Frodi sul Reddito di cittadinanza: dai non residenti alle false dichiarazioni sul lavoro, così l'Inps ha bloccato 290 mila domande
di Rosaria Amato , di Rosaria AmatoMILANO - Alla caccia delle frodi sul reddito di cittadinanza, cercando però di bloccarle in anticipo. Nei primi dieci mesi di quest’anno l’Inps, grazie ai controlli incrociati effettuati innanzitutto attraverso il proprio archivio, ma poi anche con quello dei Comuni, dell’Agenzia delle Entrate, del ministero della Giustizia, ha respinto 240 mila domande e ne ha sospese 50 mila per ulteriori accertamenti, su un totale di 1 milione e 290 mila presentate. I criteri per scovare le possibili truffe non sono troppo diversi da quelli usati, ex post, dalle forze dell’ordine. La differenza è che però il controllo viene effettuato prima, sulla base anche dell’impulso dato alla prevenzione e alla circolazione dei dati tra amministrazioni pubbliche dalla legge di Bilancio 2022.
Domande dai non residenti
I casi più comuni di domanda fraudolenta riguardano persone che dichiarano di essere residenti in Italia, o di esserlo da 10 anni, ma no…
MILANO - Alla caccia delle frodi sul reddito di cittadinanza, cercando però di bloccarle in anticipo. Nei primi dieci mesi di quest’anno l’Inps, grazie ai controlli incrociati effettuati innanzitutto attraverso il proprio archivio, ma poi anche con quello dei Comuni, dell’Agenzia delle Entrate, del ministero della Giustizia, ha respinto 240 mila domande e ne ha sospese 50 mila per ulteriori accertamenti, su un totale di 1 milione e 290 mila presentate. I criteri per scovare le possibili truffe non sono troppo diversi da quelli usati, ex post, dalle forze dell’ordine. La differenza è che però il controllo viene effettuato prima, sulla base anche dell’impulso dato alla prevenzione e alla circolazione dei dati tra amministrazioni pubbliche dalla legge di Bilancio 2022.
Domande dai non residenti
I casi più comuni di domanda fraudolenta riguardano persone che dichiarano di essere residenti in Italia, o di esserlo da 10 anni, ma non è così. La stessa banca dati Inps può permettere di scoprire le dichiarazioni false: in caso di dubbio si gira la richiesta ai Comuni. Con gli stessi criteri si può scoprire la vera composizione del nucleo familiare: i richiedenti a volte non dichiarano che convivono con un familiare che ha un reddito da lavoro più che sufficiente per tutti i componenti della famiglia, o che ha un’impresa, o una carica sociale all’interno di un’azienda. Non tutti sono elementi che automaticamente rendono la domanda fraudolenta, però, spiega l’Inps, sicuramente si tratta di circostanze «sintomatiche di potenziali frodi».
Controlli a monte
Situazioni che quando emergono invece una volta che il reddito di cittadinanza è stato assegnato portano a casi di cronaca. L’ultimo è di pochi giorni fa, 95 persone denunciate dai carabinieri di Roma per falso ideologico e truffa aggravata: 60 perché percepivano l’assegno pur essendo proprietari di appartamenti o terreni, o mentendo sulla composizione del nucleo familiare; 35 perché avevano mentito sul requisito dei dieci anni di residenza in Italia.
|
Anno |
respinte |
decadute |
revocate |
|---|---|---|---|
|
2019 |
492.492 |
66.757 |
882 |
|
2020 |
342.392 |
232.791 |
25.877 |
|
2021 |
443.980 |
306.979 |
126.311 |
|
2022 - al 30/09 |
456.331 |
264.964 |
60.523 |
|
|
1.735.195 |
871.491 |
213.593 |
Le procedure di controllo
Le domande potenzialmente fraudolente rimaste in sospeso (una buona parte viene bloccata già dopo i primi controlli, effettuati dalla sede centrale) vengono caricate su una piattaforma informatica, che viene consultata dalle sedi periferiche dell’Inps, che, essendo sul territorio, hanno la possibilità di fare accertamenti più capillari, sbloccando la domanda oppure respingendola in via definitiva. Dal 2019 a oggi sono state respinte dall’Inps 1.735.195 domande di reddito di cittadinanza (anche per errori materiali), 871.491 sono decadute e 213.593 sono state revocate.