agli sgravi per le assunzioni. L’idea di un rimborso agli esercenti per le commissioni sui pagamenti con il Pos nasce dal timore che lo stop alle sanzioni sotto i 60 euro, approvato e difeso, possa saltare o comunque uscire fortemente ridimensionato dalla trattativa con Bruxelles.

Allo studio c’è un credito d&rsqu…

ROMA - È quando il leader della Cgil Maurizio Landini insiste per mettere più soldi sul taglio del cuneo fiscale che Giorgia Meloni spiega ai sindacati, convocati a Palazzo Chigi, perché la discussione sulla manovra rischia di cadere nel vuoto. "Tutte le vostre richieste - dice - sono sensate, ma le risorse per fare tutto non ci sono". Fine dei giochi. Cgil e Uil non ci stanno e confermano gli scioperi regionali, la Cisl invece si stacca dalla protesta. L’argine contro le richieste dei sindacati, però, non risolve i problemi di una legge di bilancio che attende ancora soluzioni su molti temi, dalle pensioni agli sgravi per le assunzioni. L’idea di un rimborso agli esercenti per le commissioni sui pagamenti con il Pos nasce dal timore che lo stop alle sanzioni sotto i 60 euro, approvato e difeso, possa saltare o comunque uscire fortemente ridimensionato dalla trattativa con Bruxelles.

Allo studio c’è un credito d’imposta, fino al 60%, per i pagamenti fino a 30 euro. Non è chiaro se a risarcire gli esercenti dai costi per le commissioni saranno le banche, come propone Fratelli d’Italia, o invece lo Stato, come pensano altri esponenti del governo. Quello che è chiaro alla premier è il pressing che arriva dalla maggioranza. Di fronte a una pioggia di emendamenti e alle pregiudiziali dei partiti (in primis quella di Silvio Berlusconi), è costretta a ricorrere a una soluzione di emergenza: una cabina di regia composta dai rappresentanti di ogni gruppo della maggioranza per cercare di sciogliere i nodi della manovra. La proposta al vertice con i capigruppo la mette sul tavolo il capodelegazione di Fratelli d’Italia Francesco Lollobrigida. E probabilmente sarà lui a presiedere il nuovo organismo. Non senza malumori espressi da Forza Italia: alcuni deputati fanno notare che il compito di coordinamento spetterebbe alla commissione Bilancio, presieduta proprio da un esponente azzurro, Giuseppe Mangialavori. Ma la premier non si fida e vuole prendere in mano direttamente le redini della Finanziaria.

Valanga di emendamenti alla Camera. Per le modifiche ci sono 700 milioni 

I vertici del centrodestra avevano fissato dei paletti alla coalizione, ribaditi ieri nel corso dell’incontro: ogni singolo deputato, mediamente, potrà vedersi approvati al massimo due emendamenti. Ma quelli presentati, e su cui la commissione Bilancio deve fare una scrematura entro domenica, sono in abbondanza. Per intenderci, FdI può puntare al massimo a 236 emendamenti e ne ha depositati 285, Forza Italia ha una disponibilità di 88 norme aggiuntive e ne ha già trasmesse 136. Lo schema che nel frattempo ha preparato la commissione Bilancio riporta numeri ancora più bassi: 83 a FdI, 41 per gli azzurri.

La coperta è corta: la dote per i gruppi parlamentari arriva appena a 400 milioni e va ancora divisa tra la maggioranza e le opposizioni. Ci sono anche 300 milioni che potranno essere utilizzati dai ministeri per altre modifiche. Il totale fa 700 milioni, ma la lista degli scontenti è lunga. Dentro alla maggioranza il braccio di ferro è soprattutto con Berlusconi, che insiste sulla decontribuzione delle assunzioni dei giovani under 36. Il governo è disposto a passare da 6 a 8 mila euro di sgravi per ogni lavoratore, ma lo stesso Berlusconi ha fatto sapere chiaramente ai suoi che la decontribuzione a favore del datore di lavoro deve essere totale. “Non voglio piantare una bandierina, ma fare qualcosa che serve al Paese”, è la tesi espressa.

Superbonus e sgravi per le assunzioni, soluzioni a metà

Anche il Superbonus è una partita aperta. È pronto un emendamento al decreto Aiuti quater per prorogare il termine di presentazione della comunicazione di inizio lavori al 31 dicembre, ma con un paletto: saranno valide solo le delibere adottate delle assemblee condominiali entro il 25 novembre. Forza Italia, però, vuole anche lo sblocco dei crediti con gli F24, da Palazzo Chigi si invita alla cautela. Anche sulle pensioni minime, che gli azzurri vogliono a 600 euro, Meloni è netta: solo per gli over 75. E a chiedere modifiche è anche il partito della premier: voucher da dimezzare, da 10 a 5 mila euro. Noi Moderati di Lupi chiede un mese di congedo paternità. Passa anche dalla soluzione a questa richiesta la scommessa della premier di dettare tempi e budget della manovra.