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Vanessa Fortarezza: "Così aiutiamo la Pa nella svolta digitale"

Donne impresa.  Milanese, è vice presidente di Salesforce, la multinazionale americana da oltre 26 miliardi di dollari di fatturato. La sua missione: migliorare le interazioni dei cittadini con le pubbliche amministrazioni
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Cornelio Tacito e alta tecnologia, tradurre dal latino e scoprire che può essere un insospettabile problem solving. Per capacità di analisi e di sintesi. Succede a chi come Vanessa Fortarezza, ha fatto studi umanistici e oggi si trova ai vertici di Salesforce nel ruolo di senior vice president Sud Europa per la Pubblica amministrazione. Nell’azienda californiana, global leader nel campo del customer relationship management, Vanessa Fortarezza apre la via per sviluppare strategie di vendita di soluzioni e servizi per quattro paesi, Italia, Francia, Spagna e Portogallo. Con una macchina organizzativa di oltre 150 persone ha l’obiettivo di aiutare la pubblica amministrazione a migliorare le interazioni con i cittadini. Per l’Italia dai ministeri ai Comuni, dagli ospedali alle Regioni, dalle società partecipate al mondo dei trasporti e dei servizi pubblici in generale. All’estero si replica.

TUTTE LE STORIE DI DONNE IMPRESA

Nella cosiddetta &…

Cornelio Tacito e alta tecnologia, tradurre dal latino e scoprire che può essere un insospettabile problem solving. Per capacità di analisi e di sintesi. Succede a chi come Vanessa Fortarezza, ha fatto studi umanistici e oggi si trova ai vertici di Salesforce nel ruolo di senior vice president Sud Europa per la Pubblica amministrazione. Nell’azienda californiana, global leader nel campo del customer relationship management, Vanessa Fortarezza apre la via per sviluppare strategie di vendita di soluzioni e servizi per quattro paesi, Italia, Francia, Spagna e Portogallo. Con una macchina organizzativa di oltre 150 persone ha l’obiettivo di aiutare la pubblica amministrazione a migliorare le interazioni con i cittadini. Per l’Italia dai ministeri ai Comuni, dagli ospedali alle Regioni, dalle società partecipate al mondo dei trasporti e dei servizi pubblici in generale. All’estero si replica.

TUTTE LE STORIE DI DONNE IMPRESA

Nella cosiddetta ‘big tech’ che è Salesforce, Fortarezza, milanese, 54 anni, lavora dalla fine del 2014, contribuendo alla crescita in termini di ricavi e diversity talent, con la sua competenza maturata come senior account nei precedenti dieci anni in Microsoft. Nel colosso fondato da Bill Gates ha conosciuto il mondo enterprise, imparando a gestire la complessità e la disciplina. “In Salesforce Italia agli inizi eravamo 20 persone oggi abbiamo superato i 600: col mio lavoro e la mia attività ho contribuito all’acquisizione di tantissimi talenti, ho collaborato alla loro integrazione. In Italia lavorano con noi molti partners: Accenture, Engineering, Almaviva, Sogei, per citarne alcuni, che si occupano di trasformazione digitale all’interno delle istituzioni pubbliche. Ad esempio, per il ministero della Transizione ecologica, abbiamo sviluppato una soluzione per la gestione di tutti i fondi del Pnrr ad esso legati: come vengono usati, a chi vanno, come li si contabilizza, quali sono i progetti”.


L’attività di Salesforce è rivolta a imprese di ogni dimensione e settore, dalle grandi alle startup che riescono a sfruttare il meglio della tecnologia - cloud, mobile, social, intelligenza artificiale, chatbot - per connettersi ai propri clienti in modo efficiente e del tutto nuovo. Con un fatturato globale di 26,49 miliardi di dollari e più di 75mila dipendenti, fondata nel 1999, in Italia dov’è presente dal 2003 la multinazionale americana punta sulle realtà del made in Italy in ambito fashion e retail, fino alle grandi banche e utilities del paese, clienti come Brunello Cucinelli, Gucci, Banco Bpm, Ita Airways, Roma Capitale, TooA, Moleskine. “Gli enti pubblici, magari non tutti allo stesso modo, sono molto più avanti di quello che pensiamo. In campo sanitario, per esempio. La pandemia ha impresso velocità a questo processo. Noi possiamo cogliere questa accelerazione digitalizzando sempre più i sistemi anche nei Comuni, per sviluppare la relazione col cittadino”.

Dopo quasi un ventennio a tu per tu con le imprese private, con un particolare focus sulle Telco e media, tessendo rapporti con i ceo delle società, il cambio di stagione vede Vanessa Fortarezza chiamata a cimentarsi con le istituzioni di quattro paesi europei. “Il respiro internazionale mi permette di ampliare l’orizzonte delle mie competenze sul futuro delle strategie di vendita in mercati diversi dall’Italia. Viaggerò di più, certo. Ma non farò mancare la presenza ai miei figli Melissa, 14 anni e Alberto di 12. Il sabato e la domenica sono sempre a casa. Quando ero più giovane facevo Milano-Roma nello stesso giorno per svegliarmi al mattino dopo con loro due. Mai fatto un passo indietro a quello se non in casi eccezionali. Per il lavoro che amo ho grande disponibilità, tuttavia la famiglia è il punto di risoluzione della mia vita, anche nei momenti difficili”.
Il Piano di ripresa e resilienza, con il suo cospicuo apporto finanziario, sarà d’impulso  nella sfida della transizione digitale. “Salesforce mette in campo la sua tecnologia per gestire i dati interattivi nella relazione tra pubblica amministrazione, qualunque essa sia, e il cittadino e dà la possibilità a quest’ultimo di intersecarsi a 360 gradi e di interagire sui servizi offerti alle persone”.

Le scuole magistrali a Milano, poi all’università, facoltà di Lettere con indirizzo filologico letterario, grande passione per gli studi classici, “il mio sogno da giovane era il giornalismo ma non era facile l’accesso e in quegli anni c’era una sola scuola operativa”. Si laurea e mette un piede nella casa editrice Cedis che si occupava di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro. Dopo un anno è responsabile della redazione di un piccolo mensile e diventa pubblicista in Lombardia. “Fine anni Novanta. Stava esplodendo Internet, ero curiosa di capire cosa fosse e in quella redazione c’era poco. Uscii da lì decisa a dare una svolta alla mia carriera. Come un sogno può diventare realtà. Ho virato completamente”.

Nella società Inferentia Dnm, compagnia di soluzioni via web, guidata da Adrio de Carolis, in seguito diventata FullSix, Fortarezza impara a creare siti internet per imprese che volevano una vetrina on line e renderla profittevole vendendo beni e servizi. “Un’esperienza esaltante, la mia prima di livello manageriale. Guidavo un gruppo di giovani talenti del web, è durata tre anni e mezzo”. E quando la bolla si stava sgonfiando e cercava di capitalizzare l’esperienza del mondo tech, è entrata in Microsoft.

“Ho affrontato la sfida culturale per cui il binomio donne e tecnologia non funziona. Mi sono posta con grande umiltà e soprattutto esercitando quello che so fare meglio: imparare. Facevo corsi interni, seguivo attentamente le presentazioni dei miei colleghi con un learning approach molto attivo. Coltivavo i miei soft skill, le competenze legate alla sfera emotiva, una delle più importanti è la passione, poi l’attitudine positiva a vedere le opportunità che ti dà chances incredibili”. È così che la manager si è accorta di quanto le servisse aver studiato il latino. Di come la capacità di ricostruzione logica della frase fosse un esercizio mentale che applicato alla complessità di aziende tecnologiche come Salesforce, l’aiutasse a risolvere un problema e a orientarsi verso il conseguimento dell’obiettivo.

“Oggi una delle doti che mi riconosco è la leadership inclusiva: delegare, assegnare responsabilità. Non è una cosa banale, quando sali nella scala gerarchica hai sempre meno possibilità di incidere sui risultati. In una posizione come la mia devi riuscire a creare un trust, sviluppare il senso della fiducia delle persone per conquistare i traguardi. Più cresci e, per il business che gestisci, più ti devi affidare. Il mio focus è accrescere i talenti, far sì che ognuno si senta riconosciuto per l’apporto che dà. È un punto chiave. D’altra parte i valori fondanti di Salesforce sono la fiducia, il successo dei clienti, l’innovazione, la sostenibilità e l’equality”.

L’organizzazione in cui lavora è grande. La solitudine del manager esiste? “Lavoro moltissimo con il team. Ho superato la solitudine diventando un talent multiplayer, riesco a trasmettere agli altri la mia esperienza. Partecipo come mentor attivo orientato al sostegno della leadership femminile, fornisco diversi punti di vista, aiuto le persone a trovare da sole la propria strada. Mi gratifica incoraggiarle a credere nei loro sogni, mi fa stare bene. Avrei voluto averlo io un mentore, ho fatto da sola con un po’ di coraggio un salto nel buio. I miei genitori mi hanno sempre sostenuta ma non avevano la capacità e le competenze per comprendere le mie scelte”.

Della famiglia che ha costruito, Fortarezza ha un altro punto fermo. Il suo compagno Gianluigi, laureato in Statistica, lavora in una multinazionale di un diverso settore. “È stato al mio fianco anche questa volta, di fronte a una opportunità che richiede dei sacrifici e ce ne facciamo carico con passione e amore. Con i figli siamo intercambiabili, mai affidati alle tate”.
Appassionata della montagna, Ortisei e Alpe di Siusi dove pratica sci di fondo e trekking, si dedica a lunghissime passeggiate. “È il posto dove raggiungo la pace interiore. Le Dolomiti sono il mio luogo di elezione”.

Un percorso di executive coaching fatto per due anni ha avuto per lei esiti positivi superiori alle aspettative. “Mi ha aiutato tanto, è stato anche un lavoro su di me. L’analisi guarda al passato, l’executive coaching serve per sviluppare il futuro. Il coach mi ha detto una cosa molto interessante: di solito le persone lo fanno dietro suggerimento e in un momento basso della carriera. Invece io ero su un surf sull’onda e imparavo come raggiungere una maggiore self confidence”. Se una delle regole del performance management è non avere dubbi, comprimere le emozioni, tenere tutto sotto controllo, specie se si è donne, Vanessa Fortarezza la vede in un altro modo. “Anni fa avevo paura di mostrarmi debole. Ho capito che serve un leader che abbia una componente di vulnerabilità, che può mostrare agli altri senza essere percepito come fragile. Nascondere le proprie debolezze è sbagliato, mostrarsi per ciò che si è invece secondo me è forza, perché ti permette di entrare in connessione con gli altri in maniera potente: unisce. Sul piano retributivo sono uguale a un uomo. Da questo punto di vista Salesforce è visto un po’ come punto di riferimento, applica i principi della meritocrazia e in maniera naturale mi ha riconosciuto un trattamento economico all’altezza della mia professionalità. L’indice sulla parità di genere 2021 dice che l’Italia è al 15esimo posto in Europa, siamo un po’ fanalino di coda anche se sono stati fatti molti passi in avanti con le donne nei consigli di amministrazione. Il tema è che dobbiamo fare in modo che non sia solo una percentuale”.

Viaggiare con la famiglia è una sua passione. “Ne abbiamo fatti di belli, come quello  a San Francisco, in America. Amo leggere, mi è piaciuta la saga dei Florio, tra i classici della letteratura il mio preferito è il Gattopardo”. Si è laureata con una tesi su Federico De Roberto, autore de ‘I Vicerè’, sostenitore della poetica naturalista e verista, giornalista e scrittore seguace di Verga e Capuana.