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Manovra in alto mare. Liti in maggioranza sulle pensioni minime

Il commissario Ue Paolo Gentiloni (ansa)
Gentiloni avverte sul Pos: “Non si torni indietro”. Forza Italia insiste sugli aumenti a 600 euro per gli assegni previdenziali più bassi. Il nodo del bonus 18enni
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ROMA - Mercoledì arriva la pagella di Bruxelles sulla manovra italiana. Ma a Roma è tutto ancora in alto mare, con Forza Italia all'attacco. Ieri in commissione Lavoro della Camera gli emendamenti sono scesi da 2mila a oltre 500 "segnalati", divisi all'incirca a metà con l'opposizione. Non c'è però accordo politico in maggioranza sul gruppo di emendamenti "supersegnalati" di FdI, Lega, FI (50-60, ma i numeri sono ballerini), l'ulteriore scrematura per snellire l'iter già brevissimo della legge di bilancio. Giovedì, all'indomani del giudizio della commissione Ue, si dovrebbe cominciare a votare, per chiudere domenica, al massimo lunedì e passare il testo all'Aula di Montecitorio. Condizionale, a questo punto, d'obbligo.

Sindacati in piazza

E così la settimana si apre con Cgil e Uil in piazza a manifestare e scioperare, da oggi fino a venerdì 16. Poi toccher&ag…

ROMA - Mercoledì arriva la pagella di Bruxelles sulla manovra italiana. Ma a Roma è tutto ancora in alto mare, con Forza Italia all'attacco. Ieri in commissione Lavoro della Camera gli emendamenti sono scesi da 2mila a oltre 500 "segnalati", divisi all'incirca a metà con l'opposizione. Non c'è però accordo politico in maggioranza sul gruppo di emendamenti "supersegnalati" di FdI, Lega, FI (50-60, ma i numeri sono ballerini), l'ulteriore scrematura per snellire l'iter già brevissimo della legge di bilancio. Giovedì, all'indomani del giudizio della commissione Ue, si dovrebbe cominciare a votare, per chiudere domenica, al massimo lunedì e passare il testo all'Aula di Montecitorio. Condizionale, a questo punto, d'obbligo.

Sindacati in piazza

E così la settimana si apre con Cgil e Uil in piazza a manifestare e scioperare, da oggi fino a venerdì 16. Poi toccherà al Pd, sabato 17: contro una manovra "improvvisata e iniqua". I nodi sono ancora sul tavolo. E i soldi per scioglierli davvero pochi. Solo 400 milioni a disposizione dei gruppi parlamentari, ancora non spartiti con l'opposizione. E altri 300 milioni dei ministeri che - dicono fonti interne - serviranno a correggere coperture non ben calibrate.

La commissione Ue sul Pos

Pesano le parole di ieri del commissario Ue all'Economia Paolo Gentiloni che della manovra apprezza la "prudenza sui conti pubblici, un fatto importante". Ma sul Pos ricorda "l'ampio invito" dell'Ue a "incentivare pagamenti e fatturazione elettronica". E il conseguente obiettivo inserito dall'Italia nel Pnrr: "Non possiamo prendere impegni sui pagamenti e poi contraddirli dopo pochi mesi", insiste Gentiloni. Senza un ok dell'Europa all'eliminazione delle sanzioni per i pagamenti col Pos fino a 60 euro, inserita in manovra, il governo potrebbe essere costretto a dimezzare la soglia o toglierla.

La grana delle pensioni

Una grana ulteriore. A tenere banco è la fibrillazione in maggioranza. Forza Italia vuole spuntarla sulla decontribuzione più ampia per l'assunzione di under 36 e le pensioni minime portate a 600 euro. Le due misure però traballano per i costi elevati. E così la quadra politica. La Lega, in questa fase molto defilata, non ha bandierine da piazzare e punta sulla riduzione dell'Iva sul pellet. Forse perché, secondo alcuni colleghi, vuol far dimenticare di non aver cancellato la legge Fornero né ottenuto Quota 41 pura. Anzi, tagliato le pensioni sopra 2.100 euro lorde e stravolto Opzione Donna.

Bonus 18enni ancora in bilico

Fratelli d'Italia fa invece quadrato alla premier Meloni. Negli emendamenti spicca la sospensione per un anno del payback delle pmi che forniscono dispositivi sanitari alle Regioni (il debito arriva a 3 miliardi, incluse le multinazionali). Resta l'abolizione del bonus ai 18enni: "Ma l'emendamento sarà riformulato", assicura Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura. E poi: il sostegno alle case popolari Iacp, alle materie Stem per le donne, a Marche e Abruzzo per il dissesto idrogeologico, le borse di studio "per merito", la stabilizzazione dei ricercatori medici.

Opzione donna da rivedere

Ma è chiaro che le partite grosse sono nelle mani del governo: Opzione Donna, Industria 4.0, i crediti di imposta per il Sud (il grande dimenticato della legge di bilancio), i ritocchi al bonus per i 18enni. Forse a questo punto, se c'è accordo, anche il payback e i due totem forzisti: decontribuzione giovani e pensioni minime (con molti paletti). Dall'opposizione, dice la capogruppo pd alla Camera Debora Serracchiani, "massima disponibilità a non disperdere le risorse e fare presto". Ma se si apre un dialogo su pensioni, lavoro, salario minimo, sanità, dissesto, enti locali, sarà una lunga settimana.