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Bitcoin, l'America ha un dilemma: regolarli o lasciarli schiantare?

Sam Bankman-Fried, il fondatore della piattaforma Ftx, è stato arrestato lunedì (reuters)
Il principe delle cripto Samuel Bankman-Fried arrestato alle Bahamas, per lui otto capi di imputazione tra cui la frode. Il Congresso Usa si divide tra chi propone una stretta al settore delle monete digitali e chi invece vorrebbe guardarlo andare a fondo 
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NEW YORK - Un giorno Joseph e Barbara Bankman ricevettero una strana telefonata. Era il figlio Samuel, 30 anni, il genio scapigliato della famiglia, il guru di Wall Street, lo Steve Jobs della criptovaluta. «Ehi, ragazzi - disse - potrebbe esserci un problema». Era inizio novembre. Pochi giorni dopo il mondo avrebbe scoperto il “problema”: il figlio di due rinomati professori di legge a Stanford University aveva violato la legge. Il fondatore di una delle piattaforme di scambi di criptovaluta, la Ftx, valore 32 miliardi di dollari, ha usato soldi di finanziatori e clienti per affari personali, donazioni al Partito democratico, secondo solo a George Soros, e per coprire debiti della società “sorella”, la Alameda Research.

NEW YORK - Un giorno Joseph e Barbara Bankman ricevettero una strana telefonata. Era il figlio Samuel, 30 anni, il genio scapigliato della famiglia, il guru di Wall Street, lo Steve Jobs della criptovaluta. «Ehi, ragazzi - disse - potrebbe esserci un problema». Era inizio novembre. Pochi giorni dopo il mondo avrebbe scoperto il “problema”: il figlio di due rinomati professori di legge a Stanford University aveva violato la legge. Il fondatore di una delle piattaforme di scambi di criptovaluta, la Ftx, valore 32 miliardi di dollari, ha usato soldi di finanziatori e clienti per affari personali, donazioni al Partito democratico, secondo solo a George Soros, e per coprire debiti della società “sorella”, la Alameda Research.

Ieri Samuel Bankman-Fried doveva testimoniare davanti alla commissione Servizi finanziari della Camera per rispondere della bancarotta del suo cripto-impero, ma aveva impegni più pressanti: arrestato lunedì nella sua villa alle Bahamas, scortato dalla polizia, l’imprenditore si è presentato davanti al giudice per la conferma dell’arresto. Niente pantaloni corti e scarpe da barca, ma completo blu e camicia bianca. È accusato di otto reati, tra cui aver truffato migliaia di clienti e alcuni investitori che gli avevano affidato 2 miliardi di dollari. La truffa sarebbe cominciata fin dalla nascita della piattaforma, nel 2019, e sarebbe andata avanti fino a novembre.

Nelle stesse ore il nuovo Ceo della compagnia, John Ray, stava rispondendo alle domande della commissione della Camera. Avvocato specializzato in risollevare aziende nei guai, Ray ha spiegato il collasso della compagnia con una fredda diagnosi: «È stato possibile perché chi ne aveva il controllo aveva l’infinita possibilità di gestire tutti i soldi e di usarli a proprio consumo». Alla domanda su quale ruolo avesse ancora il ‘guru’, Ray ha risposto: «Zero». Del destino giudiziario di Bankman-Fried se ne occupa Ronnie Abrams, 54 anni, giudice del distretto sud di New York. Laurea a Yale, figlia di una famiglia di avvocati, scelta nel 2012 da Barack Obama, la giudice Abrams ha chiesto l’arresto del ‘guru’ dopo aver raggiunto l’accordo con il governo delle Bahamas per l’estradizione. L’ordine è partito da New York perché le operazioni di travaso di miliardi di dollari all’insaputa di clienti e investitori sono state condotte attraverso banche con sede a Manhattan.

Intanto, secondo il Financial Times, bitcoin per un miliardo e mezzo di dollari sono stati ritirati dalle piattaforme. In un anno il Bitcoin ha perso il 64% del valore. Tremano piattaforme come Binance, che sembrava pronta a salvare Ftx e poi si è sfilata, Kraken e Coinbase. Il Congresso americano è diviso tra chi ritiene non rinviabile una regolamentazione, e chi ritiene sia la grande occasione per lasciare andare a fondo il mondo delle criptovalute, per evitare che contagi l’economia reale. La moneta virtuale appare come una regina intoccabile tra i marmi del palazzo del Congresso. Nessuno conosce la materia: lo ammette un vecchio senatore progressista come Bernie Sanders e un giovane repubblicano come Josh Howley. Tutti colti di sorpresa. Un anno fa sei top manager esperti di moneta digitale erano stati chiamati dalla stessa commissione a testimoniare riguardo i pericoli degli asset digitali. Uno di loro era Bankman-Fried.